Nessuno switch, Trequattrini rimane al Consorzio e Forza Italia a Lazio Crea

Saltato lo switch tra Lazio Crea e Consorzio Industriale del Lazio: Rocca conferma Trequattrini e la governance resta a Fratelli d’Italia. Forza Italia mantiene Lazio Crea. Pesano risultati tecnici e rapporti di forza interni alla maggioranza.

Lo switch non si farà, nessuno scambio tra l’azienda speciale Lazio Crea ed il Consorzio Industriale del Lazio: la governance della prima resta nelle mani di Forza Italia mentre la guida del secondo continuerà ad essere indicata da Fratelli d’Italia. La proposta di uno scambio tra le sfere di influenza politica era circolata nei giorni scorsi in Regione Lazio ma si è conclusa con un nulla di fatto.

La dimostrazione sta nel Decreto T039 firmato nelle ore scorse dal Governatore Francesco Rocca. È l’atto che dà il via alla girandola delle nomine e dei rinnovi in Regione: partendo dal Consorzio Industriale.

Il valzer

Raffaele Trequattrini e Roberta Angelilli

Con quel provvedimento, Francesco Rocca conferma nell’incarico di commissario il professor Raffaele Trequattrini ed in quello di sub commissari il dottor Riccardo Roscia (già sindaco di Pontecorvo, in quota Noi Moderati) e l’avvocato Salvatore Forte (già presidente del Consorzio Formia-Gaeta, in quota Forza Italia).

Sono due i fattori che hanno bloccato l’ipotesi di switch e portato alla conferma della attuale governance. Il primo è di natura tecnica: è rappresentato dai risultati ottenuti dall’economista dell’Università di Cassino prestato al braccio operativo della Regione in materia di politiche industriali. I conti ora sono in linea con i parametri di legge, i contenziosi sono in fase di soluzione, la platea dei soci è in fase di allargamento andando oltre lo schema dei cinque Consorzi Industriali che fondendosi hanno dato vita al nuovo ente. È in corso l’attrazione di investimenti nazionali e stranieri, l’erogazione di servizi a vantaggio delle imprese.

Paolo Trancassini e Massimo Ruspandini

Il secondo fattore è di natura politica. A prescindere dai risultati e dall’indubbio valore che esprimono sulla bilancia delle scelte, un ruolo nel blocco dello switch lo ha avuto la politica. A far valere il loro peso sono stati i deputati Paolo Trancassini e Massimo Ruspandini, rispettivamente Coordinatore regionale e provinciale di Fratelli d’Italia. Hanno evidenziato a Francesco Rocca che sarebbe stato preferibile continuare a lavorare su una tematica nella quale Fratelli d’Italia è immersa da due anni, senza dover cambiare orizzonte occupandosi di Lazio Crea.

Inoltre, un peso considerevole lo ha avuto il giudizio della vicepresidente della Giunta regionale Roberta Angelilli. È lei a governare il dibattito sulle politiche industriali del Lazio. E per questo ad avere un’interlocuzione diretta e pressoché costante con il professore. Sulla cui permanenza in sella al Consorzio non ha avuto dubbi.

Le conseguenze del mancato switch

Giuseppe Sacco

La conferma della Governance del Consorzio Industriale del Lazio determina una serie di conseguenze. La prima riguarda proprio Lazio Crea, la società in house che affianca la Regione Lazio nelle attività tecnico-amministrative, offrendo servizi di gestione ed organizzazione delle attività di interesse regionale. La sua guida resterà sotto l’influenza di Forza Italia: i rumors di questi giorni puntano con sempre maggiore insistenza sul nome dell’avvocato Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca.

Antonello Iannarilli

La seconda coinvolge l’Ater di Frosinone. Il commissario Antonello Iannarilli aspirava a passare a Lazio Crea e pare che da lì fosse nata l’interlocuzione per verificare la possibilità di uno switch. Che avrebbe consentito a Iannarilli di realizzare il suo desiderio. A questo punto scatterà l’Opzione B: per il commissario Ater c’è la prospettiva di una candidatura come sindaco di Alatri per il centrodestra, al posto del civico uscente Maurizio Cianfrocca.

Un’ipotesi alla quale la Lega di Alatri ha già fatto sapere che preferirebbe un bis per Cianfrocca. Confermando che la sintonia tra Lega e FdI, in questa fase è del tutto inesistente. Non solo nella città dei ciclopi. (Leggi qui: San Giorgio come Danzica: l’innesco che ridisegna il Lazio).