Il sindaco rompe il silenzio e risponde alle bordate di Fratelli d’Italia: “Chi ha altri piani lo dica chiaramente. Io vado avanti con la mia visione di città. E se vogliono farmi fuori, venderò cara la pelle”.
Chiedono di fermare i lavori, mettono in discussione la leadership del sindaco, evocano le primarie per la prossima candidatura: i Fratelli d’Italia non sono più la guardia preotriana del sindaco di Frosinone. Nel capoluogo la politica si è infiammata in piena estate. Nessun colpo di scena ma uno stillicidio continuo che si è trasformato in scontro aperto: nel momento più delicato, quello dell’approvazione del BRT, il progetto di trasporto urbano su corsia preferenziale. Non si sono presentati in Giunta, hanno disertato le inaugurazioni istituzionali e da settimane mandano segnali che più chiari non si può.
Ma Mastrangeli non arretra. Anzi, contrattacca. Difende le sue scelte con i numeri – quelli dei cantieri, delle opere completate, del consenso nei sondaggi – e rilancia sul futuro. “Se qualcuno si è messo in testa di farmi fuori, venderò cara la pelle“, dice senza mezzi termini. Per lui, la vera posta in gioco non è una riunione di Giunta o uno sgarbo politico ma il destino della città nei prossimi vent’anni.
Perché mentre la politica litiga, il tempo corre: da ottobre 2026 metà delle auto di Frosinone non potrà più circolare in centro. E secondo Mastrangeli, se oggi si blocca il BRT, domani la città sarà invivibile. Tra accuse incrociate, alleanze che scricchiolano e un clima da resa dei conti, il sindaco sceglie di parlare chiaro.
L’intervista
Sindaco, quanto è profonda la frattura con Fratelli d’Italia?

Parlerei più di cicatrici, ma con la chirurgia plastica oggi si curano bene. Occorre registrare però le priorità e dopo i rapporti.
Per me le priorità non sindacabili, proprio nel rispetto dei miei concittadini, sono quelle del programma che ci ha consentito di vincere la campagna elettorale. E sulle quali ognuno della maggioranza deve sentirsi impegnato. D’altronde l’assenza in Giunta è solo l’ultimo segnale. Purtroppo non si sono visti nemmeno all’inaugurazione della piazza allo Scalo: anche quella era una priorità ed un obbiettivo centrato. E neppure erano presenti all’inaugurazione della nuova scuola di Madonna della Neve che ospiterà oltre 300 bambini. Un evento epocale per la crescita culturale dei nostri ragazzi, che la nostra Città attendeva da decenni. (Leggi qui: Frosinone, la piazza ritrovata e la coalizione smarrita).
Non è solo dissenso sul BRT, allora?
È evidente che c’è qualcosa d’altro. Da tempo mi fanno capire che hanno delle mire con qualche altro possibile candidato, parlando anche di Primarie o anche prospettando tutto ed il contrario di tutto. Io, intanto, la mia decisione già l’ho presa. In attesa di conoscere il nome di chi intenda presentarsi, magari convinto che a Roma si possa ancora decidere dall’alto il destino di vita o di morte di noi Ciociari, solo perché si passano le giornate intere sbracati in qualche salotto Frau, a loro dico “Prego si accomodino. Io intanto, pure sul marciapiede mi ricandido”. (Leggi qui: Il significato delle elezioni di Ceccano per Frosinone).
Con chi?
Con chi crede nel progetto che stiamo portando avanti, frutto della visione di una città moderna ed al passo di quelle avanzate. I sondaggi – come quello recente del Sole 24 Ore – dicono che la gente sta capendo cosa sta accadendo. Più della metà dei cittadini è su questa frequenza. Questo conta. (Leggi qui: Alto gradimento, le lotte intestine non scalfiscono la popolarità di Mastrangeli).
E se qualcuno volesse “farle la pelle”, politicamente parlando?
Consiglierei un buon abbronzante per la pelle, ad alta protezione, acquistabile non necessariamente nella mia farmacia. Sì perché il giorno, oltre a fare poltica ed amministrare, continuo a lavorare per rimanere saldamente ancorato al mondo reale. E poi, non sono mai stato il tipo da ritirarmi per convenienza.
Il capogruppo Carfagna di FdI sostiene che il Partito le ha detto da subito di non condividere l’idea del Brt e di avere ignorato la lettera che le hanno inviato.

Sapevano benissimo quali fossero le mie idee sulla Mobilità Sostenibile: anche io le ho messe nero su bianco al momento delle elezioni. Erano sul documento programmatico alla base della mia candidatura. L’hanno sottoscritta anche loro. Se ci hanno ripensato dopo la gente si farà un’idea di quello che sta succedendo.
Sempre Carfagna le chiede lo stop del BRT. Ci sta pensando?
Per riconsegnare il finanziamento, producendo un danno erariale alle casse comunali ed ai cittadini? Assolutamente no. Indietro non si torna. Sarebbe un suicidio tecnico e amministrativo. Un rinuncia grave e colpevole ad abbassare l’inquinamento da Pm 10 e da polveri sottili in città.
Anche se il malumore tra i cittadini per i disagi al traffico è evidente?
Lo capisco. Qualsiasi cambiamento genera paure comprensibilissime. Ma occorre anche coraggio e la voglia di capire e far capire le esigenze della Città e dare risposte in linea con l’Europa ed il nostro Paese sul tema della sostenibilità ambientale e della salute dei nostri concittadini. Ma chi oggi contesta il BRT forse non ha capito cosa ci aspetta: da ottobre 2026 più del 50% del parco auto della città non potrà più circolare.
Perché?
Perché entra in vigore lo stop ai veicoli Euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5. Doveva partire già quest’anno ma il Ministro Salvini Salvini ha ottenuto una proroga che sarà l’ultima. Poi si chiude. E chi ha una macchina vecchia non potrà più circolare in città. Come succederà a Roma, Milano, perché lo ha deciso l’Europa, forse sbagliando, ma è ormai legge. E non ci sono sindaci che possano ignorare la o le leggi.
Quindi il BRT è l’unica alternativa possibile?

È una risposta adeguata, moderna e sostenibile. Insieme ad una nuova flotta di autobus pubblici, tutti a basso impatto ambientale. Se non costruiamo ora la mobilità del futuro, ci ritroveremo con una città a due velocità: chi potrà permettersi di spostarsi, magari anche nelle zone definite ZTL, e chi no. Una suburra urbana.
E se i lavori si fermassero?
Restituiremmo 800mila euro di fondi europei già spesi, come già accennato. Un danno erariale. Un danno ingiustificato per il solo gusto di alzarsi la mattina con ripensamento, dopo cappuccino e cornetto. E lasceremmo alla fine la città bloccata, inquinata, irrisolta.
L’asfalto venuto male su via Marittima è stato un bel danno.
Colpa di una partita di materiali difettosa. L’impresa lo ha riconosciuto, ammesso e rifarà tutti i lavori a sue spese. Senza un euro a carico delle casse comunali e quindi dei nostri cittadini
Lei parla di “piano” che si capirà solo nel 2026. Cosa intende?
Intendo che oggi può sembrare tutto scomodo, ma tra un anno e mezzo sarà chiaro a tutti che non c’erano alternative. Il vero errore sarebbe fermarsi.
L’’ex sindaco Marzi è la sua stampella?

È un rapporto leale. Non ha mai chiesto nulla in cambio, se non l’attuazione di alcuni punti del suo programma che sono assolutamente compatibili con il mio. Anzi con quello del centrodestra, per essere chiari. Un dialogo costruttivo, per Frosinone, che non posso non apprezzare.
Non ha paura che questo avvicinamento venga letto come un tradimento del centrodestra?
Quindi, non ho capito bene. Qualcuno nel centrodestra si rimangia sistematicamente il programma, condiviso e sottoscritto in campagna elettorale. Qualcuno altro decide di sostenerlo, questo programma, pur non avendolo inizialmente condiviso, e questo sarebbe un tradimento? Da noi si direbbe… alla faccia del tradimento. Lo chiamerei un atto di responsabilità, per altro senza chiedere nulla in cambio, lo ribadisco. L’amministrazione viene prima delle etichette. Le piazze, le scuole, i teatri, la nuova stazione non hanno colore politico.
Però il centrodestra è fratturato. Ricomporlo è possibile?
Ci ho provato con tanto ottimismo, Due volte mi sono incontrato con il senatore Fazzone con un dialogo cordialissimo nella forma ma che non ha prodotto nulla nella sostanza. Ma la speranza da parte mia c’è sempre. Io non dispero mai, anche se continuo a distinguere la politica dall’amministrazione. Le diatribe politiche interessano poco alla gente. Il traffico sì. I servizi anche.
Non teme che l’isolamento politico possa minare la sua azione?

Sono abituato a lavorare anche senza tappeti rossi. Se servisse l’applauso degli alleati per fare le cose, Frosinone sarebbe ferma da anni.
Che idea si è fatto del comportamento di Fratelli d’Italia?
Penso che occorra chiarezza. Le assenze parlano da sole. Le dichiarazioni pure. Penso che la loro posizione prima o poi dovranno spiegarla ai cittadini, auspico con coerenza verso i programmi sottoscritti e con la voglia di ricomporre un quadro che ci ha consentito di vincere le elezioni comunali. Abbiamo e dobbiamo avere tutti una grande responsabilità.
C’è chi dice che lei abbia chiuso troppo il cerchio, decidendo tutto con pochi fedelissimi. È così?
No. Ho sempre tenuto aperto il dialogo con tutti ma occorre sempre tenere fede al documento programmatico sottoscritto che è un contratto stipulato con gli elettori. Poi si possono anche studiare degli aggiustamenti in corso d’opera.
C’è chi la accusa di voler fare tutto da solo.

Non è vero. Ma quando c’è da decidere, decido. E quando c’è da assumersi responsabilità, come un possibile danno erariale come nel caso di questa vicenda del BRT non mi nascondo dietro ad un dito. Non l’ho mai fatto nella vita sia privata che professionale e nemmeno in quella politica.
Per il 2027, qual è il suo progetto politico?
Non dipende solo da me. Ma se guardiamo ai fatti – cantieri chiusi con successo, altri cantieri avviati, PNRR in fase avanzata di realizzazione, gli investimenti della Comunità Europea PR FESR con progettazioni già affidate, eventi culturali sempre ampiamente partecipati – mi sembra che la direzione sia chiara.
Frosinone non si governa con i distinguo.
In definitiva, è un sì alla ricandidatura?
Sì. Senza se e senza ma. Dedico ormai la maggior parte della mia vita a questa missione e voglio vedere conclusi i lavori e la mia visione di città tradotta in realizzazione. Con un grande grazie a chi mi sta vicino in questo difficile percorso.
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