Forte richiamo del segretario regionale del PD al sindaco e alla presidente del consiglio comunale che non trovano un'intesa sul nuovo segretario del circolo dem di Cassino. Ma per ora gli effetti non si sono sentiti: le parti restano distanti. D'altronde è una partita decisiva per il futuro politico del centrosinistra della città martire. E quindi nessuno vuole mollare un centimetro
Più che un invito alla moderazione, somiglia a una strigliata tale da far venire i lividi alle orecchie. Il monito investe Barbara Di Rollo ma colpisce in prima battuta Enzo Salera e l’intero vertice Dem cassinate, da settimane impantanato nelle trattative per la segreteria del Circolo Pd. Il Segretario Regionale Daniele Leodori, d’altronde, non è uomo incline ai bizantinismi: quando si tratta di ricondurre il Partito nei binari della disciplina interna, la fermezza prevale sulla diplomazia. (Leggi qui: Di Rollo smorza le tensioni nel Pd: “Nessuna faida, la priorità è governare”).
È dalla tenuta di questi snodi locali, dopotutto, che si misura la solidità di un’organizzazione politica, arginando il rischio che si riduca a un mero coacervo di personalismi incrociati. Un concetto che lo stesso Leodori aveva scandito appena due settimane fa a Roma, al Centro Frentani, mettendo il primo mattone sulla versione 2026 del Campo Largo per le elezioni Regionali del Lazio e gettando le basi del cantiere con cui sostituire il governo Rocca. In quella sede il nemico era stato chiaramente individuato: è a destra, non nei posizionamenti interni. (Leggi qui: Il Pd attacca, Rocca risponde (da lontano): la sfida nel Lazio è già iniziata).
Il richiamo di Leodori, ma l’intesa è una chimera

Una pax armata durata lo spazio di un mattino: a rompere i fragili equilibri del Nazareno locale, poche ore dopo, sono bastate le indiscrezioni di Alessioporcu.it – i cui articoli appaiono sulla Rassegna Stampa mattutina della Regione Lazio – capaci di irrigidire lo stesso Leodori.
Scricchiolii che hanno allarmato anche il segretario provinciale Achille Migliorelli, che per ore ha accarezzato l’ipotesi di inviare un plenipotenziario per raffreddare i nodi della contesa. Un’opzione per ora congelata, proprio in seguito al pesante richiamo di Leodori. (Leggi qui: Crisi del Pd a Cassino, Migliorelli pronto ad inviare un “pacificatore”).

Dopo l’affondo della Di Rollo, al Circolo cassinate si è aperto un supplemento di riflessione per tentare una mediazione dell’ultimo minuto. L’intesa, tuttavia, resta una chimera: nessun direttivo in agenda, canali di comunicazione interrotti e una sostanziale paralisi politica. Le due anime di AreaDem – l’ala che fa capo al sindaco Salera e la componente guidata dalla presidente d’Aula Di Rollo – continuano a studiarsi a distanza, arroccate sulle rispettive posizioni.
Il silenzio strategico di Salera
In questo scenario, il primo cittadino sceglie la linea del silenzio, evitando uscite pubbliche a differenza della Di Rollo. Una postura dettata non da una mancata ricezione del monito regionale, quanto dalla precisa volontà di non lasciare impronte digitali su una gestione congressuale complessa e scivolosa.

Un cortocircuito politico che imbarazza tutti i protagonisti inevitabilmente coinvolti. Da qui la scelta tattica di Salera di marcare la distanza dal Circolo: il sindaco sa bene che finire invischiato nelle sabbie mobili del congresso locale difficilmente ne sarebbe uscito con la camicia pulita. Una strategia di sganciamento, tuttavia, arrivata in ritardo, quando il flusso di indiscrezioni giornalistiche aveva ormai esposto le fragilità della coalizione.
Il fulcro di una partita decisiva
Ma perché la leadership del Circolo di Cassino è diventata il fulcro di una Partita così decisiva, quando fino a dodici mesi fa la questione appassionava solo i quadri storici del partito? La risposta risiede nelle scadenze politiche all’orizzonte. In gioco non c’è semplicemente una poltrona della sezione locale ma i futuri equilibri regionali e, soprattutto, la successione dello stesso Enzo Salera alla guida della città martire.

Il segretario del Circolo rappresenta la figura chiave per cucire la coalizione e orientare la selezione del futuro candidato sindaco. Controllare questo snodo strategico significa ipotecare in anticipo i processi decisionali e i rapporti di forza nelle dinamiche politiche della città martire. Una centralità che spiega il valore della posta in palio e le ragioni di uno stallo che, a oggi, appare tutt’altro che superato.



