Montecassino candidato a “Patrimonio dell’Umanità”: la corsa entra nel vivo

L'istruttoria per il prestigioso riconoscimento dell'UNESCO procede spedita. Ieri sopralluogo in abbazia da parte dei tecnici delle varie istituzioni culturali coinvolte. Il Comune punta ad ottenere il titolo entro il primo semestre del 2028 alla vigilia del 2029 in cui l'antico cenobio celebrerà i 1500 di storia. Sarebbe anche un volano per la candidatura di Cassino a "Capitale della Cultura 2029". La fiducia del sindaco Enzo Salera

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

L’istruttoria è in corso presso la sede del Ministero della Cultura in via del Collegio Romano. Lì, i tecnici responsabili del patrimonio culturale nazionale sono impegnati a definire i dettagli necessari per completare l’iter di candidaturadell’Abbazia di Montecassino a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Nonostante la complessità dell’operazione, filtra ottimismo: l’obiettivo dichiarato dal Comune è ottenere il prestigioso riconoscimento entro il primo semestre del 2028. Una scadenza simbolica e strategica che cadrebbe alla vigilia del 2029, anno in cui l’antico cenobio benedettino celebrerà i suoi 1500 anni di storia in concomitanza con il Giubileo. Il traguardo rappresenterebbe inoltre un volano fondamentale per la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura proprio per il 2029. (Leggi qui: La vera battaglia per Montecassino non è l’Unesco)

Un cronoprogramma rigoroso

La statua di San Benedetto a Montecassino

Il percorso, tuttavia, richiede ancora passaggi rigorosi. Nella mattinata di ieri, i tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Frosinone e Latina, insieme agli esperti del Servizio II UNESCO del Ministero, della Fondazione Links, della Direzione Musei Nazionali Lazio e del Comune di Cassino, hanno condotto un sopralluogo di oltre due ore all’interno del Monastero.

L’ispezione è servita a verificare le perimetrazioni del sito ed a raccogliere dati su progetti di valorizzazione in corso o programmati”, come sottolineato dalla Soprintendenza.“L’iniziativa rientra in un più ampio piano di tutela dei siti benedettini, volto a rafforzarne il valore universale e le azioni di promozione sul territorio”.

Successivamente, il gruppo di lavoro si è spostato presso la sala Restagno del Municipio per un incontro operativo con il sindaco Enzo Salera e i funzionari della Regione Lazio. Al centro del confronto, la definizione dei prossimi step del cronoprogramma.

L’ottimismo di Salera

Enzo Salera, sindaco di Casssino

Il primo cittadino ha espresso fiducia, ricordando che Montecassino concorre insieme ad altri due poli monastici laziali, Subiaco e Farfa, oltre all’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Durante il vertice“è stata analizzata la fattibilità del progetto, evidenziando i punti di forza della candidatura, tra cui l’attuale vincolo di tutela ambientale e urbanistica che protegge l’area circostante”, ha detto Salera.

L’amministrazione mira ora “a estendere ulteriormente la zona vincolata, includendo aree di pertinenza dell’Abbazia finora escluse, come il sito storico e naturalistico dell’Albaneta”. Per accelerare l’iter e coordinare la macchina istituzionale, il Comune di Cassino, essendo il più grande in gara, ha proposto l’istituzione di una “cabina di regia” presso la propria Area Tecnica per la gestione delle conferenze dei servizi, facendo leva sulla disponibilità della struttura, vista la presenza di un numero maggiori di tecnici.

Il prossimo passaggio cruciale sarà l’ottenimento del parere favorevole dei Ministeri della Cultura e dell’Ambiente sugli ultimi rilievi, e, una volta integrati, la candidatura di Montecassino entrerà nella fase finale con la redazione della relazione ufficiale da presentare all’UNESCO.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).