Il sindaco uscente (e non ricandidabile) Gerardo Stefanelli chiede ufficialmente alla sua coalizione di svolgere le primarie per la scelta del candidato sindaco, entro Natale. Il Pd locale frena. Nel centrodestra intanto si tenta la ricomposizione tra Forza Italia e Fratelli d'Italia
Non solo a Gaeta. Ora anche a Minturno. E con una variante non trascurabile: il ricorso ai gazebo per svolgere le Primarie con cui individuare il prossimo candidato sindaco del centrosinistra a Minturno. Lo ha chiesto il sindaco uscente (e non più ricandidabile) Gerardo Stefanelli.
Le condizioni di Stefanelli
Stefanelli ha saputo dell’esistenza di alcuni contatti per tentare di ricomporre il puzzle frantumato del centrodestra. Nasce da qui la sua richiesta di tenere le Primarie: un modo per compattare anche il polo del centrosinistra. E per Minturno sarebbe una novità assoluta: nessuno dei due fronti ha mai scelto il suo candidato unitario attraverso la consultazione popolare nei gazebo.

Il sindaco ha avanzato due condizioni inderogabili. La prima: le primarie si possono evitare se la coalizione riuscisse a fare sintesi e proporre un candidato unitario. La seconda ha una valenza temporale: i cittadini di Minturno devono sapere il nome del candidato che ambisce a succedergli «prima di Natale».
C’è una strategia precisa nella proposta di Stefanelli: evitare che il nome sia una scelta imposta dalla politica scavalcando il sentiment popolare. E al tempo stesso favorire «una necessaria e doverosa rigenerazione perché siano i nostri iscritti o i cittadini a decidere chi possa essere il punto di riferimento della coalizione».
Stefanelli mette le mani avanti e chiede «regole certe scritte prima dell’apertura dei seggi: i candidati s’impegnino a sostenere il vincitore delle primarie con la premessa e promessa, in caso di successo elettorale alle amministrative vere e proprie, di assumere ruoli e impegni di responsabilità». Insomma, gli aspiranti sindaci che parteciperanno alle Primarie verrebbero ristorati con la nomina in Giunta qualora non riuscissero ad approdare in consiglio comunale.
I papabili del centrosinistra
Cosa c’è dietro? E perché questa svolta improvvisa a favore delle Primarie? Stefanelli ha avanzato questa richiesta dopo aver capito che la sua candidata privilegiata a guidare la coalizione, l’attuale vicesindaco Elisa Venturo, non godrebbe del pieno sostegno del Pd minturnese. Nessuna pregiudiziale sulla sua affidabilità, preparazione ed esperienza amministrativa: semplicemente non è iscritta al Partito Dmocratico.

Il Pd potrebbe invece proporre l’attuale assessore all’ambiente Piernicandro D’Acunto, il più stefanelliano tra i Dem, in rapporto alle rappresentanze consiliari costituite dal capogruppo Matteo Marcaccio e dall’ex assessore ed attuale delegata alla cultura e consigliera comunale Rita Alicandro.
Invece alle primarie potrebbero partecipare anche altri: l’ex presidente del Consiglio ed attuale assessore all’Urbanistica e Demanio Giuseppe Tomao, e l’ex assessore – ora ufficialmente all’opposizione – Mino Bembo.
Nessun nome, molta freddezza
«Nomi non ne faccio perché ho ancora per qualche mese una precisa responsabilità di governo che intendo onorare al meglio – ha commentato Stefanelli – Ma le primarie potrebbero rappresentare il giusto tonico per rilanciare la nostra azione amministrativa attraverso la richiesta di continuità che deve naturalmente essere condivisa dal nostro elettorato ma non solo di quello».

La richiesta di Stefanelli sarà accolta? Il più freddo e poco incline è proprio il suo partito, soprattutto quello di Minturno. I Dem non vogliono andare nei gazebo, così come non ci andarono alla vigilia delle amministrative del 2016, quando – pur dovendo affrontare il doloroso strappo interno provocato dalla mancata candidatura dell’ex assessore Immacolata Nuzzo – si affidarono direttamente a Stefanelli.
Una scelta che si rivelò azzeccata e vincente, dopo che Stefanelli aveva già mostrato la sua stoffa alle precedenti amministrative contendendo la vittoria al sindaco ex socialista e di Forza Italia Paolo Graziano.
Prove di dialogo nel centrodestra, ma non in tutto
La proposta di svolgere le primarie, Stefanelli l’ha formulata pubblicamente essenzialmente per tre ragioni. La sua corsa alle regionali del febbraio 2028 deve essere abbinata a qualche successo elettorale che lo veda politicamente protagonista: naturalmente nella sua Minturno, possibilmente a Formia («speriamo…»). Gaeta? «La vedo un po’ più difficile».

Dunque si aprano i gazebo prima di Natale – «tanto ormai le mezze stagioni non ci sono più» – anche perché il centrodestra, dilaniato da datati personalismi, ha cominciato a riorganizzarsi. Nel corso della settimana hanno provato a riallacciare i fili Forza Italia, con l’attuale presidente del consiglio comunale Massimo Signore, e Fratelli d’Italia, partito che nel 2021 scelse Pino D’Amici, quale candidato sindaco, battuto da Stefanelli al termine del primo turno del 3 e 4 ottobre.
Proprio D’Amici – «convinto che l’unità del centrodestra debba rappresentare un valore sempre e comunque» – sta lavorando, con il neo coordinatore comunale Francesco La Rocca, a ricompattare lo schieramento che Signore avrebbe, in teoria, l’onore di guidare, a condizione di recuperare i cocci andati in frantumi nel corso del decennio a guida Stefanelli.
L’incognita Lega
La principale incognita è rappresentata dalla Lega che, come quella formiana, ha deciso di eclissarsi e di attendere indicazioni. Quella di Minturno non dovrebbe averle, semplicemente perché il segretario provinciale del Carroccio è il capogruppo consiliare in comune Massimo Moni,e l’unico consigliere provinciale è Niccolò Graziano (assistente dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli), eletto in aprile ma non grazie ai voti di Stefanelli bensì al lavoro svolto in Regione facendo da raccordo con i Comuni del sud pontino.

Naturalmente la sfida di Massimo Signore fa gongolare il coordinatore regionale di Forza Italia, il Senatore Claudio Fazzone. Il suo sogno nel cassetto: dipingere di azzurro il prossimo maggio l’intero sud pontino. Dopo la vittoria dello scorso anno di Andrea Di Biase ad Itri, insegue le conferme di Cristian Leccese a Gaeta, di Gianluca Taddeo a Formia, dello zio Franco a Santi Cosma e Damiano e di Angelo Felice Pompeo nella dirimpettaia Castelforte.
A mettere a segno questa cinquina calcistica sarebbe proprio Massimo Signore a Minturno. I sogni son desideri e, dunque, anche non realizzabili a volte. L’alternativa a Signore potrebbe essere rappresentata dal già menzionato assessore Giuseppe Tomao, che prima di approdare alla corte del Senatore Dem Claudio Moscardelli, era stato candidato ed eletto nel centrodestra. Correva l’anno 2010, l’ultima volta del centrodestra unito, coincidente con l’elezione di Pino Sardelli: il giovanissimo Tomao fu tra i primi eletti nella civica di centrodestra Minturno Domani. Sedici anni fa. Una vita.



