Mastella sbarca in Ciociaria con “Noi di Centro”

La campagna elettorale in Ciociaria è già iniziata. Mentre i partiti ridisegnano strategie e alleanze, Clemente Mastella affida a Leopoldo Papetti il compito di costruire «Noi di Centro» in provincia di Frosinone, puntando sul crescente spazio politico dell'area moderata e civica.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

C’è un odore inconfondibile che in queste settimane si respira, tra la Superstrada Sora-Ferentino, la Monti Lepini a Frosinone, la statale 82 della Valle del Liri e la Casilina fino a Cassino. E non è quello del monossido di carbonio delle macchine e dei tir. È l’odore fortissimo, quasi inebriante, della campagna elettorale.

Il fatto che in Ciociaria si senta già profumo di elezioni è certificato da un dato politico difficilmente contestabile: i Partiti sono tutti in movimento, senza alcuna distinzione. Anche i serrati confronti interni agli stessi Partiti sono sintomatici di una effervescenza da candidatura.

In questo quadro ci sono prima le Politiche (che dovrebbero arrivare ad ottobre del prossimo anno, salvo ipotesi ad oggi remote di election day ad aprile). Poi le Comunali (su tutte quelle di Frosinone del 2027). Infine le Regionali del Lazio del 2028. Sono appuntamenti strategici che stanno già ridisegnando alleanze, strategie e posizionamenti vari.

Mastella sbarca in Ciociaria: affida l’incarico a Papetti

(Foto © Imagoeconomica)

Questa prospettiva elettorale spiega perfettamente lo sbarco (che sta per arrivare in provincia di Frosinone) del movimento politico di Clemente Mastella, l’uomo che ha sconfitto le leggi della fisica politica. L’Highlander per eccellenza. Uno dei più longevi e resilienti protagonisti della storia politica italiana degli ultimi quarant’anni. Deputato dal 1976, cresciuto nella Democrazia Cristiana, sottosegretario alla Difesa, vicepresidente della Camera, ministro del Lavoro nel primo Governo Berlusconi e poi ministro della Giustizia con Romano Prodi: un percorso da autentico equilibrista istituzionale, capace di attraversare governi, crisi, scissioni e rinascite, restando sempre sulla scena fino all’attuale ruolo di leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento.

L’incontro avvenuto a Roma qualche giorno fa tra Mastella e Leopoldo Papetti, presidente del Consorzio Terre Ciociare, non è stato un semplice caffè istituzionale. È stata una investitura. Quando un leader politico nazionale affida formalmente ad un dirigente territoriale il compito di organizzare una struttura provinciale, significa che esiste una prospettiva politica concreta e una visione chiara di quello che si vuole costruire: cosa, con chi e per fare che.

(Foto © Stefano Strani)

L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare quell’ampia fascia di amministratori, professionisti, imprenditori e cittadini che non si riconoscono nelle contrapposizioni più rigide del bipolarismo contemporaneo e cercano uno spazio politico più pragmatico e meno ideologico. Il Consorzio Terre Ciociare offre una sponda perfetta per dialogare con sindaci, assessori e consiglieri comunali in cerca di una nuova «abitazione» politica. I temi messi sul tavolo nell’incontro romano sono stati quelli tradizionalmente cari all’area moderata: sviluppo economico, sostegno alle imprese, valorizzazione delle eccellenze territoriali, attenzione agli enti locali, servizi ai cittadini e sostenibilità.

Il centro come sale, la trasversalità come camaleonte

L’aspetto più interessante dell’operazione però è anche un altro. In un sistema politico che si racconta bipolare, molti cercano il centro. Il centro è come il sale: nessuno lo vede ma senza di esso nessuna pietanza è abbastanza saporita.

È una tendenza che si manifesta con intensità crescente: liste civiche che cercano una dimensione sovracomunale, amministratori che non vogliono essere ingabbiati nelle logiche di Partito, mondi produttivi che chiedono rappresentanza senza necessariamente schierarsi con le ali più identitarie dei due schieramenti. Tradotto: c’è chi cerca una casa politica che possa dialogare con tutti senza appartenere completamente a nessuno. In Italia — ma pure in Ciociaria — Centro è anche sinonimo di trasversalità. Un tema piuttosto caldo in questo momento, proprio nel dibattito politico locale.

Roberto Vannacci

Come direbbe il generale Vannacci«Definisca trasversalità»Dicesi trasversalità quell’agilità acrobatica di trasformarsi in camaleonte istituzionale, che cambia colore non per mimetizzarsi, ma per essere invitato a più tavoli possibili senza mai pagare il conto. La voglia di centro è dunque un sentiment abbastanza diffuso. Specialmente nelle elezioni amministrative, dove i contenitori civici moderati crescono come i funghi sulle montagne di Terelle dopo una settimana di pioggia. 

Ed è qui che Mastella, da vecchia volpe della politica, probabilmente fiuta l’occasione. In Ciociaria, dove il civismo è ormai la lingua franca delle amministrative, un movimento centrista potrebbe diventare l’ago della bilancia. In particolar modo a Frosinone. Si vedrà.

La conferenza stampa in arrivo

Clemente Mastella. Foto © Paolo Lo Debole / Imagoeconomica

La domanda vera, adesso, è capire quanto spazio reale esista per questa operazione politica in provincia di Frosinone. L’incarico affidato da Mastella a Papetti appare chiaramente proiettato verso le prossime scadenze elettorali: dalle Comunali di Frosinone alle Politiche del 2027, fino alle Regionali del Lazio del 2028. La conferenza stampa annunciata nelle prossime settimane servirà a svelare nome, simbolo e primi assetti organizzativi del movimento. Ma il dato politico è già evidente: il cantiere del Centro è aperto anche in Ciociaria.

E quando Clemente Mastella decide di investire su un territorio, difficilmente lo fa per semplice testimonianza. La sua lunga esperienza insegna che dietro ogni mossa c’è quasi sempre una partita politica da giocare. In provincia di Frosinone, la partita di Mastella è appena cominciata.