Per lanciare i propri segnali il sindaco di Anagni ha approfittato di una discussione legata alla sua attività forense: ed è stato chiarissimo. Ma se non fosse chiaro a tutti, eccovi la traduzione
Il sindaco è e resta lui. E tale resterà fino al 2028. Eventuali candidati a succedergli, al momento, sono pregati di pensare solo a fare, e bene pure, il loro lavoro. Chi non è convinto può eventualmente anche mettersi da parte. Perché quello che conta adesso è mandare avanti l’azione amministrativa per mettere a terra i numerosi progetti annunciati.
Dopo un’estate di fibrillazioni e contrasti non soltanto tra maggioranza ed opposizione ma spesso anche all’interno della stessa maggioranza, è tornato a farsi sentire ad Anagni il sindaco Daniele Natalia. Ha suonato la campanella della fine della ricreazione ed ha cercato di ricondurre tutti a propositi più miti. Anche, e soprattutto, quelli che all’interno della sua maggioranza continuano ancora ad avere un atteggiamento critico.
Un convegno per lanciare segnali

Per lanciare i propri segnali il sindaco ha approfittato di una discussione tecnica, legata alla sua attività forense. Ovvero alla realizzazione, insieme con alcuni amici, dell’associazione “Pietro Taglienti”, che da tempo si occupa di organizzare convegni sul territorio. L’ultimo si è svolto a Frosinone qualche giorno fa. E dedicato all’analisi del Nuovo Codice dei Contratti pubblici, Il cambio di paradigma ed il percorso applicativo da parte di Pa e operatori del diritto.
“L’associazione – ha detto Natalia- è nata qualche anno fa per ricordare la figura del bravissimo Pietro Taglienti. Ovviamente durante il Covid è stato tutto molto più difficile; ma adesso abbiamo ripreso le attività, sia con questo convegno, che con il prossimo, che contiamo di svolgere in primavera. E che vorremmo dedicare ad analizzare i rapporti istituzionali tra il Governo e la Santa Sede in vista dell’evento epocale del prossimo Giubileo”.
Il punto sulla politica cittadina
Al di là dell’aspetto tecnico però il sindaco non ha mancato di fare il punto sulla situazione politica della propria città. Anche e soprattutto, come detto, alla luce delle recenti fibrillazioni. Che hanno visto e che vedono ancora adesso qualche elemento, se non di preoccupazione, sicuramente di fastidio nell’azione politico amministrativa. Come ha dimostrato l’ultima riunione di maggioranza; nella quale qualche tono elevato di troppo c’è stato, al di là delle foto ufficiali della maggioranza. (Leggi qui: Tensione alle stelle tra Idea Anagni e Cuori Anagnini).

“In quella riunione – ha detto Natalia- ho fatto un discorso molto semplice: non sono ancora morto, e non voglio sentir parlare di ‘dopo Natalia’ fino al 2027. Tra di noi non c’è un predestinato; e per come la vedo io, ci sono 3 possibilità; che il mio erede ci sia già, e sia una persona in grado di fare sintesi: che non mettiamo d’accordo e magari si debba arrivare alle primarie; oppure che arrivi un esterno. Che comunque, in ogni caso, dovrà anche passare per il mio parere”.
Circolano voci sulla possibilità, in caso di terzo mandato e, di una sua nuova candidatura, Quanto c’è di vero?
“Dopo 10 anni da sindaco, se avrò finito tutti i progetti, sarò soddisfatto. In quel caso, è ovvio che, se sarà possibile fare nuovo passo nella mia storia politica, lo farò. Anche se sarà necessario attendere indicazioni del Partito. In ogni caso oggi parlare del terzo mandato è solo un esercizio teorico”. Traduzione dal politichese: se Forza Italia mi candida alle Regionali sono pronto ad affrontare la sfida, altrimenti un pensierino al terzo mandato ce lo faccio.
Quanti sono i candidati a succederle?
“Ce ne sono almeno 3-4. Ma non basta avere le qualità per fare il candidato. Bisogna avere quelle per fare il sindaco. Perché a fare il candidato sono bravi tutti, governare è un’altra cosa. Ci vogliono esperienza e capacità di fare sintesi, a maggior ragione in una compagine che è eterogenea”. Traduzione dal politichese: ricordatevi il sindaco Fausto Bassetta che sulla carta aveva tutto per fare il sindaco, conosceva a memoria i Codici e li commentava pure, aveva guidato uomini, aveva un profilo integerrimo. ma fare il sindaco è un’altra cosa.

Pensa già ad uno della sua giunta?
“Ovviamente ci sono figure che possono aspirare al ruolo. Ma chiunque sia, deve pensare a governare bene oggi per non bruciarsi la possibilità di avere quel ruolo dopo“. Traduzione dal politichese: invece di beccarvi su chi farà il candidato domani pensate a fare bene gli assessori oggi; altrimenti domani non avrete un solo risultato da intestarvi sul quale chiedere il voto alla gente.
Le fibrillazioni però ci sono, ed in maggioranza c’è qualche scettico. Può essere un problema?
“Io ho fatto arrivare nella mia compagine anche chi prima non stava con me. Resta fuori di fatto il solo Santovincenzo, al quale consiglierei un approccio più costruttivo e meno giustizialista. Per il resto, qualche insoddisfatto c’è; ma deriva dal fatto che quando ti confronti con l’attività amministrativa, può capitare che di 10 progetti che avevi annunciato riesci a portarne avanti 6-7 al massimo“.
“È un fatto fisiologico del tutto normale. Quando questo capita però a chi non aveva avuto precedentemente una vera esperienza amministrativa… E magari vicino c’è qualcuno che ha una maggiore esperienza e quindi si comporta in maniera più agile, ecco che subentra la fibrillazione. Che magari può diventare anche una cosa positiva, se si traduce in uno stimolo a fare meglio. Se però poi la cosa diventa patologica e si trasferisce in offesa sul piano personale, allora può diventare un problema”. Traduzione: abbassate i toni e prendete bene la mira sui bordi del vasino.
E secondo lei non si è arrivati ancora a questo punto?

“No, fino a questo punto no. Anzi, proprio nell’ultima riunione di maggioranza ci sono stati dei battibecchi anche piuttosto forti. Io però ho chiarito che al di fuori del Comune si può anche discutere, al limite, litigare. Quando però si è all’interno tutto deve funzionare anche al di là di degli eventuali risentimenti personali. E devo dire che chi magari poteva aver palesato qualche contrarietà e qualche segno di disagio personale alla fine ha capito quello che volevo dire”. Traduzione dal politichese: Ragazzì fate i bravi che altrimenti vi buco il pallone.
Il problema è vedere quanto dura questa situazione di pace
“Sono abbastanza convinto del fatto che non ci saranno più fibrillazioni del genere. Anche perché intendo, da questo momento in poi, esercitare in maniera più piena le mie funzioni di sindaco. Arrivando, anche, in casi estremi, a invitare chi non dovesse essere d’accordo con le linee della maggioranza a mettersi al di fuori della maggioranza stessa”. Traduzione dal politichese: Ragà, se vi siete messi in testa di tirarmi per la giacca perché avete gonfiato i numeri del Gruppo avete sbagliato, perché io governo pure con molti consiglieri di meno; quindi chi vuole stare in maggioranza è ben accetto, chi tira per la giacca oltre il consentito rischia di ritrovarsi fuori.
Lo dice perché ha una maggioranza al momento bulgara.
“Certamente, anche per questo. Resta però il fatto che se c’è qualcuno che palesa un costante disaccordo con le idee della maggioranza, allora vuol dire che non è d’accordo con la stessa maggioranza, e quindi farebbe bene a restarne fuori. Meglio in questi casi perdere qualche elemento piuttosto che inquinare tutto il resto della maggioranza”. Traduzione dal politichese: ora ve l’ho detto più chiaro; consigliere avvisato è mezzo salvato.
Rimpasti in vista?

“Al momento no, anche perché Anagni mi ha riconfermato sindaco con una determinata maggioranza e determinati equilibri, che intendo rispettare. Se poi, nell’azione amministrativa, dovessero verificarsi delle carenze strutturali in qualche ambito preciso, a quel punto sarei il primo a premere per mettere riparo alla criticità anche eventualmente rimettendo mano alle deleghe della mia giunta. Anche se ovviamente , nell’analisi di eventuali criticità, bisogna sempre tener presente che non è soltanto l’indirizzo politico che conta, ma anche l’attività tecnica amministrativa”. Traduzione dal politichese: la Giunta per ora non si tocca.
Ritiene che le fibrillazioni siano anche legate ad un aumento del peso politico della sua coalizione, ad esempio con l’allargamento del gruppo di Forza Italia?
“Non credo, prova ne sia il fatto che ci sono altre componenti civiche, come quella di Cuori Anagnini, che nonostante l’aumento della fattore politico all’interno della coalizione hanno continuato andare avanti con lo stesso piglio, Mantenendo quella libertà di espressione ed azione che magari all’interno di una Partito bisogna a volte un po’ frenare”.
Le recenti fibrillazioni a livello nazionale tra lega e Forza Italia possono avere in questo senso delle ricadute anche sul territorio?
“Non credo, anche perché la realtà di Anagni è più piccola; e poi c’è il fatto che con gli esponenti della Lega come D’Ercole e Necci c’è una sintonia anche personale. In generale la nostra maggioranza resta coesa, e sulle scelte importanti restiamo compatti”.

“Vedi ad esempio l’incentivazione delle strutture di ricezione in vista anche del Giubileo che dovremo essere in grado di sfruttare. Vedi l’aumento di parcheggi, il progetto del reparto di oncologia che stiamo portando avanti. Magari non nei tempi che abbiamo immaginato; ma ci arriveremo”.
Quanto ci vorrà per completare definitivamente l’apertura della strada nei pressi della Calzatora?
“Abbiamo inviato il progetto di completamento e aspettiamo che arrivi il finanziamento. Per completare i lavori di messa in sicurezza della zona ed anche la regimentazione di tutte le acque della contrada”.
Traduzione dal politichese: la ricreazione è finita.



