L’ora di decidere è adesso… dopo potrebbe essere tardi

Le mosse a disposizione del sindaco Mastrangeli per chiudere la crisi. Le manovre dell'opposizione per mettere fine al suo stato comatoso. La lettera di Pizzutelli per creare un patto di reciproca consultazione

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La verifica politica avviata nella maggioranza di centrodestra che governa Frosinone ricorda chi sta in piedi in un secchio e cerca di sollevarsi tirando il manico. Questo perché la situazione, pur nella oggettiva complessità è ormai piuttosto chiara. Il secchio non si alza.

All’atto pratico, significa che la maggioranza dovrà muoversi nelle dinamiche d’Aula ormai nella logica dei 15/17 consiglieri sui quali poter fare affidamento e non i 22 che sono stati eletti insieme al sindaco Riccardo Mastrangeli. Fino al termine della consiliatura. E ricorrendo sempre alla seconda convocazione: cioè portare gli argomenti in seconda battuta al Consiglio, sfruttando la norma che consente di approvarli con molti voti in meno.

Non è un dramma, non è una sconfitta politica: accade da più di dodici anni. Non si tratterebbe di una novità epocale, non sarebbe una scelta clamorosa.

Il solco

Maurizio Scaccia

Il solco con i 5 consiglieri malpancisti / Gruppo di Forza Italia ormai è ampiamente tracciato e con molta probabilità non ci potrà essere alcuna operazione di recupero. A meno che il sindaco non proceda all’azzeramento della Giunta come richiesto ufficialmente da Forza Italia (e 3 malpancisti). (Leggi qui: La Tari aumenta, la verifica si sta per chiudere).

Ma questo significherebbe due cose. Uno. La totale sconfessione dell’operato del sindaco e degli assessori, in questi due anni di amministrazione. Quindi bocciatura delle piste ciclabili, del Bus Rapid Transit, del recupero dello Scalo, del progetto dei Piloni, del Teatro Vittoria, del risanamento dei conti. E di tutto quello che di buono oggettivamente è stato fatto in 24 mesi. Due. Far dettare la linea politica al Comune da Forza Italia: con il coordinatore regionale del Partito il senatore Claudio Fazzone che “da le carte” nel capoluogo, con la preziosa collaborazione dei suoi consiglieri Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo.

Ci può anche stare. Sarebbe una precisa volontà politica. Alla quale però proprio in queste ore ha detto no il Governatore del Lazio Francesco Rocca respingendo al mittente le richieste di riequilibrio della Giunta Regionale avanzate dal senatore a nome di Forza Italia. Rocca ha ascoltato le richieste e risposto, nero su bianco, che lui è soddisfatto della attuale giunta. (Leggi qui:L’elenco della spesa di Fazzone e la strategia al ribasso di Rocca).

Il quadrato di FdI e Lega

Nicola Ottaviani e Massimo Ruspandini

La strategia di Forza Italia sta determinando una conseguenza. Ha favorito il dialogo tra Lega e Fratelli d’Italia che da anni a Frosinone stavano come la carne ed il coltello. Come reagirebbero i due Partiti ad una eventuale apertura di Mastrangeli all’azzeramento? Male, non c’è alcun dubbio. E con quali conseguenze? FdI stata chiara nell’incontro con Mastrangeli, “chiusura in tempi ragionevoli della verifica, senza farsi logorare, altrimenti la spina la stacchiamo noi” (Leggi qui: Blindare Mastrangeli per stoppare Forza Italia).

Il sindaco ha ancora il controllo della situazione, in Consiglio e in Giunta. Eccezione fatta ovviamente per i 5 Consiglieri non allineati. Tra i quali il Gruppo di Forza Italia. Questa è una circostanza oggettiva ineluttabile, che ovviamente ha anche un evidente peso politico. Perdere ulteriore tempo senza assumere provvedimenti chiari e definitivi comporta il rischio di “far morire di tattica” la maggioranza. A quel punto, il primo cittadino potrebbe veramente diventare ostaggio di tutti (o quasi) i partiti della sua coalizione.

Quindi, prima si dichiara chiusa la verifica, prima si adottano i necessari piccoli ritocchi sull’esecutivo e prima si metterà fine a questo gioco al massacro all’interno della stessa maggioranza. Che, a lungo andare, rischia di sfibrarsi ulteriormente e di rimanerci sotto. Anche chi è perfettamente allineato a Mastrangeli,  in una situazione di perdurante caos e scarsa chiarezza, alla fine potrebbe “scapocciare”.

In contrapposizione

Riccardo Mastrangeli

Intanto, ogni giorno si “apprezzano” dichiarazioni in totale contrapposizione tra alcuni Consiglieri di maggioranza. E anche all’interno dello stesso Gruppo consiliare. Il logoramento non fa bene a nessuno, nel centrodestra: forse solo a chi lo sta usando come precisa strategia politica, nemmeno ha tanto senso cercare sponde nella minoranza consiliare.

Portare in maggioranza uno o due consiglieri di centrosinistra, determinerebbe sicuramente l’ampliamento dei numeri in Aula. Quindi si arriverebbe a 18/19 ma comunque non cambierebbe di una virgola la situazione generale: la tranquillità dei numeri c’è già, sotto il minimo Mastrangeli non ci andrebbe mai. 

Tanto, nell’assetto attuale l’opposizione non avrà mai la possibilità di creare problemi di tenuta, per numeri e determinazione. Non si coordina, non ha una strategia comune, non intende nemmeno svilupparla. (Leggi qui: Cercasi opposizione disperatamente).

Paradossalmente però l’apertura a qualche pezzo della minoranza provocherebbe più problemi che benefici: quanti nel centrodestra di governo apprezzerebbero una simile possibilità? Nessuno o quasi, si aprirebbero quindi ulteriori spaccature, oltre quelle già esistenti: delle quali non se ne sente veramente il bisogno.

La rottura dell’assedio

Angelo Pizzutelli

A tentare di cambiare le cose potrebbe essere Angelo Pizzutelli, Capogruppo del Partito Democratico. Le indiscrezioni dicono che stia mettendo a punto un documento politico da inviare a tutti i Consiglieri di opposizione. Nel quale dice in sostanza che il Partito politico con il maggior numero di consiglieri ha il dovere morale di porre fine all’attuale stato di cose. E propone la creazione di un Coordinamento permanente da riunire prima di ogni Consiglio comunale per valutare la possibilità di avere una linea comune, facendo opposizione in maniera compatta.

Nella bozza del documento si dà atto del peso politico ed amministrativo della lista Marzi ma si evidenzia la necessità che questa iniziativa parta dalla Politica organizzata, tenendo conto delle recenti dichiarazioni fatte dall’onorevole Gian Franco Schietroma in risposta a quelle del Presidente Pd del Lazio Francesco De Angelis. E cioè basta con le conte, apertura di un dialogo leale e costruttivo. (Leggi qui: Quei segnali che De Angelis manda a Frosinone).

Nell’ipotesi di documento, ancora in fase di definizione, si mette in chiaro che il Coordinamento vuole essere solo un patto di reciproca consultazione e condivisione dell’opposizione, non la base per una coalizione elettorale. Perché quella compete ad altri soggetti, ad altri livelli ed in altri tempi.

Il tutto con la finalità di assolvere al mandato affidato dagli elettori. Che non era solo quello di governare in caso di vittoria. Ma di mordere ai polpacci il centrodestra in caso di sconfitta. Ma finora di lividi non se n’è vista nemmeno l’ombra.