Accettando il confronto sul BRT, Mastrangeli trasforma un attacco in leva politica. Il consiglio straordinario diventa banco di prova per opposizioni e alleati, con in gioco leadership e candidatura per il 2027.
C’è chi avrebbe fatto finta di nulla, lasciando cadere la provocazione nel vuoto, tirando dritto come se niente fosse. C’è chi poteva cavarsela con un comunicato stampa ben scritto, o con un reel veicolato sapientemente sui social. E poi c’è il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, che non lascia, ma raddoppia. E lo fa nel modo più politico possibile: accettando la sfida, portandola in Aula, trasformando una richiesta dell’opposizione in un terreno di gioco che conosce bene.
Avrebbe potuto ignorare la proposta del consigliere del PSI Vincenzo Iacovissi di convocare un consiglio comunale straordinario dedicato alla mobilità: un tema che a Frosinone scotta più dell’asfalto ad agosto. Invece no. Mastrangeli ha detto sì. «La mettiamo in calendario. Così avremo modo di spiegare a tutti i cittadini i progetti di una mobilità sostenibile». E quando un sindaco dice sì a una richiesta dell’opposizione, non è per gentile concessione: è pura strategia politica. È la tattica di chi si sente forte.
Il terreno scelto non è neutro

Oggi Riccardo Mastrangeli è forte davvero, per una ragione semplice: al momento è l’unico candidato sindaco certo alle elezioni comunali del prossimo anno. Gli altri suoi potenziali competitors devono ancora sciogliere veti incrociati, costruire coalizioni, risolvere nodi. Lui no. Lui governa il capoluogo.
E soprattutto, quando inizierà la campagna elettorale, Mastrangeli potrà declinare il verbo “fare” al passato: «ho fatto». Tutti gli altri, nessuno escluso, dovranno inevitabilmente restare ancorati al futuro: «faremo». Mutuando la celebre frase di Giulio Andreotti — «il potere logora chi non ce l’ha» — si può aggiungere: ma rafforza chi lo sa usare.
La mossa sul Consiglio comunale straordinario sulla mobilità rientra perfettamente in questo schema. Mastrangeli accetta il confronto pubblico, ma lo fa alle sue condizioni, portando dati e studi oggettivi. Il terreno scelto non è neutro: è quello amministrativo, dove il sindaco gioca evidentemente in casa.
La legittimazione dell’avversario

Portare il tema della mobilità in Aula significa, da un lato, legittimare Iacovissi come interlocutore; fornirgli un ulteriore riconoscimento in vista delle prossime Comunali; dall’altro, smontare pezzo per pezzo la sua narrazione. Il sindaco arriverà a Palazzo Munari con numeri, atti, cronoprogrammi, mappe del BRT, finanziamenti, scadenze, tempi e percorsi. Una sorta di contro-narrazione istituzionale che punta a ribaltare l’impostazione del PSI sul tema.
È la logica del poker: se vieni a vedere il punto, rischi di trovare una scala reale. Il dibattito sulla mobilità espone ogni posizione alla verifica dei fatti. E sui fatti, Mastrangeli è convinto di avere un vantaggio competitivo. Il riferimento al Bus Rapid Transit non è casuale: è il simbolo della sua visione sulla mobilità. «Quando sarà operativo si capiranno immediatamente i benefici». Tradotto: giudicatemi sui risultati, non sulle polemiche.

La scelta di dire sì alla richiesta di Iacovissi ha una ulteriore lettura machiavellica, tipica di chi fa politica da quando portava i calzoncini corti. Convocare un consiglio straordinario significa, da un lato, portare allo scoperto le differenze che esistono a sinistra tra PD e PSI — non solo sulla mobilità, ma sulla concezione del mondo. Dall’altro, far emergere le fratture dell’intera opposizione consiliare, compresa quella formata dai suoi ex consiglieri di maggioranza, che sul BRT oscilla tra critiche tecniche, dubbi politici e posizioni più radicali.
Il test di tenuta
Ma vi è di più. Fare un dibattito pubblico sulla mobilità significa costringere tutti a prendere posizione. Niente più ambiguità, niente più distinguo sottotraccia. O dentro o fuori. E qui arriva la mossa più sottile del sindaco: il banco di prova non è solo per gli avversari, ma anche per i suoi consiglieri e assessori. Il consiglio straordinario diventa un test di tenuta della maggioranza. Se qualcuno dei suoi ha dubbi sulle politiche della mobilità, questo è il momento per esprimerli — pubblicamente, alla luce del sole. Se nessuno parla adesso, sarà difficile farlo dopo.

Se la maggioranza risulterà compatta, senza distinguo, il messaggio politico sarà chiarissimo: il candidato sindaco del centrodestra nel 2027 è Riccardo Mastrangeli, senza se e senza ma. Senza bisogno di primarie o di altri passaggi intermedi. Sarebbe difficile, per chiunque, spiegare tra dodici mesi una scelta diversa, dopo aver condiviso in toto l’azione amministrativa. BRT compreso.
La politica insegna che spesso la forma è sostanza. Mastrangeli sta trasformando un punto di potenziale debolezza — le critiche feroci dell’opposizione sulla viabilità — in un palco per la sua campagna elettorale. L’insuperato giornalista e scrittore Leo Longanesi diceva: «In Italia non si può far nulla senza il consenso di tutti, ma si può far tutto col silenzio di molti». Il sindaco sta cercando proprio quel silenzio dai suoi alleati: non il silenzio complice, ma il silenzio dell’approvazione e della condivisione. Il silenzio sul BRT è l’investitura ufficiale per rifare il sindaco.



