Verrà ricordato per la sua corsa sotto le telecamere per placcare quelli di Ultima Generazione che imbrattavano Palazzo Vecchio. Dario Nardella ora è lanciato in un'altra corsa: quella per la Ue. Con lui c'è il presidente Pd del Lazio, Francesco De Angelis. E buona parte della sua area
L’immagine che lo consegnerà alla Storia non è quella di un taglio del nastro né quella della tramvia che ha rivoluzionato la mobilità dei suoi concittadini. Non è quella con uno delle splendide opere degli Uffizi alle sue spalle né una stretta di mano con uno dei tanti Capi di Stato e di Governo che ha ricevuto nel suo ufficio a Palazzo Vecchio. Dario Nardella, sindaco di Firenze coniugato a Sant’Elia Fiumerapido verrà ricordato per la sua intervista in diretta tv quando all’improvviso molla il microfono e sotto l’occhio incredulo della telecamera si fionda urlando contro tre di Ultima Generazione che gli stavano imbrattando con la vernice rossa il municipio. Piombandogli addosso prima della Polizia Municipale.

Dario Nardella è così: istinto e competenza. Ed empatia. Si fa capire, dice cose che lo mettono in sintonia subito con la gente. Come la volta che il presidente della provincia di Frosinone Antonio Pompeo lo portò a Cassino e riempì la sala degli Abati con sindaci che si spellarono le mani per applaudire il suo intervento.
Ora corre per l’Europa. E per lui il vecchio leader Francesco De Angelis ha deciso che non guarderà in faccia ad altri: lo voterà. E lo farà votare. A costo di aprire una frattura nella componente.
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L’Europa è la matrigna che ci impone di fare le cose o è la mamma grazie alla quale abbiamo potuto avere tra i primi i vaccini anti Covid?
L’Europa è senz’altro una nostra alleata. Abbiamo visto dal Covid, dal Pnrr e dalla crisi energetica quanto sia necessario avere l’Unione Europea a tutela interessi nazionali e internazionali. Ma siamo consapevoli che serve un’Europa ancora più forte: dalla politica estera alla difesa comune, dal diritto alla salute alle politiche ambientali e per il lavoro.
In Italia usiamo le Europee per contarci, invece queste rischiano di essere le elezioni più importanti nella storia della Ue, perché?

L’8 e 9 giugno sarà un test politico nazionale decisivo per mandare un segnale a questo Governo inadeguato e arrogante. E per fermare le forze più retrograde e antieuropeiste d’Europa. Ci batteremo fino all’ultimo secondo per vincere.
Europa di destra o di sinistra: cosa cambierebbe?
Lo vediamo già: l’Europa di Orban, Le Pen e Meloni è quella che predica chiusura e sovranismo e che vorrebbe un’Unione più vicina a Putin che alla democrazia e alla pace.
Nardella sposa una donna di Sant’Elia che sta a Firenze da bambina perché la famiglia in quella città doveva curare il fratellino: ora la situazione della Sanità laziale rischia di essere uguale a quella di quegli anni.

La Sanità italiana è in forte affanno dopo il Covid e anche le regioni più virtuose fanno fatica a mantenere standard elevati. Questo Governo strizza l’occhio alla sanità privata e sta provando a smantellare del tutto il sistema pubblico. Così le liste d’attesa crescono e gli interventi chirurgici diventano impossibili. Per questo il Pd ha presentato alla Camera una proposta di legge che prevede l’aumento della spesa sanitaria fino al 7,5% del PIL per avvicinarci alla media Ue, il superamento del tetto di spesa per il personale e un nuovo piano di assunzioni per rendere pienamente operativi gli ospedali e far funzionare i servizi sanitari sul territorio.
Nel Lazio il presidente regionale Pd ha lanciato un appello a tutte le forze di centrosinistra ricordando che l’avversario sono le destre, anche in questo caso il dialogo è possibile?

Dalla destra siamo lontani su tutto, dalla scuola alla sanità, dall’ambiente alla mobilità. Ma alcune riforme basilari per il futuro del Paese, come il premierato, dovrebbero essere discusse e votate senza colpi di mano e di maggioranza ma nell’esclusivo interesse dell’Italia.
Ha vinto una destra che ha nel suo Dna la matrice sociale, cosa dice agli elettori che non si sono più sentiti rappresentati dai Partiti di sinistra e centrosinistra?
Dico che capisco il disincanto, la freddezza, la lontananza, ma sono solo i partiti della sinistra, partiti come il Pd, che incarnano e meglio tutelano i diritti dei cittadini e delle cittadine. Parliamo del salario minimo, di una transizione ecologica che accompagni i cittadini, della scuola e della sanità pubblica. Come può la destra essere credibile su questi temi?
L’Ue è preoccupata per il calo dei votanti: perché è importante votare?

Votare è un diritto ed è importante esercitarlo in tutte le elezioni, non solo per quelle europee. Ma la decrescita costante degli elettori dimostra un clima di disaffezione dei cittadini nei confronti della politica deve far riflettere e dovrebbe essere posto nelle agende dei governi europei per cercare di invertire questa tendenza. Perché fare politica non è un gioco di poltrone ma è occuparsi della vita quotidiana delle persone.



