Cosa c'è dietro al confronto tra il sindaco Mastrangeli e Fratelli d’Italia accende il clima politico a Frosinone. Lo scontro sul Bilancio diventa una partita a scacchi, tra minacce velate e calcoli strategici in vista delle Provinciali e delle amministrative 2027.
Il clima politico a Frosinone è incandescente. Il paradosso vuole che lo sia proprio mentre fuori le temperature sfiorano lo zero. Sembra di sfogliare un manuale di storia contemporanea: da una parte Riccardo Mastrangeli, sindaco sempre più leghista e sempre meno civico; dall’altra Fratelli d’Italia. I due fronti si osservano, si punzecchiano, si sfidano. Proprio come Stati Uniti e Russia durante la Guerra Fredda. Tensione alle stelle, dichiarazioni affilate, messaggi in codice. Ma la verità è che nessuno ha davvero interesse a premere il pulsante rosso.
La cronaca

I due assessori di Fratelli d’Italia (Alessia Turriziani e Simona Geralico) hanno fatto saltare la seduta di Giunta sul Bilancio di previsione 2026-2028, chiedendo più tempo e ottenendo il rinvio della sessione. (Leggi qui: Mastrangeli sul filo: i Fratelli d’Italia alzano il tiro).
Ufficialmente per esaminare meglio gli atti, in realtà è un’azione di disturbo, (l’ennesima) messa in atto nei confronti del sindaco, da quando i Fratelli hanno smesso di recitare “solo” la parte dell’azionista di maggioranza della coalizione ma hanno deciso di incidere sulle decisioni amministrative. Specialmente su quelle che non hanno particolare gradimento da parte di alcuni cittadini. Il BRT è solo l’esempio più emblematico: la campagna elettorale per le comunali non è così lontana.
Una mossa che ha irritato Mastrangeli. Il sindaco ha reagito inviando una Pec con tono fermo ma istituzionale: ha ricordato che atti così delicati richiedono collegialità, e che il ritardo nell’approvazione del bilancio — atto chiave per la sopravvivenza amministrativa del Comune — potrebbe anche portare allo scioglimento del Consiglio comunale.
Partita a scacchi

L’iniziativa dei Fratelli non può essere letta però come una vera e propria dichiarazione di guerra. È piuttosto una partita a scacchi per innervosire l’avversario, come quella giocata metaforicamente tra Kennedy e Krusciov ai tempi della crisi di Cuba del 1962. Momenti drammatici ma vissuti in un contesto di deterrenza reciproca.
All’epoca durante la tensione transatlantica, né Washington né Mosca, volevano davvero lo scoppio di un conflitto nucleare: l’obiettivo era dimostrare forza, intimidire, ottenere concessioni, tessere alleanze, definire sfere d’influenza. Allora si trattava di missili, oggi di numeri di bilancio, di assenze strategiche e di numero legale.
Oggi come allora, nessuno vuole lo scontro finale. La fine anticipata della consiliatura, come scritto fino alla noia, non se la può permettere nessuno, per i motivi che seguono.
Lo spiegone
Elezioni provinciali imminenti

Tra pochi mesi si vota per la Provincia, e nessun partito può permettersi di arrivare indebolito. La Lega e Fratelli d’Italia devono far entrare a Palazzo Iacobucci i propri candidati di punta. Interrompere ora la consiliatura, prima delle Provinciali, significherebbe cancellare ogni piano, mandare a casa i fondamentali “voti ponderati” di Frosinone, gettare nel caos la rappresentanza provinciale, rompere equilibri e accordi interni.
Nessuno è già pronto per la campagna elettorale del Comune

Mastrangeli non ha ancora deciso se presentarsi agli elettori (ci sta pensando seriamente) anche nel 2027 con la coalizione trasversale che lo sostiene oggi e che include, inevitabilmente, anche l’appoggio dell’ex sindaco Domenico Marzi. Che oggi è indispensabile per la validità della seduta in Prima convocazione (quando servono 17 mani alzate in aula).
Fratelli d’Italia non ha ancora chiarito al proprio interno se puntare decisamente nel 2027 su un candidato di bandiera. E in quel caso se sul Presidente di AleS Fabio Tagliaferri o sull’onorevole Aldo Mattia. O addirittura su un terzo nome, magari una donna.
Forza Italia, nel frattempo, resta in attesa di capire da che parte stare. Potrebbe anche decidere di fare all in su una candidatura di partito. Una mossa che mischierebbe ancora di più le carte sul tavolo.
Bilancio inevitabile

Il Bilancio di previsione 2026-2028 verrà approvato, alla SNAI l’approvazione è data a quote popolari, perché l’alternativa sarebbe lo scioglimento del Consiglio comunale.
Come diceva Winston Churchill: “La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre”. È evidente quindi che nessuno vuole andare a casa prima del tempo.
La contrapposizione tra Mastrangeli e Fratelli d’Italia dunque è sintomatica di un malessere politico, molto forte. Ma non irreversibile. È un braccio di ferro che serve a misurare i rapporti di forza, come la corsa agli armamenti tra USA e URSS tra il 1947 e il 1991. Alla fine, però, si troverà un compromesso.
Perché, come ricordava Henry Kissinger, “La diplomazia è l’arte di limitare il potere degli avversari senza distruggerli”. Ca va sans dire.



