Il consigliere di minoranza Musa traccia un bilancio severo dell’amministrazione Fiorletta: disservizi, sicurezza, sanità e manutenzioni. Dalla critica politica alle proposte concrete, fino allo sguardo sulle prossime elezioni
«Non mi sento di dare voti all’operato dell’Amministrazione Fiorletta: la domanda dovrebbe essere rivolta ai cittadini». Alfonso Musa, avvocato e consigliere comunale di minoranza a Ferentino, sceglie una linea netta ma prudente. L’immagine che restituisce della città, però, è tutt’altro che rassicurante: una Ferentino ripiegata su se stessa, guidata da un’amministrazione che appare incerta e confusa.
Musa elenca una serie di problemi concreti, quotidiani, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini: disservizi nella raccolta differenziata durante le festività, illuminazione pubblica spenta in diverse zone del centro storico, blocco notturno dell’erogazione idrica, fino al recente isolamento telefonico del centralino e degli uffici comunali. «La sensazione non è certo edificante», sintetizza.
Una maggioranza senza collante politico

Nel 2023 Musa è stato candidato sindaco di Ferentino con una coalizione ispirata dall’ex sindaco Antonio Pompeo, sfidando l’attuale primo cittadino Piergianni Fiorletta. È stato battuto al primo turno ma non rinnega nulla. «Probabilmente al ballottaggio sarebbe stata una musica diversa ma non voglio pensarci», dice oggi.
Rivendica invece il ruolo affidatogli dagli elettori: quello di consigliere comunale di opposizione, che interpreta come uno spazio attivo e non marginale.
«Sono onorato di poterlo fare, perché sono convinto che anche dai banchi dell’opposizione si possa dare un contributo per il bene e la crescita della città».
Nel mirino di Musa finisce la coalizione che oggi governa Ferentino, definita “multicolore” e nata, a suo giudizio, solo per vincere le elezioni.
«Senza un valido mastice politico fatto di idee condivise e di un programma amministrativo a largo spettro».

Secondo il consigliere, il “peccato originale” dell’amministrazione è nella costruzione della giunta: mancano assessorati forti su materie fondamentali come urbanistica, sanità e servizi sociali, mentre deleghe generiche e distribuite “a pioggia” servirebbero solo a tenere insieme anime politiche molto diverse: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, parti del Pd e civismo. La conseguenza? Cittadini disorientati, che non sanno a chi rivolgersi. E problemi che restano irrisolti.
Sicurezza, sanità e manutenzioni dimenticate
Musa allarga lo sguardo oltre i disservizi. Denuncia un parcheggio a pagamento, vicino al casello autostradale, completamente al buio di sera, una programmazione carente sulla manutenzione stradale e del verde pubblico, ma soprattutto lo scarso interesse verso temi cruciali.

«La sicurezza è un’emergenza», afferma, riferendosi ai furti frequenti nel centro storico e nelle periferie. Sul fronte sanitario, ricorda di aver presentato due interrogazioni per chiarire tempi, natura e contenuti degli interventi della Asl sull’edificio destinato a diventare Casa della Comunità. «Vogliamo sapere quali servizi e dotazioni avrà davvero».
Tra le proposte, Musa annuncia l’intenzione di farsi promotore della realizzazione di una rotatoria all’incrocio dell’hotel Bassetto, spesso teatro di incidenti anche mortali.
Cultura, turismo e commercio: occasioni mancate
Critico anche il giudizio sulle politiche commerciali: «Dare fondi a pioggia al commercio è stato un errore», dice Musa, convinto che non abbiano prodotto effetti per un centro storico ormai desertificato.

Riconosce invece un merito al sindaco Fiorletta: aver creduto nel recupero del Teatro Romano e del Testamento di Aulo Quintilio. Ma avverte: senza servizi, parcheggi e una riqualificazione delle aree circostanti, questi interventi rischiano di restare fine a se stessi.
Stesso discorso per il Parcheggio di Ponte Grande, che potrebbe avere senso solo con un servizio continuo di navetteverso il centro storico, capace di ridurre il traffico e rendere la città più fruibile.
Il sogno dello stadio e lo sguardo al futuro
Tra le proposte più personali, Musa svela un sogno: intitolare lo stadio di via Casilina a Francesco Di Vito: «Era un fuoriclasse, un uomo simbolo del calcio a Ferentino. Meritava la Serie A, ma amava troppo la sua città». Annuncia una mozione specifica in Consiglio.

Sull’ipotesi di una nuova piazza al Vascello è più scettico: «Magari ben venga, ma onestamente penso che ci vorranno dieci anni, se tutto va bene».
Politicamente si definisce civico. «Non ho alcuna intenzione di prendere una tessera di Partito», chiarisce. Sarà però in campo alle prossime elezioni amministrative: «In che ruolo lo vedremo più avanti». Non crede alle parole del sindaco Fiorletta quando dice che non si ricandiderà per il quarto mandato: «Personalmente non escludo che Fiorletta possa ricandidarsi. Non so oggi quali saranno gli scenari, vedremo anche cosa deciderà di fare l’attuale gruppo di opposizione».
Il futuro è aperto. La critica, intanto, è già tutta agli atti.



