Come Tyson insegna, a Frosinone non è tempo di strategie complesse. Mastrangeli dovrà improvvisare tra colpi politici e malumori interni, mentre Fratelli d’Italia prepara la stretta per contare di più. E forse, per il futuro.
Un giorno Rino Tommasi, l’epico giornalista e commentatore televisivo di boxe, chiese a Mike Tyson se fosse preoccupato per il piano elaborato dall’avversario che di lí a qualche giorno avrebbe affrontato nell’ incontro per il titolo mondiale dei Pesi Massimi di pugilato. Tyson rispose cosí: «Everybody has a plan, until they get punched in the mouth», cioè tutti hanno un piano, fino a quando non prendono un pugno in bocca.
Difficile immaginare una frase piú efficace per alludere alla fragilità dei piani troppo pensati ed articolati. E per dire, implicitamente, dell’importanza di sviluppare una capacità che non tutti hanno: quella di saper improvvisare.
Il Tyson pensiero a Frosinone

Fatte le dovute proporzioni e declinato il Tyson pensiero sul Comune di Frosinone, è esattamente quello che si appresta a fare nelle prossime settimane il sindaco del Capoluogo Riccardo Mastrangeli, alla ripresa delle attività. Dovrà schivare colpi e possibilmente darne anche qualcuno: colpi politici ovviamente.
Sa perfettamente che, per come si sono messe le cose nel centrodestra e soprattutto nella sua maggioranza, non è possibile studiare ed applicare, dentro e fuori palazzo Munari, strategie e piani particolarmente complessi. Dando per acquisito il fatto che alla fine anticipata della consiliatura non ci sta pensando proprio nessuno ed in senso assolutamente trasversale (sindaco compreso) bisognerà vivere alla giornata, superando di volta in volta lo scoglio del numero legale per portare a casa le delibere.
A questo ci penseranno l’ex sindaco Domenico Marzi ed i suoi, diventati una sorta di maggioranza bis. Mettendo al primo posto, come sempre, l’azione amministrativa e adattando l’azione politica: non tanto a quello che farà l’opposizione, quanto gli alleati di governo. Mastrangeli dovrà improvvisare, appunto. Ed è capace a farlo.
Le ferie non cancellano

Le ferie estive non hanno cancellato i malumori dentro Fratelli d’Italia. Contestano al sindaco di non averli ascoltati sul punto che divide in maniera netta il suo ed il loro punto di vista. Peggio ancora: rimproverano il modo in cui il sindaco ha approvato il piano che considera il fiore all’occhiello della consiliatura. Che è diventato, anche inaspettatamente, il ring su cui si stanno consumando le tensioni più forti.
I Fratelli, il boccone amaro del BRT, lo hanno solo messo a decantare. Un po’ come si fa con una bottiglia d’annata del Cesanese di Anton Maria Coletti Conti: il celebre Romanico Docg Magnum viene lasciato ossigenare per migliorarne il bouquet e il sapore. Solo dopo questo processo viene gustato per apprezzarne a pieno le caratteristiche. I Fratelli hanno fatto un nodo enorme al fazzoletto, per non dimenticare mai quanto accaduto a fine luglio quando è stata approvata la delibera. Senza gli assessori FdI. (Leggi qui: Maggioranza in panne sul BRT: FdI spegne i motori, Mastrangeli forza la mano).
I Meloniani, dopo aver rappresentato per quasi 3 anni, la guardia pretoriana del sindaco, adesso non possono fare la fine della “bella che non balla“. I numeri parlano chiaro: Fdi è il Gruppo con il maggior numero di Consiglieri in Aula e ad ogni elezione è il primo partito del Capoluogo. Però non incide sulle dinamiche del Comune, in proporzione al peso che ha e che rappresenta. E questo alla lunga non può durare. Anche perché FdI il potere, sia a livello nazionale, che regionale, lo esercita e lo esibisce.
La percezione del potere

Potere percepito è potere acquisito. Basta citare due esempi recenti solo nella nostra Regione: uno, le nomine dei Commissari liquidatori delle Comunità montane. Dove FdI ha indicato il 70% dei nomi, lasciando agli alleati solo una percentuale residuale. (Leggi qui: Quattro poltrone, un capolavoro Cencelli: FdI si divide le Comunità Montane. E qui: Comunità Montane, tutti i nuovi commissari: ma scoppia la polemica).
Due, la visita del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca il giorno di ferragosto alla sede del NUE 112 per salutare e ringraziare gli operatori. Ad accompagnare Rocca c’era anche Arianna Meloni, il Capo della Segreteria politica nazionale di FdI. La sorella della premier non ha dovuto dire una sola parola, né rilasciare dichiarazioni, come è nel suo stile: ma è bastata la sua presenza per far intendere a tutti il presidio, da parte di FdI, del territorio e dei centri nevralgici. (Leggi qui: Rocca in visita con Arianna Meloni: scoppia il caso di Ferragosto).
Un potere manifestato anche in se in forma molto sobria e felpata.
Una strategia in cambiamento

Appare quindi singolare che al Comune Capoluogo, con quei numeri, FdI resti semplice spettatore di una partita giocata da altri. Sindaco in primis.
Non è fantapolitica ipotizzare quindi che in autunno la strategia dei Fratelli a Frosinone possa cambiare, portando con sé un cambio di passo: più pressione, più richieste, più centralità, quindi maggiore protagonismo..
Per inciso FdI non sfiducerà mail il sindaco, (il dna del Partito è troppo leale nei confronti della coalizione di centrodestra per romperla in prima persona) ma una stretta politica che potrebbe rendere la vita di Mastrangeli molto più complicata, quella è assolutamente nelle cose. Anche attraverso la richiesta di un terzo assessorato. Che recupererebbe la situazione interna con l’onorevole Aldo Mattia. (Leggi qui: “Pacta sunt servanda”: Mattia rompe il silenzio, FdI si spacca a Frosinone. E qui: Cambiale scoperta, scende il gelo tra Mattia e Ruspandini).
Il sindaco in prospettiva
L’ambizione, nemmeno troppo nascosta, di FdI è quello di indicare il Sindaco di Frosinone nel 2027. Per questo sta intrepretando una parte del sentiment di quei cittadini che non condividono l’azione amministrativa di Mastrangeli. Come per il BRT.
Per poter dire tra 18 mesi, in sede di campagna elettorale “su quella cosa non eravamo d’accordo e lo abbiamo dimostrato”



