Migliorelli tende la mano a Salera: «Ora il Pd smetta di litigare»

Il Segretario provinciale del Pd Achille Migliorelli prova a ricucire dopo le bordate di Enzo Salera. Invito all’unità e mobilitazione su Stellantis: «Era a conoscenza di tutto. Ora il Partito deve guardare oltre le ruggini interne».

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

Enzo Salera? «È un ottimo amministratore, senza dubbio tra i migliori che ci sono». Achille Migliorelli non gira intorno alle parole. E quando il discorso scivola sulle bordate lanciate nei giorni scorsi dal sindaco di Cassino contro gli equilibri interni al Pd, il Segretario provinciale non si sottrae. Anzi rilancia.

Lo fa dicendo: «Il Partito deve imparare a guardare oltre le ruggini che in questi mesi lo hanno tenuto fermo al palo. Abbiamo lavorato per unire e questa è la nostra forza. È una responsabilità di tutti: dobbiamo muoverci verso un orizzonte comune. Non possiamo ridurre tutto a una resa dei conti tra personalità. Dobbiamo concentrarci sulle speranze dei nostri elettori e di chi cerca un’alternativa reale al governo della destra».

La rotta di Migliorelli

Achille Migliorelli

Parole che suonano come un invito a rimettere la bussola sulla rotta giusta. Perché il Pd, oggi, somiglia a una nave che ha passato mesi a litigare sul ponte mentre il mare intorno si agitava.

Achille Migliorelli non è il tipo che ama presentazioni solenni. Ma la sua storia, in fondo, parla da sola. A trent’anni si ritrova a guidare il principale Partito del centrosinistra in provincia di Frosinone proprio nel momento in cui il motore sembra tossire e la barca imbarca acqua da più parti. «Siamo abituati ai Segretari giovani», dice con un mezzo sorriso, pensando al suo predecessore Luca Fantini – anche lui trentenne – o Mauro Buschini ancora più giovane quando divenne Segretario. Ed alla segretaria nazionale Elly Schlein, la più giovane leader tra i principali Partiti italiani.

Il Congresso Provinciale che ha eletto Migliorelli

Chi lo descrive come una semplice foglia di fico, messa lì per coprire gli equilibri delle correnti, rischia però di prendere un abbaglio. Perché se il Pd provinciale oggi naviga in mare agitato, Migliorelli ha provato subito a mettere mano al timone e cambiare rotta. «Abbiamo davanti sfide importanti. Non possiamo sottrarci al confronto con la realtà», dice. «Dobbiamo governare i problemi, non subirli mentre perdiamo tempo a farci la guerra tra di noi. Sarebbe stupido. E sarebbe un tradimento della fiducia che tanti continuano ad avere nel nostro Partito».

Il richiamo a tutti

Il messaggio arriva forte e chiaro nei corridoi Democratici. Un richiamo alle correnti, certo, ma anche a Salera, che nei giorni scorsi ha sparato a palle incatenate contro l’asse che regge gli equilibri interni: quello che ruota attorno a Sara Battisti, guida di Rete Democratica, ed a Francesco De Angelis, leader dell’area AreaDem. Tradotto dal politichese: la guerra è finita, almeno sulla carta. Ora bisogna scegliere se cambiare pagina o continuare a scavarsi la fossa a vicenda. Enzo Salera, con le parole pronunciate ieri sera dagli studi di A Porte Aperte su Teleuniverso, non ha avuto dubbi: ogni frase è stata un colpo di badile.

Achille Migliorelli ed Enzo Salera

Parole altrettanto chiare sono quelle di Migliorelli, ma pronunciate con l’intenzione dichiarata di spegnere l’incendio, non di alimentarlo. Un po’ come gettare acqua sul fuoco prima che le fiamme arrivino al tetto. Migliorelli, intanto, prova a costruire partendo da quello che c’è. «In questi anni il Partito ha fatto cose importanti: abbiamo circoli aperti in tutta la provincia, nessun altro Partito ne ha così tanti. E l’ultimo tesseramento è stato un successo».

Sembra quasi il riconoscimento postumo di ciò che aveva negato al Segretario Luca Fantini nei giorni più accesi della campagna congressuale. «La vera sfida è evitare che diventino scatole vuote accatastate una sull’altra».

E allora? «Bisogna tornare a fare quello che un Partito dovrebbe fare».

Cioè? «Stare nelle cose. Tornare nei luoghi di lavoro che abbiamo abbandonato. Penso prima di tutto alla vertenza Stellantis».

Tutti a raccolta

Fca Cassino Plant, operai all’ingresso in stabilimento

È da qui che nasce l’idea di chiamare a raccolta tutto il partito: sindaci, consiglieri regionali, parlamentari, eurodeputati. Una mobilitazione generale. (Leggi qui: Migliorelli porta il Pd alla marcia per Stellantis: il Partito torna nei luoghi del lavoro).

«È urgente riportare l’attenzione sulle difficoltà che sta vivendo il comparto industriale e sulle migliaia di famiglie strette tra calo della produzione, investimenti incerti e un contesto economico sempre più complicato», spiega.

Poi c’è un’altra partita sul tavolo: il referendum istituzionale. «È una sfida importante, perché riguarda l’equilibrio dei poteri così come è stato pensato dalla Costituzione».

Insomma, un cambio di passo. O almeno il tentativo di cambiare spartito dopo mesi passati a suonare sempre la stessa musica. «Proprio per questo dobbiamo mobilitarci tutti e unire le forze», insiste Migliorelli.

Enzo il ribelle

Achille Migliorelli

E Salera? Il sindaco di Cassino ha attaccato duramente il patto tra correnti che ha portato alla sua elezione. Una crepa che rischia di allargarsi. (Leggi qui: Salera scuote il Pd: la rivolta dei territori contro il partito delle correnti).

Il Segretario però prova a raffreddare il clima. «Enzo era pienamente consapevole di quello che stavamo facendo. E per una ragione molto semplice: non volevo che la mia candidatura unitaria nascesse all’oscuro di qualcuno».

Poi aggiunge: «Voglio essere davvero il Segretario di tutto il Partito, non solo di una parte». Per questo ha scelto un luogo e una data simbolici per la prima uscita pubblica della sua segreteria: il 20 marzo, a Cassino, alla manifestazione dei lavoratori Stellantis. Una chiamata alle armi politica, ma senza sciabole sguainate.

«Ho deciso di chiamare tutti a raccolta», conclude Migliorelli. «Il Partito deve tornare a costruire. Non può continuare a farsi a pezzi da solo».

Perché, in fondo, se il Pd vuole rimettersi in piedi, la prima cosa da fare è smettere di tirarsi la tovaglia da sotto il tavolo. E ricominciare a giocare la partita fuori, dove aspettano gli elettori.