Miss Italia si toglie il velo. Le telecamere entrano nell’Academy

Ottant'anni di nome, e un formato che cambia pelle: da concorso a docu-serie. Sei episodi, quaranta ragazze, un castello. Giulia Salemi racconta, Giorgio Squarcia firma la regia, il 21 settembre l'incoronazione a Santa Severa.

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

La telecamera entra dove prima non entrava nessuno. Non sul palco: dietro. Nelle stanze dove si prova, si suda, si piange senza microfono acceso. Miss Italia compie ottant’anni e si regala un debutto: non più solo passerella, ma docu-serie. Il titolo è già un programma: «La sfida oltre la bellezza».

Il Castello

Otto giorni, non uno. Dall’8 al 13 settembre, quaranta ragazze chiuse dentro il Castello di Santa Severa, sul mare, tra pietre medievali e riflettori nuovi di zecca. Il 10 settembre si contano, si scelgono: restano in dieci per la finale. Poi si aspetta. Sei episodi, uno al giorno, dal 15 al 20 settembre, su San Marino RTV e RaiPlay. Infine il 21, ancora Santa Severa: non uno show, un film. E dentro il film, in fondo, la corona.

Cinque prove, cinque giudici, cinque materie diverse. Francesca Ambrosetti insegna il portamento, lo sa fare da modella prima che da coach. Fioretta Mari insegna a recitare: ha calcato palchi con Gassman, Tognazzi, Manfredi, Troisi. Anna Vagli, psicologa e criminologa, scava nella personalità, non nell’aspetto. Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica di nuoto e ingegnere biomedico, porta una lezione che vale più di ogni consiglio di stile: resistere, ricominciare. Gianmarco Chieregato chiude il cerchio con l’obiettivo fotografico, l’ultima immagine prima del giudizio.

Il volto

A raccontare tutto questo dall’interno sarà Giulia Salemi. Non conduce, accompagna. Entra nelle stanze, raccoglie le voci, mostra quello che di solito resta fuori campo.

Dietro la macchina da presa Giorgio Squarcia, che il formato lo ha disegnato da zero: niente più sequenza di selezioni, un percorso. «Vogliamo raccontare il perché di quella bellezza», dice, «che cosa c’è dietro, o meglio oltre».

Il Castello di Santa Severa

In sala, ospite d’onore, Enrico Vanzina: figlio di Steno, fratello di Carlo, memoria vivente di una commedia italiana che con Miss Italia ha sempre avuto un conto aperto. Per generazioni di concorrenti, il trampolino verso il cinema è passato di qui.

Dietro le quinte istituzionali, il Lazio: il presidente Francesco Rocca, l’assessore Simona Baldassarre, LazioCrea con il presidente Giuseppe Sacco. Non un patrocinio di facciata: la Regione mette in scena, insieme alle ragazze, i propri luoghi. Sarà Katia Buchicchio, Miss Italia uscente, ad accompagnare il pubblico tra i paesaggi laziali, prima di passare il testimone.

La patron

«Voglio una Miss Italia senza filtri», dice Patrizia Mirigliani, patron del Concorso da una vita. Non una frase di circostanza, un manifesto: la bellezza, dice, non è una colpa, ma nemmeno l’unica cosa che conta.

Il presidente di LazioCrea Giuseppe Sacco con MissItalia

Mentre Giuseppe Sacco sottolinea il contesto: «La Regione Lazio è orgogliosa di ospitare, nell’anno degli ottant’anni del suo nome, la Finale e l’Academy di Miss Italia. Il Castello di Santa Severa non è soltanto una cornice suggestiva: è parte del racconto, esattamente come lo sono la storia, il paesaggio e l’identità del nostro territorio. Con questa nuova docu-serie il Concorso sceglie di guardare oltre l’immagine, per raccontare il talento, il carattere e il percorso di quaranta giovani donne. È un modo per unire spettacolo e valorizzazione del Lazio, e per offrire a tutta Italia un racconto autentico, capace di parlare alle nuove generazioni».

Sedici settembre, primo episodio. Poi uno al giorno, fino al 20. Il 21, Santa Severa: prima il racconto, poi la Notte della Rivelazione, incoronazione compresa. È la quarta volta che la finale approda nel Lazio: dopo Formia nel 1981, Roma nel 2020 e nel 2021. Ma è la prima in cui la corona arriva solo alla fine di un film, non all’inizio di uno show.