Manuela Mizzoni al timone dell’Azienda Speciale di Terracina

La manager ciociara lascia l'Asp di Frosinone per assumere la direzione della società del Comune. Avrà l'arduo compito di rilanciare una realtà in crisi profonda e segnata da inchieste giudiziarie, veleni e polemiche politiche ribadite in queste ore dall'ex assessore Sara Norcia

Poco più di un anno fa è stata vicina a diventare Direttrice Generale dell’Asl di Frosinone: i numeri ed i titoli li aveva tutti, non la spinta politica necessaria. Per Manuela Mizzoni ora ha un compito altrettanto gravoso: rilanciare la gestione dell’Azienda speciale del Comune di Terracina. Quella che in house si occupa di diversi settori, soprattutto per quanto riguarda il welfare e l’assistenza alla persona.

Il profilo della “manager”

Originaria di Boville Ernica, laureata in Scienze Bancarie e Finanziarie presso l’Università di Siena è in grado di vantare un curriculum chilometrico e prestigioso: Manuela Mizzoni non ha avuto avversari nell’atto finale della selezione pubblica. Indetta dalla delibera numero 11 e 12/2026 del Consiglio di amministrazione, di fatto prova a voltare pagina, dopo anni di polemiche e di inchieste contabili sulla gestione da parte della Procura Regionale presso la Corte dei Conti.

Il Comune di Terracina

Manuela Mizzoni ha ora la missione di rilanciare l’Azienda Speciale dopo inchieste e veleni, gli ultimi dei quali hanno provocato di recente l’avvicendamento dell’assessora alle politiche sociali Sara Norcia (ex Lega). La selezione, per titoli e colloquio, non ha avuto storia. Manuela Mizzoni si è presentata alla prova finale con un biglietto da visita pesante: quello di Direttrice Generale dell’Asp di Frosinone, l’Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona costituita dalla Regione Lazio. E con un trascorso ancora più di spessore: la guida del Gruppo Ini al fianco del compianto professor Delfo Faroni. Prima ancora è stata componente del Consiglio nella Camera di Commercio di Frosinone e del CdA dell’azienda speciale Innova. E poi responsabile amministrativo e finanziario del Gal “Terre di Argil”.

Una commissione di alto profilo

Manuela Mizzoni ha superato l’unica concorrente, Martina Fusco, terracinese e dirigente al comune di Monte San Biagio. I titoli mostrati dalla Fusco non sono stati ritenuti sufficienti per superare la soglia minima e accedere al colloquio davanti alla commissione.

Il consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale “Terracina” (presidente Stefano Favali, vice Giuseppe Di Pinto ed consigliere Piero Rossi; “assente giustificato” il consigliere Andrea Altobelli) aveva stabilito nella seduta del 21 aprile che, alla luce della presentazione di “diversi curricula”, ci sarebbe stato bisogno di una commissione di alto profilo.

Ada Nasti

E, più precisamente, di un presidente “proveniente dal settore delle professioni o dalla carriera universitaria, in possesso di competenze in materia di organizzazioni di servizi pubblici”, di un componente indicato dal comune di Terracina con qualifica di dirigente o da segretario comunale e di un altro avente “specifiche competenze in materia di servizi sociali e gestione delle aziende speciali”.

E così che la scelta è caduta rispettivamente sul minturnese Giuseppe Russo, docente presso la facoltà di Economia dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, sulla dottoressa Ada Nasti, già vice commissario Prefettizio al comune di Formia, ex assessore al Bilancio al comune di Latina in quota FdI e da qualche settimana tornata a guidare la ripartizione finanziaria del comune di Terracina.

Secondo quanto è trapelato la Fusco, oltre ai titoli ritenuti insufficienti, avrebbe pagato la collaborazione professionale proprio con Ada Nasti presso lo studio fiscale Lara Srl. Tanto che la commissione selezionatrice per sgombrare il campo da ogni possibile illazione ha chiesto che, al termine della prova, l’intera documentazione prodotta (ancor prima dal Rup nominato dalla stessa azienda speciale) venisse pubblicata on line “per non lasciare nulla di intentato”.

Ripartenza difficile dopo il caso-Amici

Manuela Mizzoni

Tornando alla stretta attualità Manuela Mizzoni sarà chiamata a sudare le proverbiali sette camice per raddrizzare una barca che ha avuto diversi sbandamenti. Uno su tutti la sentenza di condanna della Corte dei Conti che ha ritenuto troppo alti gli stipendi erogati nel corso degli anni, dal 2015 in poi all’ormai ex direttrice Amici. Non perché fosse di manica larga: ma perché aveva applicato un contratto più vantaggioso per il personale, ritenendo che fosse quello corretto da applicare. Successivamente è emerso che era più adeguato un altro Contratto Nazionale di Categoria. Da qui la decisione della Corte e l’avvicendamento al timone. (Leggi qui: Resa dei conti a Terracina, Norcia: “Cacciata perché cambiavo le regole”).

La Giunta Giannetti ne ha dovuto prendere atto. “I contenuti tutti della sentenza – aveva specificato la Giunta terracinese in un’apposita delibera – impongono l’adozione di immediati interventi di tutela della legalità, volti non solo al recupero delle somme oggetto di responsabilità erariale ma anche alla puntuale, pedissequa e concreta applicazione delle previsioni contenute nello Statuto dell’Azienda.

L’affondo dell’ex assessora Sara Norcia

Sara Norcia

Se la magistratura contabile aveva condannato Carla Amici a risarcire oltre 110mila euro, ne era uscita indenne, a differenza di altri amministratori di Terracina, l’ex assessore leghista alle Politiche sociali Sara Norcia. “Ripudiata” dal gruppo consiliare e dai vertici provinciali del “carroccio”, l’ex assessore tiene ad evidenziare la sua estraneità ai fatti contestati dalla Corte dei Conti e, benché sia “fuori dalla politica almeno per il momento”, è durissima ancora una volta sulle vicende che hanno “mortificato” una realtà, l’Azienda Speciale, che aveva contribuito a far crescere.

Francesco Giannetti, sindaco di Terracina

Per Sara Norcia “dallo scorso ottobre l’azienda vive un’impasse cronica, nonostante l’iter per individuare il nuovo direttore era stato avviato. A dicembre 2025 si era concluso il rapporto con l’ex direttore e la fine dei rinnovi contrattuali, grazie alla delibera voluta dalla sottoscritta con il settore dei Servizi Sociali”. A dire della Norcia per la scelta del nuovo direttore generale sono stati espletati ben due bandi e chiede, seppur indirettamente, alla Mizzoni di diventare subito operativa: “I cittadini di Terracina sono abituati a rimboccarsi le maniche ma oggi serve chiarezza, responsabilità e decisioni rapide per uscire da un’impasse che dura da troppo tempo”.