Maura «Se volete chiamatela conta ma è democrazia»

Daniele Maura (FdI) le terzine? "Nessuna conta fratricida, quelle le lasciamo ad altri. È stato esercizio di democrazia vera”. I nomi invertiti? "Se l'hanno fatto è stata scelta personale”. I voti a Rocca? "Di Stefano non ha chiesto nulla. E nemmeno l'iscrizione”. I congressi dietro l'angolo e la svolta necessaria in molti Comuni

La politica la fa a destra: da sempre. Fronte della Gioventù prima ed Azione Giovani poi: i movimenti giovanili del Movimento Sociale e di Alleanza Nazionale dove arriva a ricoprire il ruolo di presidente provinciale. Daniele Maura la scalata l’ha compiuta tutta senza scorciatoie: consigliere comunale di opposizione, consigliere provinciale, presidente d’Aula in Provincia. Infine Consigliere regionale del Lazio sotto la bandiera di Fratelli d’Italia che incarna una destra profondamente diversa da quella giovanile. Le comunità si evolvono e con esse le classi dirigenti che si candidano a guidarle” insegnava Gramsci diventato di moda anche da quelle parti.

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Elezioni Europee: chi ha vinto e chi ha perso?
Foto © Stefano Strani

Il centrodestra consolida il primato di coalizione anche nella nostra provincia e Fratelli d’Italia si conferma sempre di più il traino della coalizione aumentando ancora i propri voti, come peraltro già avvenuto alle Politiche e Regionali. Forza Italia ha ottenuto un buon risultato e la Lega si è difesa grazie alla presenza di un candidato locale, anche se ha perso comunque voti percentuali sulle scorse regionali. Il Pd ha tenuto ma comunque perde oltre quattromila voti, mentre la crisi dei 5Stelle sembra irreversibile.

Per la prima volta vi siete contati all’interno: qualcuno ha avuto difficoltà ed ha sbagliato terzina, riducendola o invertendola; problemi di inesperienza?

Ma no, se di conta vogliamo parlare e’ stata comunque una conta civile che non ha lasciato strascichi né feriti. Una prova di grande democrazia interna, su terzine assegnate dal Partito. Poi se c’è qualcuno che ha deciso di ridurla ed invertirla è stata una scelta personale, di certo non suggerita dal Partito.

C’è chi lo ha fatto?

Circolano messaggi su WhatsApp inequivocabili.

Chi lo ha fatto?

Probabilmente avrà avuto le sue ragioni. Non sta a me né giudicarle né commentarle. Ad ognuno il suo ruolo, nel nostro Partito.

Alle Comunali avete dovuto fare scelte complicate: a Veroli per esempio.
Daniele Maura

A Veroli è stata una scelta difficile, ma per situazione locali non è stato possibile costruire una coalizione di centrodestra. Se ci fossero state queste condizioni, avremmo avuto un’opzione in più sulla quale riflettere. ma non c’è stata. Pertanto abbiamo optato per una scelta diversa, siamo riusciti a riportare nell’alveo del civismo una coalizione che da 30 anni è da sempre più organica alla sinistra.

A Cassino il dato può essere letto in due modi: primo Partito della coalizione, prima volta che eleggete due consiglieri, ma la percentuale è distante da quella delle Europee. Lei come lo legge?

Qualcosa va certamente rivista. A Cassino ci sono state troppe divisioni, poca volontà di inclusione.

Come se ne esce?

Io credo che sia opportuno ripartire da un nuovo assetto, sono certo che includendo giovani volenterosi guidati da chi ha qualche anno in più potrà far sì che anche Cassino si attesti sulle percentuali del resto della provincia. Certo il fatto che alle Europee vi fossero due candidati locali nei Partiti del centrodestra ha sicuramente inciso sul dato percentuale. Mi piace però guardare il bicchiere mezzo pieno: ripartiamo dal buon risultato dei due consiglieri eletti.

I voti a Civita di Russo arrivati da Sora sono il biglietto d’ingresso in FdI per Luca Di Stefano o una cortesia al Governatore Rocca?
Francesco Rocca con Civita Di Russo

Rocca ha fatto quello che doveva fare: portare per la sua candidata voti che venissero da posizioni fuori dal Partito, estranee al partito. Sora ne è l’esempio maggiore, Luca Di Stefano non è iscritto a FdI e da esterno ha deciso di supportare una candidatura di FdI. Ad oggi non mi risultano richieste di adesione al nostro Partito.

Servono i congressi Comunali: dove quelli più urgenti?

Certo, adesso si aprirà come peraltro già deciso da tempo la fase dei congressi comunali. Una grande espressione di democrazia che noi attuiamo abitualmente a differenza di chi di democratico ha solo il nome. Serviranno a ricomporre un’unità forte del Partito, come peraltro già dimostrato con il congresso provinciale con l’elezione unanime di Ruspandini, le chiacchiere su divisioni interne lasciano il tempo che trovano, i fatti dimostrano altro. Ci sarà in ogni comune il confronto come è giusto che sia. Le idee, le strategie, i programmi questo fa forte un Partito e non medaglie da attaccarsi sul petto.

Un Partito con più sensibilità deve fare i conti con le inevitabili frizioni interne: quanto vi spaventa?
Daniele Maura e Massimo Ruspandini

Ma quale spaventati, siamo abituati a cavalcare le onde. Io svolgo il mio ruolo ascoltando il mio Partito e cercando di dare risposte al territorio, posso aggiungere che se ne vogliamo fare per forza di cose questione di gruppi (e voglio evidenziare non di componenti), posso dire che mi onora rappresentare alla regione il gruppo che comprende sindaci nonché amici da una vita. Come Caligiore, Fiordalisio, Ambrosi, Gerardi, consiglieri provinciali come Velardo, realtà magnifiche come Fontana Liri e Monte San Giovanni Campano con Giuseppe Battista, Luana Pellegrini, Sandro Visca, la splendida comunità di Castrocielo. Sarebbe lunghissimo citarli tutti, ma sono tanti e tanti ragazzi e amministratori dal sud al Nord della Provincia da San Vittore fino ad Serrone. Ma soprattutto mi onora la vicinanza con l’onorevole Massimo Ruspandini, fratello di mille battaglie che tiene alta come mai nessuno c’era riuscito prima la bandiera destra in Ciociaria.