Al Festival del teatro medievale il sindaco incorona pubblicamente il suo assessore alla Cultura come artefice del Fuori Festival. Un plauso meritato. O forse un cavallo di Troia? In una città dove la campagna per il 2028 è già aperta e FdI scalpita con tre nomi, un abbraccio così caloroso merita una riflessione.
«Timeo Danaos et dona ferentes» (Temo i Greci, anche quando portano doni).
(Publio Virgilio Marone, Eneide, Libro II, v. 49)
C’è una perla di saggezza classica che, a distanza di millenni, continua ad essere utile per comprendere le dinamiche più contorte della politica nostrana. Quando nell’Eneide si racconta del sacerdote Laocoonte che urla ai Troiani di non fidarsi dell’enorme cavallo di legno lasciato sulla spiaggia dai Greci, si evoca un principio intramontabile: gli elogi inaspettati e i regali sperticati di un avversario — o di un alleato ingombrante — nascondono spesso l’insidia più mortale.
Per gli appassionati di politica locale, l’eco di quel monito si è avvertita nitida domenica sera durante il Festival del Teatro Medievale di Anagni.
Monica Guerritore e l’Inferno dantesco

Sul palcoscenico principale la straordinaria Monica Guerritore ha incantato la seconda serata con un’interpretazione intensa dell’Inferno dantesco, intrecciata con suggestioni altissime: da Pasolini a Morante, Valduga e Leopardi. Ma il vero fulcro dell’interesse politico si è spostato a margine.
Dalle parti del «Fuori Festival»: la rassegna nata a margine del cartellone principale per valorizzare le eccellenze enogastronomiche, diventata ormai un volano strategico di promozione territoriale. Non solo per Anagni ma per un sistema che abbraccia l’intera rete delle città fortificate: Alatri, Ferentino, Veroli, protagoniste della corsa condivisa (virtuosa, seppur sfumata nel finale) a Capitale Italiana della Cultura 2028.
Il cortocircuito politico: i ringraziamenti di Natalia

Ed è qui che scatta il cortocircuito politico. Nel suo intervento, il sindaco Daniele Natalia si è speso in ringraziamenti fin troppo calorosi all’indirizzo del suo assessore alla Cultura, Carlo Marino, incoronandolo apertamente come il vero artefice e motore di una rassegna che oggi ha conquistato una dignità quasi pari a quella del Festival stesso.
Un plauso pubblico impeccabile? In apparenza sì. Ma nella politica anagnina, visto che la campagna elettorale per le comunali del 2028 è già ufficiosamente aperta, un abbraccio così affettuoso rischia di somigliare sinistramente al famoso regalo dei Greci.
FdI, tre nomi e l’opzione Patrizi

Sullo sfondo si agita la complessa partita della successione a Natalia per la leadership del centrodestra. Fratelli d’Italia scalpita con una rosa di nomi di primo piano, pronti a contendersi la candidatura a sindaco: da Alessandro Cardinali a Riccardo Ambrosetti, fino a Davide Salvati.
Sullo sfondo resta anche la tentazione di non decidere e puntare su una figura tecnica di garanzia, come il profilo di Paolo Patrizi. (Leggi qui: Anagni ’28, Paolo Patrizi torna al tavolo della sicurezza. Non è solo per i concerti).
In questo scenario, Carlo Marino rappresenta una mina vagante: forte di una visibilità travolgente conquistata sul campo a suon di mostre, palii, cortei e rassegne culturali, si attesta come l’unico concorrente civico davvero temibile.
L’abbraccio mortale: elevare per perimetrare

Ecco perché il monito virgiliano merita di diventare uno spunto di riflessione per l’assessore alla Cultura. L’incoronazione da parte del sindaco uscente è un riconoscimento meritato: ma anche un potenziale abbraccio mortale. Elevare Marino a protagonista assoluto serve a riconoscerne il valore, certo. Ma serve anche a perimetrarlo, a caricarlo di aspettative, o forse a metterlo nel mirino preventivo degli alleati prima ancora che la partita entri nel vivo.
Nel teatro della politica di Anagni, la commedia e la tragedia convivono sempre a stretto contatto. Carlo Marino farà bene a godersi il successo del suo Fuori Festival. Tenendo sempre a mente Laocoonte: quando la politica ti festeggia con troppa enfasi, è proprio il momento di guardarsi le spalle.



