Signore e D'Amici firmano insieme una lettera sui concorsi comunali. Il mandato di Fazzone, il gelo con Stefanelli e la Lega che resta a guardare. Nel PD si lavora su D'Acunto, ma le quotazioni di Venturo e Tomao restano più alte.
Ci provano. Più per necessità che per piena convinzione politica. Senza, sanno che le loro possibilità sono limitate; insieme sono sicuramente competitivi. Così le prove di disgelo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia al Comune di Minturno sono entrate nel vivo.
La prossima primavera, in occasione del voto per le Comunali che eleggeranno il nuovo sindaco ed il Consiglio, ci sarà in palio l’eredità dell’uscente Gerardo Stefanelli giunto al termine dei due mandati consecutivi previsti dalla Legge. Superati alcuni personalismi, FdI (principale gruppo di opposizione) e Forza Italia (presente con due Consiglieri nella maggioranza con PD e liste civiche) hanno avviato un processo di avvicinamento che potrebbe preludere alla ricomposizione del centrodestra a Minturno dopo oltre un ventennio.
Il mandato di Fazzone e la mossa di Signore

Su mandato del senatore Claudio Fazzone, il punto di riferimento di Forza Italia a Minturno è l’avvocato Massimo Signore. Un tempo consigliere di fiducia del sindaco Gerardo Stefanelli, sta cercando di prendere le distanze dalla maggioranza con cui ha governato il Comune insieme al PD e le liste civiche.
Signore sta verificando la consistenza della forza che Fazzone gli ha chiesto di esercitare. Il banco di prova sono i prossimi concorsi pubblici in città.
Il sindaco, rientrato nel PD con un passaggio a cui ha lavorato a lungo, ha annunciato di voler portare a termine il suo mandato completando le procedure per i concorsi che il Comune non aveva potuto avviare durante il periodo del pre-dissesto finanziario. Uno è per l’assunzione di un dirigente dell’area tecnica («Il Comune di Gaeta, che ha meno abitanti di Minturno, ne ha tre in quel settore, noi nemmeno uno») e uno per un istruttore amministrativo-contabile. In pratica, la persona che prepara le pratiche economico-finanziarie, contabili e amministrative del Comune per la gestione delle entrate, delle spese, degli adempimenti fiscali

Sul concorso per il dirigente tecnico, Signore era arrivato a inviare una segnalazione all’ANAC e a raccogliere le firme per convocare un Consiglio Comunale che tentasse di bloccarne lo svolgimento — tentativo che non è andato a buon fine. Il gelo con il sindaco è diventato di proporzioni notevoli quando si sono confrontati in aula. «Qualcuno mi dovrebbe ringraziare — ha sempre sostenuto Stefanelli — perché quel dirigente tecnico l’avrei potuto nominare io con un incarico fiduciario». Signore ha risposto senza esitazioni: «La segnalazione all’ANAC la rifarei mille volte, per tutelare il Consiglio Comunale che ho l’onore di presiedere». (Leggi qui: Il concorso della discordia: Signore sfida Stefanelli e apre la partita del 2027).
I caffè tra Cassino e Scauri
Signore a quel punto ha cominciato ad intensificare i rapporti con il capogruppo di FdI Pino D’Amici. I due sono stati avvistati più volte al bar del Palazzo di Giustizia di Cassino o nei locali tra i loro studi legali a Scauri, tra l’Appia e piazza Rotelli.

Il lavoro di ricucitura è partito da D’Amici, che cinque anni fa fu sconfitto da Stefanelli al primo turno. La sua analisi è diretta: «Il centrodestra va ricompattato. Se togliamo Signore alla coalizione del sindaco, tutto diventa più facile». D’Amici ha dovuto lavorare anche per convincere il suo collega di gruppo, l’architetto Francesco La Rocca, diventato coordinatore comunale di FdI dopo l’ultimo congresso.
Il risultato concreto di questo avvicinamento è una lettera firmata da Signore, D’Amici e La Rocca, indirizzata al Segretario Generale, al responsabile del settore Personale ed al presidente della commissione esaminatrice del concorso per istruttore amministrativo-contabile al quale 322 candidati sono ammessi. La richiesta: che l’estrazione dei quesiti della prova preselettiva avvenga in pubblico, la mattina stessa dell’esame, alla presenza dei candidati e, se l’Amministrazione lo ritenga opportuno, di un pubblico ufficiale con funzioni di osservatore esterno.
«La politica non disturbi gli uffici»
Il documento richiama l’articolo 97 della Costituzione e i principi di trasparenza previsti dalla legge 241/1990. «La trasparenza non deve essere mai un problema» scrivono i tre. «È la garanzia per chi partecipa, per chi organizza e per chi è chiamato a garantire il corretto svolgimento. Se una semplice estrazione pubblica dei quesiti elimina qualsiasi dubbio sull’imparzialità, sarebbe difficile comprendere le ragioni per non adottarla».

La risposta del sindaco è arrivata con una presa di distanza netta: «La politica si dimostri matura e non operi azioni di disturbo nei confronti degli uffici. Se mi si chiede se conosca i bandi per queste prove concorsuali, rispondo di no».
FdI e Forza Italia stanno ricostruendo un’intesa che aveva avuto un primo test a febbraio, durante la campagna referendaria, quando Signore aveva organizzato un convegno coinvolgendo le forze del centrodestra minturnese. Ma al momento la Lega non sta partecipando al percorso. E un motivo c’è: Stefanelli avrebbe indirizzato i propri voti di Minturno alle elezioni provinciali verso il consigliere Nicolò Graziano (fedelissimo dell’assessore regionale alla Protezione Civile, Pasquale Ciacciarelli) azzoppando così la corsa di Signore, su cui puntava Fazzone per preparare la scalata al Comune.
Il PD e la partita del candidato sindaco

A queste prove di riavvicinamento del centrodestra fa da contraltare un confronto in corso nel PD di Minturno. Il Partito sa che il suo peso nella scelta del candidato sindaco è stato ridimensionato da quando Stefanelli — nonostante i veti della Federazione di Latina — è tornato ad essere un iscritto ai Dem, anche se con un’adesione avvenuta online.
Il PD ha già un candidato in pectore: l’assessore all’Ambiente Piernicandro D’Acunto. Le sue quotazioni sono stabili, ma non raggiungono quelle dei due potenziali candidati dell’area Stefanelli: la vicesindaca Elisa Venturo e l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Tomao. L’ex presidente del Consiglio Comunale, a differenza di Stefanelli, non ha ancora formalizzato la richiesta di rientrare nel PD. Almeno per ora.



