Mastrogiacomo, il cerchio si chiude: una delle prime vere opere dell’era Querqui

A Ceccano inaugurato l’anno scolastico nella Luigi Mastrogiacomo dopo il completamento dei lavori. Un investimento complessivo da 600mila euro. Dietro il taglio del nastro c’è però una storia lunga mesi: trasferimenti, polemiche, controlli Asl, una variante respinta e una proroga che ha permesso di chiudere il secondo piano durante l’estate.

A volte dire no costa più che dire sì. Ma a Ceccano, sulla scuola Mastrogiacomo, la Giunta Querqui ha scommesso il contrario: ha respinto una variante da quasi il 40% e ha scelto mesi di polemiche, cantieri fermi e bambini trasferiti. Oggi quella scommessa ha un nome: l’anno scolastico che riparte in una scuola rimessa a nuovo.

L’Amministrazione guidata da Andrea Querqui ha inaugurato l’anno scolastico dentro una struttura che il Comune definisce completamente rigenerata. L’investimento complessivo è di circa 600mila euro. Dopo il primo intervento destinato al polo dell’infanzia, durante l’estate sono stati completati i lavori previsti negli spazi della scuola primaria: manutenzione generale, rifacimento di bagni, infissi, pavimenti e controsoffitti, oltre all’installazione dell’illuminazione a led.

il sindaco Andrea Querqui, con Giulio Conti, Francesca Ciotoli, Francesco Ruggiero ed Emiliano Di Pofi

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Andrea Querqui, l’assessore ai Lavori Pubblici Giulio Conti, l’assessora alla Pubblica Istruzione Francesca Ciotoli, la dirigente scolastica Augusta Colandrea, docenti, personale scolastico e studenti. Presenti anche l’assessore Francesco Ruggiero ed il consigliere Emiliano Di Pofi. La fotografia di oggi è semplice: una scuola rimessa a nuovo e riconsegnata a chi ogni giorno deve viverla. Ma dietro quella fotografia, però, ci sono mesi molto più complicati.

Il trasferimento e le polemiche

Per capire il peso politico della giornata bisogna tornare all’inizio del 2026.

Con l’apertura del cantiere, una parte degli alunni della Mastrogiacomo venne trasferita nelle sedi provvisorie dell’ex scuola Santa Giovanna Antida e del Centro Pastorale di via Roma, e questo trasferimento aprì subito uno scontro politico.

Ugo Di Pofi con Alessia Macciomei e Ginevra Bianchini

L’opposizione chiese chiarimenti sull’idoneità degli edifici scelti per ospitare temporaneamente i bambini. Arrivò anche un sopralluogo dell’Asl di Frosinone, scaturito, secondo quanto riportato all’epoca, da un esposto presentato da alcuni genitori. I consiglieri di opposizione Ginevra Bianchini, Ugo Di Pofi e Alessia Macciomei presentarono poi un’interrogazione chiedendo conto degli esiti del controllo e della documentazione relativa ai locali. (Leggi qui: Mastrogiacomo, il cantiere è campo di battaglia: sicurezza, varianti e politica)

La questione dei verbali Asl accompagnò per settimane il dibattito. A marzo il quadro riportato era ancora quello di documentazione integrativa richiesta dagli uffici sanitari, con la minoranza che continuava a chiedere chiarezza sui controlli effettuati. La polemica divenne presto soltanto una parte della vicenda perché il problema vero era dentro il cantiere. (Leggi qui: Ceccano, i dossier si parlano da soli: Arsial, aria, Mastrogiacomo sotto la lente)

Quella variante che il Comune non accettò

La scuola Mastrogiacomo

Il primo intervento procedette fino al completamento della parte destinata alla scuola dell’infanzia. Sul secondo piano, quello della primaria, la situazione cambiò.

Durante l’esecuzione dei lavori arrivò una richiesta economica aggiuntiva che avrebbe inciso in maniera pesante sull’importo originario. Le ricostruzioni dell’epoca parlavano di una riserva vicina ai 90mila euro più Iva, circa il 40 per cento dell’importo dei lavori. Una cifra che la Giunta Querqui decise di non accettare.

Questo è un passaggio chiave. Un’amministrazione avrebbe potuto scegliere la strada più semplice: accettare la variante, trovare le risorse e chiudere rapidamente il problema. Querqui decise diversamente. Ritenne quella richiesta troppo pesante rispetto al quadro economico e si assunse il rischio politico dello stop. La decisione provocò inevitabilmente conseguenze. I lavori al secondo piano rimasero sospesi. Gli alunni tornarono nella Mastrogiacomo il 25 marzo, mentre quella parte dell’intervento restava ancora da completare. (Leggi qui: “Mastrogiacomo”, il Comune mette il punto: lavori finiti, rientro il 25 marzo).

Nel frattempo l’opposizione attaccava. Il tema era diventato ormai uno dei terreni principali dello scontro politico cittadino: lavori a metà, bambini spostati, tempi incerti e una domanda che tornava continuamente. Quando finirà davvero la Mastrogiacomo?

La proroga e la scelta dell’estate

(Foto © DepositPhotos.com)

Il Comune chiese una proroga per completare l’intervento. Quella proroga consentì di spostare il nuovo cantiere nel periodo estivo, quando le attività didattiche erano ferme. Una soluzione che evitava un secondo trasferimento degli alunni.

Il 6 luglio il Comune annunciò ufficialmente l’avvio dei lavori di manutenzione ed efficientamento energetico del secondo piano, destinato alla scuola primaria, dopo il completamento della prima parte dell’intervento.

Anche qui c’è un dettaglio utile per ricostruire la vicenda. I primi lavori erano stati eseguiti durante l’anno scolastico perché legati a precise scadenze del finanziamento. Con la proroga ottenuta successivamente, l’Amministrazione ha avuto invece la possibilità di concentrare il secondo intervento nei mesi estivi. Una strada molto meno invasiva per famiglie e bambini.

Seicentomila euro dentro una scuola

Palazzo Antonelli

Il comunicato diffuso dal Comune parla di un investimento complessivo di 600mila euro. Dentro ci sono gli interventi già realizzati nella prima fase e quelli completati questa estate nella primaria. Bagni, infissi, pavimenti, controsoffitti, manutenzione generale e nuova illuminazione.

Querqui ha rivendicato soprattutto il significato politico della scelta. «Con grande soddisfazione inauguriamo questo nuovo anno scolastico con nuovi spazi ristrutturati e rigenerati, che rendono l’ambiente ancora più confortevole e bello, perché anche l’estetica non è assolutamente un aspetto secondario». Il sindaco ha ricordato anche che gli ultimi lavori sono stati programmati durante l’estate proprio per evitare interferenze con le lezioni.

Il dossier Mastrogiacomo, inoltre, non sarebbe ancora esaurito sul fronte degli investimenti. Querqui ha annunciato un ulteriore intervento sulla sede centrale del primo circolo grazie ad un nuovo finanziamento da un milione di euro, questa volta concentrato soprattutto sulla sicurezza.

La giornata che resta

Per l’Amministrazione Querqui quella dell’inaugurazione può diventare una data importante. Le polemiche dei mesi scorsi rimangono nella cronaca politica e sarebbe sbagliato cancellarle. Il trasferimento degli studenti ha creato disagi, il confronto sui locali provvisori è stato duro, il cantiere si è fermato e la vicenda della variante ha aperto uno scontro che ha occupato commissioni, Consiglio comunale e comunicati politici. Il risultato però, esiste e una delle prime opere portate a compimento dall’Amministrazione riguarda una scuola che da molti anni attendeva interventi importanti.

Il significato più concreto lo conoscono quelli che entreranno nell’edificio ogni mattina: il personale Ata, gli insegnanti, la dirigente, le famiglie e soprattutto i bambini. Sono loro a trovare aule e ambienti rinnovati all’inizio del nuovo anno scolastico. Per Andrea Querqui c’è anche un piccolo punto politico da mettere sul tavolo. Quando arrivò la richiesta di una variante vicina al 40 per cento, scelse di non firmare un assegno pur di togliersi il problema. La strada diventò più lunga e molto più rumorosa. Alla fine i lavori sono ripartiti ed ora la Mastrogiacomo è stata riconsegnata e, per un’Amministrazione che muove i primi passi nelle opere pubbliche, cominciare da una scuola è una fotografia destinata a restare.

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