Alla vigilia del grande appuntamento di Fiuggi per il comparto delle Costruzioni. L'incontro voluto dal presidente Ance Arnaldo Zeppieri con i sindacati e gli enti di formazione e previdenza. Per guardare al futuro e cominciare a costruirlo. Insieme.
Se si vuol comprendere dove sta andando l’economia reale – ben oltre le slide propagandistiche dei governi o le stime rassicuranti della politica locale – basta varcare la soglia di un cantiere edile. L’edilizia è per definizione l’infrastruttura del PIL: quando il settore corre, traina l’indotto, la manifattura e l’occupazione; quando arretra o si incaglia nelle secche dell’inflazione, l’intero sistema territoriale rischia la paralisi.
È proprio attorno a queste sfide cruciali che le parti sociali edili della provincia di Frosinone – ANCE Frosinone, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea CGIL, insieme a Formedil Frosinone e Cassa Edile Frosinone – si sono dati appuntamento il 26 settembre al Fiuggi Convention Center per il Summit dell’Edilizia “Insieme si costruisce“. Un momento strategico di confronto tra datori di lavoro e sindacati per tracciare le prospettive di sviluppo dell’industria delle costruzioni.
La contraddizione profonda

Oggi il comparto vive una contraddizione profonda: da un lato la necessità di spingere sulle opere infrastrutturali, dall’altro il conto salatissimo imposto da inflazione e geopolitica. La congiuntura internazionale e il boom dei costi delle materie prime hanno polverizzato molte delle pianificazioni finanziarie dei contratti, trasformando la gestione di un’impresa in una costante corsa a ostacoli.
In questo quadro, gli aggiornamenti dei prezzi previsti per legge mostrano i loro limiti: un ombrello parziale di fronte alla tempesta. A fare la differenza resta la solidità strutturale delle aziende, la prudenza manageriale e, soprattutto, il capitale umano.
Alla vigilia dell’assise di Fiuggi, a tracciare il quadro con estremo pragmatismo è Alberto La Rocca, fondatore della Delta Lavori Spa, già componente del Consiglio generale di Ance Lazio e già vicepresidente di Ance Frosinone.
Presidente La Rocca, il summit “Insieme si costruisce” vede la presenza congiunta di ANCE, sindacati (Feneal, Filca, Fillea) ed enti bilaterali. Quanto è importante oggi questa compattezza tra mondo datoriale e sindacale per far sentire la voce della Ciociaria?

Unico nel panorama delle relazioni industriali, il sistema bilaterale dell’edilizia ha avuto inizio nell’aprile del 1919 a Milano con la fondazione della prima Cassa Edile, anche se di fatto ha avuto un grande impulso verso la fine degli anni 50 del secolo scorso. Questo sistema di gestione coordinata tra imprese e rappresentanze sindacali si è reso necessario per garantire la continuità dei diritti dei lavoratori in un settore caratterizzato da una forte mobilità interaziendale. L’azienda di costruzioni non ha un capannone dove assembla in maniera continuativa i suoi prodotti ma ogni volta apre un cantiere in luoghi diversi, dove costruisce quello che in effetti ha già venduto, con comprensibili problemi di discontinuità per i lavoratori.
Una tale sinergia, consolidata nel tempo tra imprenditori e sindacati dei lavoratori, oltre a risolvere molti problemi legati alla particolare tipologia di lavoro è diventata una forza comunicativa importante per far sentire la propria voce nel reclamare la soluzione dei tanti problemi che si sono presentati di volta in volta e sollecitare attività e indirizzi politici al fine di garantire non solo la crescita ma a volte la sopravvivenza stessa di molte realtà del settore. Oggi ancor di più rappresenta una voce importante in un mondo di cambiamenti sempre più veloci e insieme si ha più voce per essere ascoltati.
Qual è il messaggio principale che il mondo edilizio di Frosinone vuole inviare alle istituzioni regionali e nazionali da Fiuggi?

Negli ultimi anni ci sono state alcune iniziative importanti per il nostro settore, mi riferisco in particolare al Superbonus e al PNRR, che però sono state attivate sotto la spinta emergenziale. C’erano state alcune crisi e tutto andava bene pur di ripartire, ma con la fretta sono stati fatti alcuni errori.
Come sappiamo il cliente più importante delle imprese di costruzioni è la Pubblica Amministrazione non solo nell’attività diretta nella sua variegata veste di soggetto appaltante, ma anche nell’iniziativa privata sempre più impantanata in una burocrazia asfissiante. Per cui la cosa più urgente da fare è mettere mano a una seria e corretta programmazione e riformare la gestione delle procedure.
Purtroppo mi tocca ribadire quello che è ben noto a tutti, politici compresi, le attività delle P.A.A. sono gestite male. I cattivi impiegati non miglioreranno mai e quelli bravi sono demotivati, peggio ancora nelle funzioni dirigenziali. Ci sono ingenti risorse impegnate che non riescono a diventare cantieri entro i tempi previsti e i ritardi costano. La cosa più importante e urgente che chiederei al sistema nazionale e regionale è di mettere mano al metodo di come fare le cose, che permetterebbe al nostro settore a sua volta di poter programmare una normale attività imprenditoriale fatta di investimenti e corretta gestione del personale e non vivere solo di emergenza.
Dopo la stagione straordinaria spinta dai bonus edilizi e dalle agevolazioni fiscali, qual è oggi lo stato di salute reale delle imprese di costruzione della provincia di Frosinone?

Ecco appunto è proprio la straordinarietà che non va bene! Sono fenomeni che risolvono qualche problema per le crisi in corso ma, come è successo con il Superbonus, devastano la filiera del mercato di riferimento con aumenti dei prezzi ingiustificati e la forza lavoro con la scarsa disponibilità di impiegati e operai. Poi quando si esaurisce quella spinta il problema ritorna al punto di partenza.
Anche il settore delle costruzioni deve poter programmare in maniera corretta il proprio futuro per investimenti e gestione del personale. Nel bilancio dello Stato e delle regioni ci deve essere lo spazio per le risorse a loro volta programmate e pluriennali sui vari temi per manutenzione, riqualificazione, ammodernamento e nuovi insediamenti al passo con i tempi.
Con una gestione più corretta dell’attività pubblica si possono evitare i tanti sprechi che invece potrebbero essere investimenti per creare lavoro. Non possiamo fare il tifo per i terremoti o le alluvioni, ma andiamo prima degli eventi negativi a rinforzare gli edifici e costruire le infrastrutture idrauliche, così da prevenire i danni ambientali e, soprattutto, evitare la perdita di vite umane.
Le imprese edili lamentano spesso la difficoltà nel reperire manodopera e figure specializzate. Come si rende di nuovo attrattivo questo settore per i giovani della nostra provincia?

Questo è un problema molto attuale e sarà ancora maggiore nei prossimi anni. Oggi si pagano gli errori di scelte sbagliate degli ultimi decenni quando indirizzando tutti a una scuola facile, sono stati mortificati i lavori manuali. Sarebbe stato molto meglio avere un buon muratore o un bravo artigiano ben retribuito e felice del suo lavoro, anziché un diplomato impreparato e anche scontento. Con il sistema bilaterale e con l’aiuto dei sindacati si sta cercando di attrarre manodopera dagli extracomunitari regolari con adeguati progetti di formazione.
In verità già sono operative molte piccole imprese artigiane provenienti dall’est Europa che hanno avviato qui da noi la loro attività specializzata, per esempio per lavori di pavimentazione, intonaci, strutture in cemento armato, anche se quello che resta più difficile da coprire sono le figure addette alla conduzione dei mezzi. Molto si sta facendo, sempre dal nostro sistema bilaterale, per una corretta informazione presso istituti scolastici e le stesse famiglie per presentare il lavoro in edilizia non più come residuale derivato dell’agricoltura come si pensava fino a qualche tempo fa, ma come un lavoro ben apprezzato socialmente e finalmente anche ben retribuito.
Guardando alla realtà di Sora e della Valle del Liri, quali sono gli interventi infrastrutturali o di rigenerazione urbana di cui il territorio ha urgente bisogno per rilanciare l’economia locale?

Negli anni Sessanta ci furono alcune grandi intuizioni della classe politica locale ricca di idee e ben in sintonia con Roma, che crearono tanto lavoro. Mi riferisco, solo per citarne alcuni, alla Cartiera del Sole, alla Caserma Militare, alle superstrade che aprirono l’intero territorio a nuovi sbocchi commerciali, al nuovo ospedale. Iniziative, queste, che oltre a creare lavoro diretto dettero impulso a loro volta alla creazione di un indotto ben strutturato. Quello che manca oggi a Sora e al suo territorio di riferimento sono appunto le idee progettuali e un efficace collegamento diretto con la politica romana.
Il campanilismo e la frammentazione completano il quadro negativo. Ci fu qualche anno fa l’intuizione del sindaco di Isola Liri, il Senatore Bruno Magliocchetti, di creare una Città intercomunale che fu osteggiata da chi non ne comprese l’importanza e la lungimiranza. Oggi, con quella logica, sarebbe il momento di ragionare su temi diversi e attuali capaci di generare lavoro: rigenerazione urbana e dei centri storici, valorizzazione dei siti turistici e culturali, rispolverare il vecchio progetto del traforo di collegamento con Pescasseroli, pensare a un teatro adeguato, scuole dotate di palestre e parcheggi e non più accasate negli appartamenti vuoti, un nuovo stadio sportivo non più solo per Sora ma capace di coinvolgere il bacino dei sette comuni più vicini.
Voglio dire che è tempo di pensare in termini di territorio e non come singoli comuni e attivare più studi di fattibilità per poi selezionare e scegliere quelli realizzabili, che non creerebbero solo lavoro edilizio ma porterebbero nuova linfa vitale a tutte le attività commerciali e produttive che stanno morendo. Da non sottovalutare, cosa da noi del tutto dimenticata, l’utilizzo dello strumento del progetto di finanza con il coinvolgimento dei privati, che potrebbe aiutare a risolvere alcune delle cose più importanti che difficilmente si potrebbero realizzare con finanziamenti pubblici.
La vostra azienda a Sora è un punto di riferimento importante con una forza lavoro strutturata e un volume d’affari significativo per la provincia. In un momento di assestamento di mercato, qual è la strategia per mantenere alta la stabilità occupazionale e la redditività d’impresa?

La strategia per convivere con le oscillazioni di questo mercato a volte veramente difficoltoso a causa dei tempi sempre più incerti di produzione per i lavori pubblici e per la burocrazia con cui sono costrette a fare i conti le iniziative private, è purtroppo quella di sempre: tenere sotto osservazione e partecipare alle gare pubbliche che più si addicono per tipologia di lavoro, importi e logistica alla nostra portata e attivare qualche iniziativa privata pur sempre in linea con la nostra capacità operativa e finanziaria.
Altra cosa importante, che poi è la vera ricchezza delle aziende, è la fidelizzazione del personale diretto e dei vari collaboratori specializzati, su cui poter contare anche quando ci sono necessità di maggiore produttività. Finora questo atteggiamento, ormai consolidato da tanti anni, ci ha permesso continuità e risultati ottimali, oltre alla grande soddisfazione di partecipare alla realizzazione di importanti infrastrutture anche fuori dalla nostra provincia con lusinghieri apprezzamenti dei vari interlocutori.
Nel settore edile il costo del lavoro e l’incidenza delle materie prime pesano in maniera determinante. Come si affronta da imprenditori la sfida di bilanciare la lievitazione dei costi con la sostenibilità dei cantieri?

Questo è un argomento di grande attualità perché siamo nel pieno di una congiuntura di accadimenti molto stressanti per quanto riguarda l’aumento dei costi delle materie prime e delle forniture dovuto a cause geopolitiche internazionali, a fronte dei quali saltano molte delle pianificazioni economiche effettuate alla sottoscrizione dei contratti.
Per i lavori pubblici c’è lo strumento dell’aggiornamento dei prezzi istituito per legge all’inizio dei fenomeni che hanno generato gli aumenti, che però in effetti essendo possibile con alcune limitazioni, è solo un paracadute che risolve solo in parte il problema. Per i lavori privati eseguiti su commissione bisogna vedere se è stato previsto qualcosa sui contratti altrimenti si subisce tutto l’incremento dei prezzi ma lì almeno i tempi di esecuzione sono più veloci.
Invece per le iniziative immobiliari realizzate in proprio il mercato stesso delle vendite successive dei manufatti realizzati rimborserà il valore effettivo dei costi per via del salto inflazionistico di tutti i beni. È evidente che, anche per questi motivi non del tutto prevedibili, portare avanti un’impresa di costruzioni è una cosa molto difficile e si può fare solo con grande capacità e molta calma senza lasciarsi trascinare in facili entusiasmi nei momenti migliori.
L’analisi: il modello Ciociaria al bivio di Fiuggi

Le parole di La Rocca mettono a nudo l’asimmetria del mercato delle costruzioni.
Negli appalti pubblici, la revisione prezzi sconta rigidità burocratiche e capienze non sempre adeguate; nei contratti privati, la tutela dipende dalla lungimiranza della trattativa; nell’immobiliare diretto, è il mercato a dover riassorbire i costi.
Ecco perché l’evento del 26 settembre a Fiuggi non è una semplice vetrina di settore, ma un vero tavolo di politica industriale e sociale. Il messaggio che emerge chiaramente è che la tenuta dell’edilizia locale non si garantisce con annunci straordinari, ma con la capacità di fare sistema tra imprese, lavoratori e istituzioni.
Un evento che vede insieme le imprese ed i sindacati: intorno allo stesso tavolo perché la convinzione è quella indicata da Papa Francesco “Da soli si corre più veloci ma insieme si va più lontano”. È la convinzione che ha messo intorno allo stesso tavolo e sullo stesso palco dell’iniziativa di Fiuggi i due poli delle costruzioni. Talmente concreto che Banca Popolare del Frusinate ha voluto esserne il main sponsor.
Fondamentale la linea interpretata dal presidente Ance Arnaldo Zeppieri: guardare al futuro, collimare cosa c’è oltre l’orizzonte di oggi, preparare il comparto delle costruzioni ad un domani che sta dietro l’angolo e che ancora oggi non è painificato. È per questo che imprese e sindacati, con l’ente di formazione e quello di previdenza hanno chiamato tutti al palacongressi di Fiuggi: per dire che solo insieme si costruisce.



