La risposta di Riccardo Mastrangeli alle critiche sui lavori allo Scalo arriva via social, con un video che punta tutto su immagini e risultati concreti. Una scelta che rafforza la sua leadership e sposta il confronto dalla polemica alla percezione delle opere. Intanto, sullo sfondo, la campagna elettorale per il 2027 è già iniziata.
Non si è fatta attendere. A meno di ventiquattr’ore dall’affondo politico dei consiglieri di opposizione Giovanni Bortone, Maria Antonietta Mirabella e Anselmo Pizzutelli sui lavori pubblici allo Scalo, la risposta del sindaco Riccardo Mastrangeli è arrivata. Soprattutto, non è arrivata nelle forme tradizionali della dialettica consiliare o del comunicato stampa.
È arrivata via social, con un reel costruito con precisione: riprese dall’alto, immagini con drone, cronoprogramma scandito in modo puntuale. Una scelta comunicativa tutt’altro che casuale.

Nel video, il sindaco si presenta in prima persona — impeccabile, blazer blu e cravatta puntinata — con un tono sicuro, istituzionale ma accessibile. Il messaggio è netto: niente polemiche, parlano i fatti.
Senza mai citare direttamente i consiglieri, Mastrangeli definisce l’area interessata “un punto critico della città”, che richiede attenzione costante. Poi passa ai contenuti: annuncia l’imminente operatività della nuova isola spartitraffico tra via Marittima, via Puccini e via Fontana Unica.
Una contro-narrazione visiva e immediata, che sposta il terreno dello scontro dalla polemica alla percezione concreta delle opere.
L’intervento allo Scalo e la narrazione del “fare”
Nel dettaglio, il progetto illustrato da Riccardo Mastrangeli punta a modificare in maniera significativa la viabilità dello Scalo.
Riduzione del traffico su via Fontana Unica, risposta alle richieste dei residenti.
Ripristino del doppio senso su via Marittima, sollecitato dai commercianti.
Mantenimento della corsia ciclabile, elemento centrale della strategia di mobilità sostenibile. Il risultato atteso è chiaro: meno traffico, meno attese, maggiore fluidità della circolazione.

La chiusura del video ha il tono di uno slogan già pronto per il 2027: “Questo è il nostro modo di amministrare: partire dai bisogni reali, ascoltare la gente, trasformare le richieste in soluzioni concrete.”
Qui emerge il cuore della strategia: la narrazione del “fare”. In questi anni, Mastrangeli ha costruito il proprio profilo su un’impostazione amministrativa molto marcata: cantieri aperti, opere avviate, interventi visibili. Una linea che si contrappone implicitamente alla politica del “dire”. E il video non è solo una risposta. È un tassello coerente di questo racconto.
Comunicazione diretta e leadership personale
C’è un elemento che il reel evidenzia con chiarezza: Mastrangeli ci mette sempre la faccia. Non delega la difesa dell’operato a assessori o consiglieri. Presidia direttamente la narrazione amministrativa, senza intermediari.

È una scelta precisa, che ha due effetti. Il primo: rafforza la percezione di leadership. Il secondo: consente una reazione immediata agli attacchi, soprattutto quando — a suo giudizio — alterano la realtà dei fatti. L’iniziativa dei Consiglieri di opposizione puntava ad aprire una crepa, evidenziando criticità nei lavori pubblici. Ma la rapidità della risposta rischia di produrre l’effetto opposto.
Perché quando l’opposizione denuncia e il sindaco mostra immagini concrete, il rischio è che prevalga “il visto” sul “detto”. Ed è qui che si gioca la partita.
Campagna elettorale già iniziata
La vicenda dello Scalo dimostra una cosa: la campagna elettorale a Frosinone è già iniziata. E si giocherà sempre di più sul terreno della narrazione immediata e della percezione pubblica delle opere.
Riccardo Mastrangeli ha scelto una linea chiara: difesa serrata dell’operato, esposizione personale, uso strategico dei social. Ma c’è anche un altro elemento, più sottile. Il sindaco può permettersi di parlare al passato prossimo: “ho fatto”. I suoi avversari, inevitabilmente, dovranno parlare al futuro: “farò, faremo”. Ed è un vantaggio competitivo non banale.

Allo stesso tempo, l’iper-attivismo amministrativo sembra avere anche un’altra funzione: coprire le crepe politiche della maggioranza. Finché i cantieri procedono, le strade si asfaltano e i droni raccontano le opere, le tensioni interne restano sullo sfondo.Il messaggio, neanche troppo implicito, è chiaro: Mastrangeli è già candidato per il 2027 e non intende lasciare spazio.
Chi vuole sfidarlo dovrà fare qualcosa di più che contestare tempi e modalità dei lavori. Dovrà costruire una visione alternativa della città, capace di superare il rumore — concreto e comunicativo — delle opere in corso. Al momento, però, all’orizzonte non si vede.



