Maggioranza ed opposizione unite nel nome di don Giuseppe Morosini

Il capogruppo del Pd Fabio Magliocchetti propone una nuova statua in onore del prete-partigiano e chiede di ristabilire la verità (scomoda) sulla sua morte cambiando la targa apposta nella sua abitazione. Il sindaco Piergianni Fiorletta accoglie favorevolmente l'idea pur nel rispetto delle procedure e di un cronoprogramma

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Il 3 aprile 1944 i poliziotti della PAI lo fucilarono a Forte Bravetta. Ottantadue anni dopo, don Giuseppe Morosini riesce ancora nell’impresa che in vita gli era riuscita con i partigiani: mettere d’accordo persone che non si accordano quasi mai. Ferentino, maggioranza e minoranza si ritrovano unite su una proposta insolita: sostituire l’attuale busto del prete-partigiano con una statua a misura d’uomo, degna di una medaglia al valor militare.

L’idea viene dal capogruppo Pd Fabio Magliocchetti, piace al sindaco Piergianni Fiorletta. I tempi, però, sono ancora da definire.

Prete-partigiano

Don Morosini entrò nella resistenza romana, principalmente come assistente spirituale, ma riuscendo anche ad aiutare concretamente i patrioti, procurando armi e vettovagliamenti. Era in contatto con la “banda Fulvi”, comandata da un ufficiale dell’esercito italiano.

La targa incriminata

Ottenne da un ufficiale della Wehrmacht di stanza al monte Soratte il piano delle forze tedesche sul fronte di Cassino ma, segnalato da un delatore (Dante Bruna, infiltrato dalla Gestapo tra i partigiani di Monte Mario, che fu ricompensato con 70.000 lire), fu arrestato dalle SS il 4 gennaio del 1944. Fu detenuto a Regina Coeli nella cella n. 382.

Don Morosini venne accusato, oltre che di aver passato agli Alleati la copia della mappa del settore difensivo tedesco davanti a Cassino, anche del possesso di una pistola, rinvenuta tra la sua biancheria, e del deposito di armi ed esplosivi nascosto nello scantinato del Collegio Leoniano.

Nel carcere era rinchiuso, nella stessa cella, Epimenio Liberi, a cui don Morosini scrisse una celebre Ninna Nanna per soprano e pianoforte destinata al suo bambino che doveva nascere. Sottoposto a torture perché rivelasse i nomi dei suoi complici, il sacerdote non solo non parlò ma cercò anzi di addossarsi ogni colpa del movimento.

Il 22 febbraio il tribunale tedesco lo condannò a morte. Nonostante le pressioni esercitate dal Vaticano, fu fucilato il 3 aprile 1944 a Forte Bravetta.

La proposta di Magliocchetti

Fabio Magliocchetti

“Don Morosini, morto a soli 31 anni nel compimento della sua missione religiosa, umana e civile è un grande maestro per tutti noi e merita la più grande attenzione ed il massimo rispetto – ha sottolineato Fabio Magliocchetti Una statua davvero significativa ed il pieno ristabilimento della verità storica, anche se molto amara,è davvero il minimo che possiamo fare come cittadinanza di Ferentino”.

Magliocchetti argomenta la sua proposta facendo un riferimento all’attualità. Ed in particolare alle guerre che stanno sconvolgendo il mondo. “Quando pensiamo ai conflitti attuali e al valore della pace don Morosini deve essere la nostra coscienza critica e la nostra guidaha osservato l’esponente del Pd – La realizzazione della statua a figura intera e la rimozione della targa da sostituire con una nuova che affermi la verità della morte per mano dei militari italiani agli ordini di un ufficiale fascista. L’attuale busto potrebbe essere posizionato nel palazzo comunale o nell’Itis Don Morosini”. Quando parla di verità storica Magliocchetti si riferisce alla targa presente su una parete della casa natia di don Giuseppe Morosini.

La posizione di Fiorletta

Il Consiglio comunale di Ferentino

Il sindaco Piergianni Fiorletta ha accolto favorevolmente la proposta del consigliere Magliocchetti pur con le dovute puntualizzazioni.“In merito a quanto rappresentato dal consigliere Magliocchetti, il Consiglio comunale ha già condiviso e ritenuto giusto cogliere l’opportunità di valorizzare il monumento dedicato a don Morosini, attraverso una collocazione quanto più opportuna possibile” ha sostenuto Fiorletta. La possibilità di rendere ulteriore omaggio ad una figura di alto valore civile, religioso e storico, strettamente legata alla memoria della città di Ferentino, ci rende profondamente orgogliosi”.

“La volontà di valorizzarne adeguatamente il ricordo si inserisce per l’appunto in un più ampio impegno volto alla tutela e alla corretta trasmissione della memoria e dei suoi protagonisti, rispetto al quale l’Amministrazione comunale riconosce pienamente il significato simbolico e identitario per la comunità”, ha puntualizzato il primo cittadino.

L’iter da seguire

Il sindaco traccia il percorso da seguire per realizzare l’iniziativa.Tale intervento dovrà tuttavia essere realizzato nel rispetto dell’iter amministrativo e tecnico necessario, già delineato, e tenendo conto delle priorità attualmente in essere – ha continuato Fiorletta In particolare, si è ritenuto opportuno procedere in una fase successiva alla realizzazione dell’ampliamento della rotonda di Vascello, intervento prioritario sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità della viabilità urbana”.

Il sindaco Piergianni Fiorletta

“Conclusa tale fase, e acquisito il necessario parere della Soprintendenza con la quale ho già avviato interlocuzioni, si procederà all’individuazione delle risorse economiche utili al completamento dell’opera, con l’obiettivo di restituire alla città un monumento pienamente coerente con il valore e la storia di don Morosini, ha chiosato Fiorletta.

L’Amministrazione comunale dunque conferma pertanto la propria disponibilità a proseguire il percorso in modo condiviso e rispettoso delle procedure, affinché ogni intervento possa coniugare efficacia, sostenibilità e tutela del patrimonio storico e culturale.