Marzi nel mirino: Forza Italia e FutuRa «Scelga da che parte stare»

Forza Italia e FutuRa attaccano l'ex sindaco Domenico Marzi e chiedono di chiarire la sua linea politica tra opposizione, collaborazione o autonomia, tra il nodo della presidenza del Consiglio e il caso dell'ascensore inclinato.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

American Sniper è il film del 2014 diretto da Clint Eastwood e interpretato da Bradley Cooper nel ruolo del celebre tiratore scelto dei Navy SEAL in Iraq Chris Kyle, che con la sua mira infallibile diventa una leggenda. Nell’individuare il bersaglio da colpire, lo sniper americano combina fondamenti biomeccanici rigorosi, gestione psicologica del bersaglio e uso di tecnologie avanzate: è la cosiddetta filosofia dell’“Aim small, miss small” (mira in piccolo, sbaglia in piccolo).

La stessa perizia nell’individuare il bersaglio da “colpire” è stata usata in queste ore in Consiglio Comunale a Frosinone. L’attacco all’ex sindaco di Frosinone Domenico Marzi da parte di Forza Italia e FutuRa è duro, rigoroso, preciso, circostanziato e, soprattutto, dalla forte valenza politica. E arriva in un momento tutt’altro che casuale. Charles Nicolle, il famoso biologo francese, diceva: «Il caso favorisce solo quelli che lo corteggiano».

L’affondo di Forza Italia e FutuRa

Giovambattista Martino e Teresa Petricca di FutuRa

Forza Italia e FutuRa chiedono all’avvocato Marzi di uscire dalla zona grigia e di chiarire, una volta per tutte, quale sia la posizione politica della lista che porta il suo nome, nell’ultimo tratto della consiliatura Mastrangeli: «C’è un punto politico che, arrivati ormai all’ultimo tratto di questa consiliatura, non può più essere aggirato: Domenico Marzi deve dire con chiarezza qual è la sua linea politica. Non è una provocazione. È una domanda politica, legittima e ormai inevitabile».

La domanda è netta: opposizione, collaborazione o autonomia? Perché, sostengono gli azzurri e il gruppo civico, dopo mesi di «avvicinamenti, distinguo, collaborazioni programmatiche» e contemporanee critiche all’amministrazione, non sarebbe più possibile mantenere una posizione sospesa: «una sorta di equilibrio permanente nel quale sembra esserci sempre una porta aperta da una parte e un piede ben piantato dall’altra».

FI e FutuRa, di fatto, contestano a Marzi di adottare con Mastrangeli la celebre formula politica coniata dal segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer negli anni Settanta, all’epoca del compromesso storico con la Democrazia Cristiana: essere, cioè, di lotta o di governo a seconda dei casi.

Di lotta e di governo

Domenico Marzi e Riccardo Mastrangeli quando erano avversari

Il riferimento è soprattutto all’intesa programmatica costruita nel gennaio scorso tra Marzi e Mastrangeli. Un percorso che non aveva comportato l’ingresso della Lista Marzi nella maggioranza ma che aveva prodotto una collaborazione su alcuni punti programmatici. Un equilibrio che vedeva il gruppo Marzi esterno alla maggioranza ma non ostile al sindaco e che ha impedito ogni tentativo (vero o presunto) di interruzione anticipata della consiliatura. Rischio, in verità, mai corso realmente, perché a casa prima del tempo non ci è voluto mai andare nessuno.

Adesso, però, FI e FutuRa alzano il livello dello scontro: «Bisogna capire che cosa resta di quella collaborazione e soprattutto dove conduce». Da qui la contestazione più dura: «Non si può continuare a stare contemporaneamente dentro e fuori. Non si può collaborare sui programmi e nello stesso tempo attaccare frontalmente l’amministrazione. Adesso bisogna scegliere una postura politica chiara: opposizione, collaborazione, autonomia».

La partita della presidenza

Parole che vanno lette oltre il loro significato di immediata lettura. Perché ce n’è anche una seconda, più profonda, più sottile. Il bersaglio non è soltanto il consigliere comunale Domenico Marzi, ma la centralità politica che l’ex sindaco continua a esercitare in aula.

Una centralità che potrebbe diventare decisiva nelle prossime ore, quando il Consiglio comunale sarà chiamato, ancora una volta, a risolvere il nodo della Presidenza dell’Aula. Non a caso, Forza Italia e FutuRa richiamano apertamente l’ipotesi del nome di Carlo Gagliardi (della Lista Marzi) per la successione a Massimiliano Tagliaferri sulla poltrona di presidente. E il messaggio è chiarissimo: «La presidenza dell’Aula non è una poltrona qualsiasi, né una casella da riempire nell’ennesimo gioco degli equilibri».

Se l’eventuale elezione di Gagliardi dovesse maturare attraverso una convergenza con la maggioranza — sostengono i due gruppi — sarebbe inevitabile comprenderne il significato politico e i nuovi assetti che ne deriverebbero. Chiaro come il sole che il riferimento di medio termine sono le prossime elezioni comunali. Tradotto dalla liturgia del politichese: FI e FutuRa vogliono sapere da che parte starà Marzi alle prossime elezioni, se con Mastrangeli oppure no. Elementare Watson.

Il caso dell’ascensore inclinato

L’ascensore in abbandono e vandalizzato

L’affondo non si limita però ai soli equilibri consiliari. Nel documento trova spazio anche l’interrogazione presentata da Marzi all’amministrazione e al sindaco in modo particolare, sulla vicenda dell’ascensore inclinato: il dossier sul quale l’avvocato ha deciso di affondare il colpo. L’interrogazione, infatti, chiede chiarimenti a Mastrangeli sui rapporti con la ditta del Trasporto Pubblico Locale Cialone, sulla vicenda Maspero, sulle somme versate e sulle procedure per il ripristino dell’impianto. (Leggi qui: Ascensore inclinato, l’atto d’accusa di Marzi a Mastrangeli).

FI e FutuRa però rovesciano la prospettiva: riconoscono a Marzi il diritto di interrogare, criticare e svolgere pienamente il proprio ruolo istituzionale ma chiedono che alle domande corrisponda una posizione politica altrettanto trasparente.

In sintesi i due gruppi chiedono che si esca dalla zona grigia delle insinuazioni e delle mezze verità: «Quando si domanda se i rapporti contrattuali abbiano rappresentato o meno un ostacolo al ripristino dell’impianto si introduce un tema politico e amministrativo di straordinaria rilevanza». «A questo punto non bastano più le domande. Servono risposte», aggiungono. E soprattutto: «La politica non può vivere di allusioni ma nemmeno di silenzi».

La lettura politica

Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo

Fin qui la nota congiunta dei due gruppi consiliari di opposizione. Poi c’è la lettura politica. L’attacco di Forza Italia e FutuRa sembra avere due tempi: il primo è immediato e riguarda il funzionamento del Consiglio e la presidenza dell’aula; il secondo guarda alla costruzione dei futuri schieramenti, in vista delle elezioni del 2027.

Chiedere a Marzi dove sta oggi significa, inevitabilmente, chiedergli anche quale spazio politico intende occupare domani. Come osservava l’ex presidente della Repubblica francese François Mitterrand, «in politica il vero problema non è il potere, ma sapere con chi esercitarlo». Esattamente la stessa domanda che oggi Forza Italia e FutuRa fanno a Domenico Marzi.