Migliorelli porta il Pd alla marcia per Stellantis: il Partito torna nei luoghi del lavoro

Il segretario provinciale Achille Migliorelli convoca a Cassino tutti gli eletti Pd del Lazio durante la mobilitazione Stellantis. Un segnale politico: riportare il partito tra lavoratori e territori dopo mesi di scontri interni.

Dirompente. Per la sua portata e per i suoi tempi. Per l’elenco dei nomi e per la scelta sul calendario. Certe mosse politiche non cambiano il mondo. Ma servono a ricordare dove si trova. La decisione di Achille Migliorelli di convocare il 20 marzo a Cassino, in occasione della grande mobilitazione su Stellantis, tutti gli eletti del Partito Democratico nel Lazio non è una semplice riunione di Partito. È un segnale. E forse anche un tentativo di inversione di rotta. (Leggi qui: Salera rivolta il Pd: pace con Grossi e abbraccio con Bonafoni).

Achille Migliorelli

Perché negli ultimi tredici mesi il Pd della provincia di Frosinone è stato molte cose: un’arena congressuale permanente, un laboratorio di correnti, un campo di battaglia interno. Tutto, tranne quello che dovrebbe essere un partito politico: una presenza nei territori dove la vita reale scorre, e spesso si inceppa.

Cassino non è una scelta casuale. È il punto dove si incontrano economia, lavoro e inquietudine sociale. La crisi dell’automotive, le incognite sulla produzione, le famiglie che guardano con ansia al futuro dello stabilimento. Non è una metafora: è la fotografia concreta di un territorio che vive appeso alle decisioni di un grande gruppo industriale. Portare lì consiglieri regionali, parlamentari, eurodeputati e dirigenti significa fare una cosa molto semplice, ma che negli ultimi anni è diventata quasi rivoluzionaria: riportare il Partito dove si trovano i lavoratori.

Il messaggio di Achille

Foto: Sergio Oliverio © Imagoeconomica

Il messaggio che Migliorelli prova a lanciare è chiaro. Il Pd non può continuare a discutere soltanto di sé stesso. Non può restare chiuso nei Congressi, nelle mozioni, nei regolamenti interni. Se vuole tornare credibile deve tornare nei luoghi della fatica quotidiana. La politica, in fondo, funziona così: o stai dove la gente vive i problemi, oppure parli da solo.

Cassino diventa quindi una prova generale. Non tanto per l’unità del Partito – parola spesso abusata – ma per qualcosa di più concreto: la capacità di farsi vedere insieme in un luogo di sofferenza sociale. È un gesto simbolico, certo. Ma i simboli, in politica, contano. Perché dicono dove un partito decide di stare. Se il Pd riuscirà davvero a trasformare questa presenza in una linea politica stabile lo si capirà nei mesi successivi. Se resterà soltanto una fotografia di giornata, invece, lo si dimenticherà in fretta.

Per Achille Migliorelli, comunque, il punto è un altro. Dopo tredici mesi in cui il Partito è rimasto fermo come una macchina la benzina della passione nel motore, qualcuno doveva girare la chiave. Il 20 marzo a Cassino sarà il primo tentativo di farla ripartire.