Metti una sera a cena i due Francesco

A Paliano il revival che vede insieme Francesco De Angelis e Francesco Scalia. Presente Daniele Leodori. E Mauro Buschini. Per dire che...

Nessun ritorno, nessuna discesa in campo. Nessuna riedizione dell’asse che per un’intera stagione politica ha governato la Ciociaria: dal Comune di Frosinone alla Provincia, dalla Regione al Senato ed al parlamento Europeo. Francesco De Angelis e Francesco Scalia hanno dato vita ad un periodo difficilmente replicabile per il centrosinistra. Si sono rivisti ed hanno parlato a lungo domenica sera a Paliano.

Galeotto fu Cesare Fardelli

Cesare Fardelli

Francesco De Angelis è stato consigliere Regionale del lazio, vice presidente della Commissione Bilancio, assessore alle Attività produttive, Deputato Europeo, presidente del consorzio industriale Asi di Frosinone e poi commissario per la fusione di tutti i consorzi del Lazio. Francesco Scalia è stato sindaco di Ferentino, presidente della Provincia di Frosinone, assessore regionale al Personale, consigliere regionale, Senatore della Repubblica, ultimo presidente della Margherita nel Lazio.

Il primo alla testa degli ex Democratici di Sinistra, il secondo è stato a capo degli ex democristiani che hanno dato vita ai Popolari prima ed alla Margherita poi. Ogni volta che hanno trovato una sintonia non ce n’è stato per nessuno.

Avversari irriducibili. A metterli d’accordo e fargli unire le forze fu quel genio pragmatico di Cesare Fardelli. Con l’inganno. Ad entrambi fece credere di avergli organizzato una convention al Bassetto di Ferentino dove sarebbero dovuti intervenire. Francesco Scalia e Francesco De Angelis si presentarono puntuali nella struttura: la trovarono vuota, con il solo Cesare Fardelli ad attenderli.

Per nulla imbarazzato, l’allora presidente della Saf li fece accomodare in una sala e poi chiuse la porta alle loro spalle. Da fuori, oltre la porta, gli disse: “Quando trovate l’accordo, uscite. Senza i tifosi attorno che vi distraggono ci riuscite senza problemi”. Aveva capito che l’intelligenza politica di entrambi li avrebbe portati ad un’intesa conveniente per tutti, ma erano le reciproche tifoserie a rallentarli. Facendogli venire dubbi e dicendo di non fidarsi. Fardelli prese un tavolino, lo piazzò davanti alla porta oltre la quale stavano solo i due Francesco. Si accomodò e disse: “A Bassè, portami un piatto di fini fini al pomodoro”.

L’uscita di scena

Tra alti e bassi, il rapporto tra i due è proseguito fino alla catastrofe Dem di Matteo Renzi. Il giorno dopo il crollo del Partito Democratico, Francesco Scalia capì che una stagione si era conclusa. Chiamò prima di chiunque altro l’ex rivale. A Francesco De Angelis annunciò il suo ritiro per concentrarsi sul lavoro: avvocato e professore universitario.

Ancora oggi, Francesco Scalia viene evocato come la soluzione a tutti i mali, la candidatura ideale per ogni traguardo. Anche in Comuni nei quali non ha abitato.

L’incontro con Francesco De Angelis avviene a poche settimane dal suo riposizionamento nello scenario Dem. Ora il presidente del Partito Democratico del Lazio è tornato in piena sintonia con il Segretario regionale Daniele Leodori: sono stati loro a costruire l’architettura che ha consentito di celebrare lo scorso congresso. (Leggi qui: Il cerino De Angelis si frega solo tre volte).

Il vero segnale

Daniele Leodori

Si sono visti a Paliano, in occasione dei festeggiamenti per la rielezione del sindaco Domenico Alfieri che ha centrato il terzo mandato.

Francesco Scalia ha messo in chiaro che non intende tornare. Fa la sua parte da dietro le quinte ma gli anfibi sul terreno non intende metterli.

Il vero segnale politico invece è ancora una volta la contemporanea presenza del presidente regionale Dem Francesco De Angelis con il Segretario regionale Daniele Leodori. E dell’ex capogruppo in Regione Lazio Mauro Buschini con il quale realizzò il Patto d’Aula sul quale nacque il governo insieme al Movimento 5 Stelle.

Una presenza simultanea a conferma che il nuovo asse è solido. E promette di essere, su scala regionale, come quello che fu su scala provinciale l’asse con Scalia.