Ad Anagni non si placano le fibrillazioni in maggioranza: la staffetta in giunta non è stata effettuata nonostante le garanzie del sindaco. E il caso della probabile espulsione di Savone dalla Pro Loco è sempre una spada di Damocle. L'assessore Carlo Marino non nasconde le polemiche e ammette il momento difficile. Ma anche il centrosinistra non se la passa meglio con LiberAnagni e le civiche che marcano le distanze dai partiti progressisti tradizionali
Mentre l’agenda amministrativa si appresta a vivere un mese di settembre intenso, scandito dai due Consigli comunali che verranno dedicati al Bilancio consolidato e al Piano di rigenerazione urbana, ad Anagni l’attenzione della politica resta catalizzata dalle fibrillazioni interne alla maggioranza di centrodestra.
Sul fronte opposto, intanto, il centrosinistra appare ancora fermo: da un lato i Partiti tradizionali cercano, con fatica, di organizzare alla ripresa autunnale un cantiere delle idee per costruire un campo largo, dall’altro le realtà civiche progressiste legate a LiberAnagni sembrano voler procedere autonomamente.
Natalia non accelera sul cambio in giunta
In attesa di un’opposizione più compatta, le fibrillazioni reali agitano lo schieramento di centrodestra ,smentendo l’immagine di totale coesione spesso diffusa sui social amici, già in modalità campagna elettorale. La questione centrale riguarda la tanto discussa “staffetta” in giunta, richiesta a gran voce dalla lista Idea Anagni per garantire l’alternanza prevista dagli accordi post-elettorali del 2023.

Il sindaco Natalia, qualche giorno fa, ha ribadito la propria disponibilità a rispettare l’intesa siglata dopo la rielezione; tuttavia, come hanno fatto notare ieri alcuni esponenti della maggioranza, questo passaggio richiederebbe un passo indietro da parte di Forza Italia e la rinuncia dell’assessore Chiara Stavole. Una scelta complessa, considerando l’ottimo lavoro svolto dall’esponente forzista in un settore delicato come quello della Pubblica Istruzione.
E considerando anche il peso politico che, giustamente, Forza Italia ritiene di avere. Spetterà dunque al primo cittadino trovare una sintesi capace di rispettare i patti senza innescare rotture insanabili. E la sensazione è che Daniele Natalia, bravissimo a gestire le tensioni, non abbia poi molta voglia di decidere in maniera chiara: ovviamente per non scontentare nessuno, ma con il rischio di esasperare le tensioni dei protagonisti coinvolti.
Il caso-Savone e la Pro Loco: “bomba” ad orologeria
A complicare il quadro politico interno al centrodestra si aggiungono gli sviluppi legati ai rapporti tesi tra l’area conservatrice e l’ala della maggioranza vicina alla Lega e alla lista Idea Anagni. Tutto nasce, come noto, dalla vicenda della Pro Loco, con la richiesta di estromissione dal direttivo dell’associazione di Fabrizio Savone, vicino alla Lega e ad Idea Anagni e in rotta collisione con la dirigenza della Pro Loco, considerata vicina alla lista Cuori Anagnini, che esprime in giunta l’assessore alla politica ed al bilancio Carlo Marino. (Leggi qui: Affaire-Savone, la Pro Loco rinvia il… pallone ma il caso politico resta aperto. E qui: Natalia disinnesca la bomba politica ma tra Savone e Pro Loco non c’è pace).

L’ormai probabile allontanamento di Savone, che dovrebbe essere deciso durante la prossima assemblea dell’associazione, rischia di provocare una forte reazione e un ulteriore inasprimento dei rapporti interni al governo cittadino. Con tanto di un possibile effetto domino, visto che qualche giorno fa il consigliere Luigi Pietrucci di Cuori Anagnini, ha voluto ribadire l’estraneità della sua lista dalle manovre legate alla Pro Loco. A qualcuno nel centrodestra è sembrato un modo per sancire una separazionetra Marino e lo stesso Pietrucci.
Le ammissioni di Marino

Insomma, nonostante le smentite ufficiali, le tensioni ci sono. Come del resto ha implicitamente confermato lo stesso assessore alla cultura Carlo Marino che, in un video pubblicato sulle sue pagine social a proposito dei buoni risultati del Festival del Teatro Medievale appena conclusosi, ha ammesso la presenza, a margine del Festival stesso (ed in generale, di tutti gli eventi legati all’estate anagnina), di una serie di polemiche, legate alle spese, alla sfera politica ed ai rapporti, appunto, con la Pro Loco.
L’assessore Marino è stato abile nel incanalarle verso la giusta direzione: non una polemica interna al centrodestra di governo ma – ha fatto capire nel video – una polemica innescata ed alimentata da chi vorrebbe dividere il gruppo e magari mettere in difficoltà proprio lui in prima persona. Perché?

Marino rischia di ritrovarsi ad essere punto di equilibrio tra due sponde del centrodestra che ambiscono ad ereditare la fascia tricolore dal sindaco Daniele Natalia: Forza Italia che oggi esprime il primo cittadino e Fratelli d’Italia che punta altrettanto alla candidatura. E con più nomi. Proprio questa abbondanza di candidature indebolisce FdI e proprio lo scontro interno rischia di dover individuare un punto di sintesi terzo. Nasce da qui l’attacco di questi giorni alle spese ed all’organizzazione del festival. Marino la butta sullo scherzo: “Non esiste Festival degno di questo nome che non abbia polemiche ad accompagnarlo: pensate a Sanremo. Quando le polemiche non saranno più sulle spese ma sui miei vestiti allora significherà che siamo diventati davvero grandi”.
A dimostrazione di come le tensioni ci siano state e ci siano. Tensioni che rischiano di regalare ad Anagni una precampagna elettorale caratterizzata da una forte instabilità.



