Maggioranza in panne sul BRT: FdI spegne i motori, Mastrangeli forza la mano

Giunta spaccata sull’approvazione della corsia preferenziale tra De Matthaeis e lo Scalo. Le assessore di FdI disertano, Tagliaferri sbatte la porta, il sindaco tira dritto ignorando i segnali di crisi. L’isolamento del primo cittadino è ormai un fatto politico. E la domanda serpeggia: questa crisi è un incidente di percorso o il preludio a una nuova mappa del potere in vista del 2027?

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Altro che corsia preferenziale: quella imboccata da Riccardo Mastrangeli sembra ormai una corsa solitaria verso l’azzardo politico. Il sindaco di Frosinone ha tirato dritto sul progetto del BRT ma stavolta Fratelli d’Italia ha spento i motori, fatto scendere i passeggeri e lasciato il mezzo fermo davanti alla Giunta. È una defezione pesante quella registrata oggi in Giunta a Frosinone, forse il più concreto strappo con il Gruppo di Fratelli d’Italia dentro una maggioranza che oggi si regge su equilibri di cortesia e pazienza. Da oggi non più.

Alle 11 la Giunta doveva approvare il progetto di punta del sindaco Mastrangeli. Alle 11 Alessia Turriziani e Simona Geralico cioè i due strategici assessori di Fratelli d’Italia non si presentano. Il dato è politico, non logistico. E segna una frattura vera: non sulla navetta, ma sulla rotta stessa della consiliatura. Il sindaco tira dritto, il suo principale alleato lo lascia solo. E il rumore dello strappo è più forte del rombo dei motori che il BRT promette di silenziare.

La punta dell’iceberg

Il capogruppo FdI Franco Carfagna (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Fratelli d’Italia, finora socio disciplinato del sindaco Riccardo Mastrangeli, ha deciso che la misura è colma. E lo ha fatto nel modo più clamoroso: due assessore assenti in blocco dalla giunta, proprio nel giorno in cui si approvava il progetto più divisivo della consiliatura – il Bus Rapid Transit: la navetta elettrica su corsia privilegiata per collegare Stazione e De Matthaeis in maniera rapida.

Da mesi Fratelli d’Italia chiedeva modifiche, confronti, un passo indietro, almeno una pausa di riflessione sul BRT: un tracciato pensato per far viaggiare in navetta cittadini e studenti, lasciando l’auto a casa. Un’utopia per più di qualcuno, una rivoluzione green per pochi altri. Ma per Fratelli d’Italia è un progetto fuori misura: poco utile, molto impattante, già bocciato nei bar e sui social da chi la città la vive ogni giorno. Soprattutto, Per FdI è un intervento calato dall’alto, come se il confronto in Consiglio comunale fosse stato solo una formalità da sbrigare.

E Mastrangeli? Va avanti per la sua strada

Il presidente del Consiglio Comunale Max tagliaferri ha lasciato il Gruppo

Alle 11 il sindaco non ha atteso nessuno. Ha riunito l’esecutivo, ignorando l’assenza pesantissima delle due esponenti meloniane. A poco sono servite le telefonate per persuaderle, ventilando l’ipotesi che la delega sarebbe stata a rischio in caso di defezione su un tema così qualificante.

Tre ore di discussioni a porte chiuse, mentre nel corridoio Max Tagliaferri – presidente del Consiglio comunale – assicurano che passeggiasse come un padre preoccupato fuori da una sala parto. Ha provato a consigliare prudenza, a frenare il sindaco. Ma nulla.

Alle 14, la delibera passa. Apparentemente una vittoria per Mastrangeli. Ma in realtà, una vittoria di Pirro. La maggioranza è ora un fragile castello di carte. Tagliaferri lascia il Gruppo Ottaviani. È il modo più forte per esprimere il suo dissenso verso un sindaco che – dal suo punto di vista – non si mette in discussione e non accetta confronti.

FdI non sfiducia Mastrangeli. Ma lo isola

L’assessore Alessia Turriziani e Sergio Crescenzi

FdI parla chiaro: “Noi lo abbiamo detto dal primo giorno. Il Brt non ci convince. Lo abbiamo scritto nero su bianco già nel 2022. Il sindaco finge di non aver letto quella lettera.” Ora la frattura è politica, oltre che amministrativa. E se non si ricuce presto, il rischio è che da qui al 2027 la coalizione perda ogni coesione. Già oggi i numeri in aula sono risicati. E non si vive a lungo di voti stiracchiati e assenze tattiche.

Questo è il punto chiave. I meloniani non vogliono far cadere il sindaco, ma vogliono che si fermi. Chiedono rispetto, ascolto, condivisione. E rinfacciano all’amministrazione di vivere in una bolla: “Chi guida Frosinone sa quanti cittadini usano le ciclabili? Quanti davvero prenderanno il Brt? In tre anni non abbiamo visto un solo frusinate sulle piste ciclabili. Siamo sicuri che in tre anni di Brt non vedremo un solo frusinate a bordo delle navette. Non è un servizio per i frusinati”. Dicono dal gruppo consiliare: “La città è congestionata, non servono navette vuote ma trasporti intelligenti, funzionali.”

FdI prova a sfilarsi senza distruggere tutto. Ma la pazienza ha un limite. Ed è chiaro che oggi quel limite è stato superato.

Un Mastrangeli sempre più solo

Antonio Scaccia (Foto © Massimo Scaccia)

Il sindaco, sostenuto dai fedelissimi dell’ex sindaco Nicola Ottaviani, sembra aver fatto una scelta netta. Ma paga un prezzo alto: ha rotto l’equilibrio faticosamente costruito nel 2022. E oggi cammina sul filo del rasoio. I prossimi giorni saranno cruciali.

Non siamo al tutti contro tutti. Peggio. Siamo al tutti contro Mastrangeli: il sindaco sta riuscendo nell’impresa di coalizzare tutti contro di lui. Ora la scusa è il BRT ma è evidente che c’è quacosa che non va nella intera gestione politica della maggioranza se si considera che a voltare le spalle al sindaco sono stati 9 Consiglieri eletti con lui, tra cui Forza Italia (Partito co fondatore del centrodestra), la sua Civica personale, la storica civica del vicesindaco Antonio Scaccia e ora Fdi.

C’è qualcosa che non va nella gestione a monte, al di là del Brt. Va bene essere coerenti ma le prove muscolari si fanno quando si ha il fisico per farlo ed in questo momento Mastrangeli è debolissimo.

Obiettivo finale

Nicola Ottaviani (Foto © Stefano Strani)

Dove porta tutto questo? E’ un modo per creare una frattura per poi riproporsi nel 2027 con altra coalizione trasversale e passare da vittima? Altrimenti non si spiega. Mastrangeli conosce benissimo la politca da quando aveva i calzoni corti ed è supportato dal deputato Nicola Ottaviani che ne capisce altrettanto. Dove vogliono arrivare tutti e due?

Anche la forzatura della convocazione del Consiglio comunale solo in Prima Convocazione quando servono 17 consiglieri per rendere valida la seduta ed approvare le delibere: perchè questa ulteriore impuntatura? Sembra quasi si voglia rendere indispensabile l’ex sindaco Pd Domenico Marzi: è il solco per una nuova coalizione nel 2027?

Mastrangeli è ancora in sella. Ma la sua maggioranza – oggi più che mai – traballa. E non basterà una corsia preferenziale per uscirne.