Ad Anagni continua a tenere banco la polemica sui soldi spesi per l'acquisto del regalo a Monsignor Marcianò. Il sindaco: "Un sciocchezza rispetto al prestigio ed all'impegno del nuovo Pastore sul territorio". Sinistra italiana: "Siamo liberi di criticare e l'amministrazione non risponde alle nostre domande"
Ha aspettato qualche giorno. Giusto il tempo di far sedimentare l’eco della giornata di domenica, che ha visto il nuovo vescovo Santo Marcianò entrare ad Anagni per essere accolto prima nella Sala della Ragione e poi nella cattedrale di Santa Maria. Ha aspettato che si placassero le emozioni,ha superato anche il comprensibile imbarazzo legato alla gaffe che, per qualche secondo, lo ha fatto diventare vescovo della propria città. (Leggi qui: La carezza ad Anagni del vescovo Marcianò: simpatia e impegno).
Ma dopo tutto questo, Daniele Natalia, sindaco di Anagni, ha deciso di togliersi un sasso dalla scarpa. Un sasso che, evidentemente, stava lì da tempo.
Le ore precedenti all’arrivo del nuovo vescovo in città erano state caratterizzate dalla polemica scatenata dalla decisione dell’Amministrazione comunale di omaggiare il nuovo vescovo con una croce in materiale prezioso del valore di 1.700 euro. Una cifra forse eccessiva, come avevano fatto notare gli esponenti di Sinistra Italiana. (Leggi qui: Croce e polemiche, il regalo al nuovo Vescovo scatena la bufera politica).
L’affondo di Natalia

Un attacco a cui il sindaco ha replicato poche ore fa. Natalia ha ricordato che l’accoglienza al vescovo Marcianò, “è stato un momento importante per la città per la caratura personale e morale della nuova guida pastorale della nostra comunità”. Alla luce di ciò, per Natalia, la polemica sui costi del dono al nuovo vescovo è “veramente un affronto”. Anzi, una “sciocchezza”.
Perché “rispetto alla bontà dell’impegno e del prestigio che una persona come Marcianò rivestirà nella nostra comunità, aver fatto un presente che oltretutto è tradizione, per lo meno per la città di Anagni, credo che fosse doveroso. Non solo necessario, ma proprio doveroso”. E comunque, qualunque cifra “sarebbe sempre poco rispetto all’affetto che ha manifestato Marcianò nei confronti della comunità”.
Quando poi, ha aggiunto Natalia “gli amici della sinistra saliranno al Governo della città e potranno avere la fortuna o l’onore di vivere l’avvicendamento di una carica così importante come un Vescovo, potranno liberamente decidere se fare o non fare un omaggio”. Magari evitando di fare “una figuraccia dal punto di vista istituzionale”.
“Servizi sociali efficienti”

Il sindaco non ha tralasciato neanche la risposta alla seconda parte dell’accusa che gli era stata fatta, quella secondo cui quel denaro si sarebbe potuto usare per le famiglie meno fortunate, lasciando a sindaco, assessori e consiglieri il compito di autotassarsi per mettere insieme il denaro per l’omaggio al vescovo.
“Per quanto riguarda questo aspetto, credo che i servizi sociali di Anagni siano statisticamente tra quelli più finanziati e produttivi di tutta la provincia di Frosinone. E parlano i numeri, non parla la mia semplice valutazione”, ha sottolineato Natalia. Quello dei servizi sociali “è un ufficio che funziona perfettamente, che è attento a tutte le esigenze; raramente abbiamo casi di indigenza non tutelata dall’istituzione”.
Il che ovviamente non esclude la beneficenza personale che “sono molto avvezzo a fare; nel 99% dei casi la faccio silente, non visibile perché è così che deve essere e spesso e volentieri chi riceve le mie attenzioni e il mio sostegno sono persone che non conoscono la mia identità. Questo è un principio che mi caratterizza anche per la mia fede”. Di qui l’invito finale a chi lo ha criticato; “agite in prima persona invece di sindacare l’operato degli altri”.
Sinistra italiana: “Liberi di criticare”

Inevitabile la replica dei progressisti anagnini. Costantino Santovincenzo, il segretario cittadino di Sinistra Italiana che aveva scatenato la polemica, non ha abbassato i toni: “Sinistra Italiana come chiunque altro può sindacare su qualsiasi cosa, soprattutto se le questioni riguardano beni e denaro pubblico. In Italia, nonostante l’Amministrazione di Anagni, esiste ancora la libertà di critica, soprattutto se politica”.
Sulla sensibilità nei confronti dei più fragili, Santovincenzo ha invece chiarito che “a noi giungono continuamente segnalazioni su carenze del comune, giustificate dai suoi esponenti proprio per carenza di fondi”. Il segretario di Sinistra Italiana si è infine detto lieto che “finalmente qualcuno dell’Amministrazione si degni di rispondere a qualche domanda che gli viene posta dai cittadini”.
Domande senza risposta
Anche se non c’è risposta al “perché quei soldi non sono stati spesi per acquistare un dono eseguito da un artigiano di Anagni o della Diocesi dove il vescovo si è insediato per cercare, seppur con poco, di incentivare l’artigianato di zona”.

Santovincenzo chiosa: “Proprio perché la spesa non conterebbe nulla per l’amministrazione, ci chiediamo il motivo per il quale, in calce alla delibera di attestazione di copertura finanziaria per 1.700 euro, l’oggetto dell’esborso venga indicato come spese natalizie? Forse avrebbero fatto meglio a continuare a tacere, come il Sindaco ha fatto dopo aver invitato l’ambasciatore israeliano ad Anagni”.



