Le tensioni sulla mobilità agitano la maggioranza ma non mettono a rischio il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il nodo politico è un altro: costruire la coalizione per il bis e contenere l'insidia rappresentata da Forza Italia.
A Frosinone le fibrillazioni nella maggioranza del sindaco Riccardo Mastrangeli sono ormai un rito istituzionale. Arrivano puntuali come le proteste al VAR dopo un rigore dubbio o un fuorigioco millimetrico: scontate, ripetitive, inevitabilie, soprattutto, totalmente inutili.
L’ultimo pretesto per agitare le acque è il traffico cittadino. Il problema esiste davvero: eccome se esiste. La mobilità è diventata una delle questioni più sentite nel capoluogo: rotatorie, cantieri, file, restringimenti, tempi di percorrenza esasperati, nervosismo diffuso. Il sentiment di malcontento è concreto e reale, e chi siede in Consiglio Comunale lo percepisce quotidianamente. Per questo più di un consigliere ha cominciato ad accusare qualche maldipancia preventivo. Prendere prudentemente le distanze dalle politiche sulla mobilità oggi potrebbe servire a mettere in sicurezza la rielezione tra dodici mesi. Ma senza creare troppi danni.

La consiliatura Mastrangeli non era a rischio fine anticipata prima, figuriamoci a dodici mesi dalle elezioni. Come scriveva l’aforista colombiano Nicolás Gómez Dávila, amatissimo dai conservatori europei: «Il politico non tradisce le idee: tradisce sempre il momento». Ed è esattamente quello che sta accadendo in maggioranza: nessuno vuole rompere davvero, ma molti iniziano a posizionarsi. Nessuno sega il ramo sul quale è seduto. Mai.
Le minacce di dimissioni non spaventano più nemmeno le poltrone dell’aula consiliare, che ormai hanno sviluppato un cinico senso dell’umorismo sul tema. Se qualcuno in maggioranza volesse esercitare una pressione politica vera nei confronti di Mastrangeli, avrebbe lavorato da tempo a una candidatura a sindaco alternativa alla sua. Che di fatto – ad oggi – non esiste.
La coalizione del «Mastrangeli bis»

Il vero tema per il sindaco non è la tenuta di oggi ma la coalizione di domani. La Lega resterà il perno. È stato proprio il Partito del vicepremier Matteo Salvini a indicare Mastrangeli nel 2022. Accanto a lui ci sarà certamente l’area riconducibile all’ex sindaco e oggi parlamentare della Lega Nicola Ottaviani, ancora molto forte nella geografia elettorale del capoluogo. Poi ci sarà la lista del vicesindaco Antonio Scaccia, protagonista di una strategia particolare: a Frosinone gioca in proprio con la sua lista, ma fuori dal perimetro della Monti Lepini fa riferimento al partito del generale Vannacci, accreditato di un rotondo 4% nazionale che fa gola a molti.
Dentro la coalizione del «Mastrangeli bis» ci saranno il Polo Civico fondato dal presidente ASP Gianfranco Pizzutelli e Identità Frusinate dell’imprenditore Marcello Nanogistis, in Aula rappresentata dai consiglieri Christian Alviani, Sergio Crescenzi e Marco Ferrara.

E poi, quasi certamente, anche Fratelli d’Italia. I meloniani sembrano aver rinunciato ad aprire una fronda interna nel centrodestra a Frosinone, preferendo concentrare energie e aspirazioni sulla presidenza della Provincia a marzo prossimo: sosterranno Mastrangeli, senza troppi entusiasmi ma per realpolitik.
Il sindaco sta inoltre lavorando alla costruzione di una civica fatta di fedelissimi: una sorta di guardia variaga nell’impero romano d’Oriente, i temibili mercenari vichinghi devoti fino alla morte all’imperatore di Costantinopoli. Questa volta non si scherza. Nel campo moderato e di centrodestra Mastrangeli non ha competitor strutturati. Questo è il dato politico più importante. Perché le fibrillazioni contano fino a un certo punto. Le alternative contano molto di più.
L’avversario più insidioso è quello vicino

L’unica alternativa potenzialmente credibile — quella che pesca nello stesso bacino elettorale di Mastrangeli — potrebbe arrivare da Forza Italia. Le possibilità che gli azzurri sostengano la sua candidatura a sindaco il prossimo anno sono pari a quelle di fare sei al Superenalotto: 1 su 622 milioni 614mila 630 possibilità. Non a caso il Segretario cittadino e consigliere comunale di FI Pasquale Cirillo un pensierino alla fascia tricolore lo sta facendo e da qualche tempo. Il suo recente iperattivismo politico appare tutt’altro che casuale. (Leggi qui: De Matthaeis riapre dopo il cazziatone di Fanelli: coincidenza o politica?).
Cirillo sta attuando una strategia chirurgica: far emergere le contraddizioni dell’amministrazione Mastrangeli su ogni dossier. Il sit-in organizzato a De Matthaeis, insieme al consigliere di FutuRa Giovambattista Martino, è stato un capolavoro tattico. Non solo ha intercettato l’esasperazione di commercianti e automobilisti, mettendo sotto i riflettori il problema, ma ha indotto il sindaco a rivedere la gestione operativa dell’opera: riuscendo persino ad attrarre nella protesta il consigliere di FdI Paolo Fanelli. Con il rischio di un effetto domino nella propria maggioranza. (Leggi qui: La mobilità rischia di diventare il processo di Norimberga di Mastrangeli).

Per evitare l’emorragia, Mastrangeli è stato costretto a convocare d’urgenza una riunione di maggioranza. Una perla di natura tattica che avrebbe apprezzato anche Winston Churchill, che in uno dei suoi celebri aforismi diceva: «Non sempre ammettere gli errori degli altri è un errore». (Leggi qui: L’opposizione incalza e Mastrangeli corregge la rotta, il Pd fa smart working).
Un eventuale polo civico trasversale costruito da Forza Italia insieme all’area di FutuRa potrebbe pescare in un bacino molto ampio: elettori delusi della destra che non vogliono rivotare Mastrangeli, moderati che non voterebbero mai un candidato del PD o del PSI, riformisti disillusi, ex centristi orfani di rappresentanza, pezzi di elettorato che non si riconoscono più nella narrazione della città. Non sarebbe un fronte manifestamente «contro» Mastrangeli. Sarebbe qualcosa di più insidioso: un’offerta politica parallela nello stesso mercato elettorale. Un’area bianca, ma potenzialmente decisiva. Come ricordava il filosofo francese Julien Freund: «In politica, il vero avversario è sempre il concorrente vicino, non il nemico lontano».


