L’urbanistica non è più un dogma. E Marziale ‘benedice’ il nuovo volto di Isola del Liri

L'ex assessore Marziale analizza il nuovo Piano Urbanistico di Isola del Liri, promuovendo la svolta verso la pedonalizzazione, la riqualificazione di Corso Roma e il turismo dell'accoglienza. Un'analisi pragmatica che punta a superare i vecchi dogmi per ricucire la ferita storica dell'isola fluviale.

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

I dogmi ideologici lasciateli alle soffitte della politica anni Settanta. Quella stagione in cui si pensava che un disegno calato dall’alto potesse imbrigliare la vita, l’economia e perfino il futuro delle persone. Oggi l’urbanistica è un’altra cosa: è prendere atto di ciò che la città è già diventata e darle le gambe per correre più veloce. Come dimostra il progetto svelato due giorni fa ad Isola del Liri dal sindaco Massimiliano Quadrini. (Leggi qui: Oltre il restyling: la vera sfida di Isola del Liri per il 2044)

A mettere il punto su una delle partite più delicate e strategiche per il futuro del territorio è l’avvocato Lucio Marziale. L’ex assessore di Isola del Liri nonché figura di spicco della vita politica e culturale della Ciociaria e della città delle cascate, legge le carte del nuovo PUCG (il Piano Urbanistico Comunale Generale) redatto dalla squadra del professor Simone Ombuen e traccia una rotta chiara. Che è politica prima ancora che tecnica.

Addio nostalgie: la realtà batte la programmazione

Lucio Marziale (Foto © Lorenzo Mascolo)

Il punto di partenza di Marziale è un bagno di realtà che spiazza la retorica corrente:
«Negli anni ‘70 il mito della programmazione economica – e quindi urbanistica – ha caratterizzato la cultura politica e sociale in Italia. Oggi credo sia più utile, rispetto a una rigida e alla fine poco seguita programmazione, una attività politica-urbanistica (i due termini, secondo la lezione di Bruno Zevi, sono sinonimi) che affianchi, sostenga e perfezioni lo sviluppo che le comunità locali si danno nella concretezza delle attività economiche».

In pratica, Lucio Marziale sostiene che negli Anni ’70 si pensava che lo sviluppo delle città dovesse essere guidato soprattutto da grandi piani decisi in anticipo. E che i cittadini dovessero adattarsi. Oggi questo modello, troppo rigido e spesso poco rispettato, secondo l’avvocato non funziona più. Meglio che politica e urbanistica accompagnino ciò che sta già accadendo sul territorio, aiutando e regolando lo sviluppo economico delle comunità locali.

Un concetto che si applica direttamente anche al tema della fuga dei cervelli e del territorio. I giovani scappano verso le grandi metropoli o l’estero? Inutile mettersi a piangere sulle barricate: «Isola del Liri ovviamente non sfugge alla realtà del movimento dei giovani verso luoghi che consentano uno sbocco più consono alle loro accresciute professionalità. Luoghi che spesso si trovano addirittura in altri continenti. Pensare di trattenerli è inutile, mentre offrire infrastrutture di collegamento e di viaggi veloci e sicuri – alta velocità ferroviaria e aeroporti il più possibile vicini e facilmente raggiungibili – appare più intelligente e necessario».

Stesso discorso pragmatico per il consumo di suolo, in un perimetro cittadino che non permette grandi voli di fantasia:«Lo stesso “consumo dei suoli”, nel territorio comunale più piccolo e densamente popolato della Provincia di Frosinone, appare inevitabile».

Il miracolo delle 47 strutture e la lezione di Bordeaux

Il rendering dei lavori su Corso Roma ad Isola del Liri

La vera rivoluzione a Isola del Liri è già avvenuta sotto gli occhi di tutti, trasformando la città della carta nella città dell’accoglienza.

A stupire sono prima di tutto i numeri:
«Sono sorprendenti i dati sulla nuova ricettività, con ben 47 strutture alternative rispetto alla ospitalità alberghiera. Isola del Liri ha scelto di dedicarsi alla industria dell’ospitalità e della accoglienza turistica, sia nella ristorazione che nella accoglienza. Lo ha fatto a partire dalla sua principale risorsa, il fiume con le sue cascate, e con scelte coraggiose e lungimiranti quali la riduzione del traffico automobilistico, con la eliminazione dei parcheggi in Piazza dei Boncompagni e Piazza XX Settembre, con la pedonalizzazione di Via Cascata, con l’istituzione del senso unico su Corso Roma».

Il sindaco Massimiliano Quadrini e la presentazione del Pucg di Isola del Liri

Ora scatta la fase due: la riqualificazione del Corso con la livellazione del piano stradale. Un intervento che Marziale paragona senza esitazioni ai grandi cantieri europei e nazionali: «Adesso assisteremo alla riqualificazione del Corso, con la livellazione del percorso stradale. Si tratta di un intervento decisivo: dove è stato attuato, penso al centro storico di Bordeaux ma anche più di recente in Via Ottaviano a Roma, ha determinato un mutamento sostanziale e irreversibile dello spazio urbano. La strada della completa pedonalizzazione dell’isola fluviale verrà da sé, e sarà alla fine richiesta dagli operatori commerciali e dagli stessi residenti nel centro storico».

Il paradosso della movida e la ferita degli anni ’30

C’è poi un passaggio sociologico fondamentale sul rapporto tra vita notturna, residenti e rigenerazione urbana:
«Residenti che sono pochi, è vero, ma saranno destinati a una rapida crescita di persone attratte proprio dalla nuova dimensione e dalla nuova vitalità portata dagli spazi urbani pedonali e privi di traffico automobilistico».

Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Quello che era uno svantaggio ora diventa vantaggio. Come? «Il nuovo sviluppo dovuto alle attività di ristorazione e alla “movida”, è stato reso possibile a Isola del Liri proprio dalla scarsa presenza di residenti nei luoghi di movimentazione “notturna”, a dimostrazione che aspetti apparentemente negativi possano determinare conseguenze di forte sviluppo economico e imprenditoriale».

La partita che si sta giocando attorno al PUCG, insomma, non è una semplice pratica d’ufficio. È l’occasione storica per chiudere i conti con il passato: «Comunque, si sta aprendo una fase molto importante della storia cittadina, con la ricucitura della ferita inferta all’isola fluviale negli anni ‘30 del secolo scorso. La sfida per gli amministratori e per i tecnici si presenta complessa e difficile, ma le premesse di capacità e di attenzione della Amministrazione Comunale e dei suoi consulenti lasciano ben sperare per i tempi futuri di Isola del Liri».