“Mastrogiacomo”, il Comune mette il punto: lavori finiti, rientro il 25 marzo

A Ceccano terminati i lavori nell'istituto di via Giacomo Matteotti. E' la prima grande opera dell'era-Querqui: non è casuale che sia una scuola, prima infrastruttura di una città e termometro della credibilità dell'Amministrazione comunale. Ma restano alcuni nodi da sciogliere e le polemiche

Questa volta la notizia è nel comunicato stampa del Comune di Ceccano, non nelle polemiche: i lavori alla scuola “Luigi Mastrogiacomo” sono terminati e dal 25 marzo gli alunni rientreranno nell’edificio “completamente rinnovato”, chiudendo i mesi di trasferimento tra ex Santa Giovanna Antida e Centro Pastorale.

Il messaggio istituzionale è chiaro: si torna a casa. E lo si fa dentro una scuola che, nelle parole del Comune, è stata rimessa in piedi non con ritocchi ma con un intervento strutturato, pensato per rendere gli spazi più moderni, più sicuri e più funzionali.

Cosa è stato fatto, punto per punto

Nella nota ufficiale il Comune elenca gli interventi come una scheda tecnica, ma con un obiettivo politico-amministrativo preciso: mettere al centro la qualità degli ambienti e il benessere della comunità educativa. E dentro ci sono quattro “blocchi” molto riconoscibili.

1) Ambienti e comfort

  • rifacimento della pavimentazione
  • illuminazione a LED per migliore qualità della luce e riduzione consumi
  • realizzazione del controsoffitto, con miglioramento di isolamento e comfort

2) Sicurezza vera e non di faccia

La scuola Mastrogiacomo
  • Il Comune mette in evidenza un passaggio che pesa: l’installazione di un moderno sistema di videosorveglianza e allarme collegato alle Forze dell’Ordine, indicandolo come risposta concreta ai “ripetuti episodi di furto” subiti negli anni dalla struttura.

3) Efficientamento energetico

Nel comunicato questo è uno dei capitoli più “densi”:

  • impianto da 10 kW
  • sostituzione dei termosifoni
  • nuovi sistemi di climatizzazione per garantire condizioni ottimali in tutte le stagioni

4) Spazi ed innovazione

  • realizzazione di nuove aule
  • sostituzione delle porte
  • introduzione di un sistema di accumulo delle acque per aumentare autonomia in caso di carenza idrica, così da garantire continuità dei servizi

Il Comune, in sostanza, vuole far passare un concetto: non è solo manutenzione, è un investimento che unisce sostenibilità, sicurezza e innovazione.

L’altra metà della storia e la frase chiave

Il Comune di Ceccano

Il rientro è vicino, vero, ma la vicenda non è stata una linea retta. Il quadro che emerge è quello di un ritorno “a tappe”: da una parte la fine della trasferta e la data fissata, dall’altra il nodo del secondo piano, quello rimasto nel dibattito per la variante, lo stop, la revoca/rottura con chi doveva completare l’intervento. Tradotto: i bambini rientrano, ed è il fatto principale; ma la politica continuerà a discutere su cosa sia stato completato e cosa resti ancora da chiudere.

Nel comunicato la scuola viene definita non solo luogo di apprendimento, ma primo spazio di crescita sociale. E la restituzione di ambienti “rinnovati e accoglienti” viene presentata come un atto che vale politicamente: investire sulla scuola significa investire sul futuro della città. È il passaggio che sposta l’asse: non è un cantiere chiuso, è una scelta identitaria di governo.

Querqui: “Motivo di grande soddisfazione”

Andrea Querqui, sindaco di Ceccano

Dentro il comunicato c’è anche la dichiarazione del sindaco, che insiste su tre punti:

  • abbiamo lavorato con un obiettivo preciso”: qualità spazi e benessere di chi vive la scuola
  • riconoscimento dei disagi (“sappiamo che non sono mancati”)
  • rivendicazione del risultato come fatto di comunità (“un risultato importante per tutta la comunità”)

E chiude con la frase-manifesto: la scuola è il luogo in cui crescono i cittadini di domani. Ultimo dettaglio, pratico ma decisivo: il rientro è fissato per il 25 marzo, “dopo alcuni giorni di sospensione” legati alle operazioni elettorali che si svolgeranno proprio nell’edificio.

Video e ringraziamenti: dettaglio che in politica pesa

Dentro lo stesso racconto si inserisce anche il video comparso sui social: Querqui che “fa chiarezza” e accompagna il rientro con una lista di ringraziamenti. Il sindaco mette in fila la dirigente scolastica, le maestre, i bambini (costretti a cambiare sedi e routine), le famiglie, le mamme per la pazienza e ringrazia anche la collaborazione delle strutture che hanno ospitato temporaneamente le attività didattiche.

Giulio Conti, assessore ai lavori pubblici

Ma c’è un dettaglio che molti hanno notato più del resto: nei ringraziamenti istituzionali entrano i dipendenti comunali e soprattutto l’assessore ai Lavori Pubblici Giulio Conti, mentre non viene richiamata come figura “di regia” l’assessora alla Pubblica Istruzione del PSI Francesca Ciotoli.

Non è una polemica automatica: è, semmai, la fotografia di come la maggioranza sta distribuendo ruoli e competenze sul dossier scuole e di come anche un ringraziamento possa diventare una riga politica.

ASL, verbali e cosa ha chiesto: la domanda sul tavolo

Resta poi l’altro fronte, quello su cui l’opposizione continua a battere: i controlli e i “verbali” dell’ASL. Nei giorni scorsi il sindaco ha replicato che non ci sono esiti definitivi “da esibire” come trofeo: l’ASL avrebbe richiesto documentazione integrativa, già inoltrata dagli uffici, e solo dopo arriveranno le determinazioni formali.

Ed è qui che la richiesta della minoranza cambia sfumatura: più che inseguire un verbale “che non esiste ancora”, la domanda diventa capire che cosa l’ASL abbia chiesto, se ci siano prescrizioni e quali passaggi restino da completare. Politicamente è il solito punto: quando la scuola torna ad essere notizia, la trasparenza diventa la moneta con cui tutti provano a pagare consenso.

Secondo piano e variante: il capitolo non si chiude

La scuola “Mastrogiacomo”

E infatti il tema del secondo piano non sparisce: è quello legato alla richiesta di variante vicina ai 100 mila euro (circa il 40 %), che la Giunta non ha accettato, aprendo la fase di stop e la richiesta di proroga. L’amministrazione ha già spiegato che l’idea è spostare quel cantiere – se e quando si sbloccherà – verso la finestra estiva.

È l’altra metà della storia: oggi si celebra il rientro e si rivendica il risultato; domani si dovrà chiudere la partita rimasta sospesa, perché una scuola “rinnovata” regge davvero quando regge intera.

La prima opera e il nodo che resta

I bambini rientreranno. Le polemiche, invece, difficilmente si trasferiscono: restano lì, appoggiate sul davanzale come i fascicoli che a Ceccano non si chiudono mai davvero. Però un fatto oggi c’è, ed è difficile far finta di nulla: la prima grande opera dell’era Andrea Querqui passa da una scuola. Sarà un caso, magari no.

Il sindaco Querqui e la giunta

Di certo non è un dettaglio da poco, anzi non è neanche questo un dettaglio da poco: scegliere (o trovarsi) a tagliare il primo traguardo su un istituto scolastico significa mettere il timbro su un’idea semplice, quasi antica, ma concreta: la scuola è la prima infrastruttura di una città, il luogo dove si misura la qualità della vita delle famiglie e la credibilità delle istituzioni.

Poi c’è il secondo tempo: il secondo piano della Mastrogiacomo, la variante, la proroga, l’estate come possibile ripartenza. Un tema diventato benzina politica, con comunicati e contro-comunicati a fare da colonna sonora. E allora sì: staremo a vedere. Perché le scuole non sono mai solo scuole. Sono sempre un termometro. E, spesso, anche un campo di battaglia.