Ad Anagni il delegato alla sanità rompe gli indugi e scrive una lettera al Governatore Rocca per denunciare la carenza di servizi medici soprattutto per quanto riguarda l'emergenza. Eppure la coalizione del sindaco Natalia aveva vinto le elezioni puntando forte sul rilancio del presidio ospedaliero grazie anche alle rassicurazioni della Regione. Chiesto un tavolo urgente
La pazienza ha un limite e, a quanto pare, anche la fiducia politica. Una lettera, indirizzata al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, sta scuotendo il palazzo comunale di Anagni. A firmarla è stato il dottor Antonio Necci, Consigliere comunale della Lega e, soprattutto, Delegato alla Sanità per la maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Daniele Natalia.
Una picconata alla coalizione
La missiva di Necci non è stata un semplice promemoria ma una clamorosa (anche se felpata) contestazione nei confronti di chi, più di tutti, avrebbe dovuto garantire il miglioramento del servizio sanitario locale. Un atto che suona come una picconata alle certezze propagandate finora dalla coalizione. Di cui Necci fa parte.

La lettera ha sottolineato un paradosso stridente. La maggioranza di centrodestra anagnina aveva infatti conquistato la fiducia degli elettori proprio cavalcando l’onda di indignazione per la cronica carenza di servizi sanitari, esplosa drammaticamente nel 2018 con la tragica morte, nell’ex nosocomio anagnino, di una donna per shock anafilattico dovuto alla puntura di un calabrone.
Il potenziamento del presidio e il ripristino dei servizi erano stati, da allora, la bandiera della maggioranza. E lo stesso Rocca, nel 2023, aveva garantito il suo impegno.
Necci: “Situazione peggiorata”
Ora, a distanza di due anni dalla vittoria elettorale, è lo stesso Necci a certificare che quelle promesse sono rimaste aria fritta. Il delegato alla Sanità, infatti, ha scritto al governatore Rocca ricordando gli impegni presi poco prima delle elezioni. E spiegando che “ad oggi la situazione sanitaria presso il Distretto A della provincia di Frosinone non è migliorata, anzi per molti dei servizi offerti che erano già carenti, è forse peggiorata”.

Il consigliere Necci, insomma, ha confermato che, dalla tragica estate del 2018, nulla è cambiato per gli 80.000 cittadini dell’area Nord. Necci ha poi criticato apertamente l’effettiva operatività dei (pochi) miglioramenti: il nuovo polo oncologico, annunciato prima delle comunali del 2023, che doveva essere “pronto per accogliere i pazienti”, ha al momento “la presenza di un solo oncologo” e, di fatto, “si può fare solo accoglienza e null’altro.”
Il dramma più grande resta però l’emergenza: “Condividerà che il dramma più grande è l’assoluta assenza di una medicina di urgenza ed emergenza, anche questo da Lei promesso due anni fa”, ha detto Necci a Rocca, sottolineando come “la decisione politica della Regione tarda ancora a concretizzarsi.”
“Venga convocato un tavolo tecnico”

Insomma, una svolta clamorosa. Fino a ieri, infatti, la maggioranza di Anagni, e Necci in prima persona, avevano manifestato ripetute e pubbliche assicurazioni di fiducia nei confronti dell’operato del presidente Rocca e della sanità regionale. Ora, il tono cambia radicalmente, culminando nella richiesta della convocazione rapida di un “tavolo tecnico con tutte le figure coinvolte per affrontare definitivamente il problema”. L’unico modo, perNecci, di “riacquistare la fiducia nella politica sanitaria della Regione Lazio.”
Vista la gravità della denuncia, Necci ha giurato di aver “avvertito il sindaco” ed ha detto che, per ora, non vuole rinunciare alla delega alla Sanità. Resta da capire se questa presa di coscienza tardiva sia un atto di responsabilità o una mossa politica per scaricare le colpe al piano superiore. Intanto, i cittadini continuano ad aspettare.



