Mario Draghi, cuore e potere: a Ferentino il ritratto inedito ad… alto Volume

Una serata intensa, tra politica e cultura, ha acceso il dibattito a Ferentino. Al centro, la figura umana e istituzionale di Mario Draghi. Con una giovane scrittrice ed il presidente del Copasir. Antonio Pompeo con il suo progetto “Volume”, crocevia di idee e confronto

Non solo un banchiere centrale, non solo il rigore in doppiopetto e lo sguardo che non si sposta mai. C’era anche un cuore, sotto l’etichetta da tecnocrate affibiata in modo superficiale al superbanchiere Mario Draghi. A restiturgli una dimensione umana è stata la giovane scrittrice di Ferentino Cristina La Bella con una biografia che lo racconta come nessuno aveva fatto finora. Ed a restituirgli uno spazio di riflessione è stata ieri l’associazione Volume dell’ex presidente della Provincia Antonio Pompeo che ha ospitato n salone del Bassetto un dibattito con la scrittrice e con il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Lorenzo Guerini che è stato ministro della Difesa proprio nel Governo Draghi.

Il mosaico di Cristina

Cristina La Bella con Antonio Pompeo e Lorenzo Guerini

Nel suo volume, Cristina La Bella ricompone le crepe di un personaggio che ha sempre camminato sull’orlo tra potere e riservatezza. Mario Draghi, l’uomo del “whatever it takes”, il salvatore dell’euro, viene messo a fuoco con una lente più umana che economica. Non solo numeri, spread, decisioni. Ma quel ragazzo che resta orfano troppo presto, che sogna la pallacanestro e poi aspetta Franco Modigliani fuori da Palazzo Koch come un fan aspetta il suo idolo.

Un giovane che attraversa l’Atlantico per studiare al MIT, lavorando fino a 18 ore al giorno, con un unico obiettivo: farcela, anche per chi non c’è più. La scritrice di Ferentino scava nei discorsi di SuperMario Draghi , nei gesti meno noti, nelle pause tra un incarico e l’altro. C’è il Draghi che ama cucinare, che si isola in campagna per pensare, che cita Totò come un professore di filosofia popolare. C’è l’uomo che sa di non essere eterno, che ha messo la faccia quando serviva, e che ora ci lascia un messaggio asciutto ma definitivo: anche i banchieri centrali hanno un cuore. A usarlo, a volte, si consuma.

Cultura e dibattito politico

Un incontro nato con l’obiettivo di intrecciare la riflessione culturale con il dibattito politico. A moderare la serata è stato proprio Antonio Pompeo. Che ha premesso quanto disse alcuni anni fa in occasione della presentazione di Volume: è “una casa aperta per il dialogo, il confronto, l’approfondimento”. Un luogo in cui la politica possa tornare a riempirsi di contenuti e non di slogan.

La serata di Ferentino ne è stata la piena traduzione: un dialogo a più voci, nel quale la giovane autrice Cristina La Bella ha raccontato il suo lavoro su Mario Draghi, intrecciando l’analisi economica e istituzionale con i tratti umani di una figura che ha segnato un’epoca recente.

Lorenzo Guerini, dal canto suo, ha offerto una prospettiva diretta: quella di chi ha vissuto dall’interno i mesi complessi del governo Draghi, tra pandemia, PNRR e crisi internazionale. Il racconto del presidente del Copasir ha restituito al pubblico il senso di una politica che decide, che assume responsabilità, che si misura con i fatti.

La politica buona con Draghi

Alla fine della serata, Antonio Pompeo ha espresso la sua soddisfazione. “C’era bisogno di una serata così – ha detto – nella quale un libro è diventato occasione per riaccendere i riflettori sulla buona politica. Grazie a Cristina La Bella, giovane e brillante autrice del nostro territorio. Ed a Lorenzo Guerini che ha portato a Ferentino il racconto vivo della politica nazionale e internazionale. È stato un confronto che ha restituito il senso autentico dell’impegno politico e della rappresentanza”.

Il pubblico numeroso, attento e partecipe – ha aggiunto Pompeo – dimostra che non c’è disinteresse per la politica, ma solo per quella politica vuota, fatta di slogan. Quando invece si parla di idee, visioni e contenuti, l’interesse dei cittadini torna ad accendersi”.

Antonio Pompeo

Per Pompeo, questa nuova tappa rappresenta una conferma: la politica può tornare ad essere formazione, confronto e comunità. La stessa formula che aveva caratterizzato i primi incontri di Volume – da quello sul ruolo degli amministratori locali a quello sulla sfida della transizione economica – trova ora un punto di maturità con la presenza di figure nazionali come Guerini.

Ferentino, ancora una volta, si propone come crocevia del dibattito e laboratorio di idee. Un segnale preciso, nel lessico di Antonio Pompeo: la politica, quando parla con competenza e passione, sa ancora riempire le sale. E i cuori.