Non c’è pace a Ferentino: scintille anche tra M5S e civici

Dopo il caos politico dello scorso Consiglio comunale si arriva alla resa dei conti tra M5S e lista del sindaco. Ma dietro c'è la volontà di un assessorato più grillino. La risposta non lascia margini di replica. Sempre più chiaro che l'unico capace di tenere l coalizione sia il sindaco Fiorletta

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Si apre un’altra crepa nella già frammentata coalizione del sindaco di Ferentino, Piergianni Fiorletta. Stavolta la frattura arriva da dentro la lista civica “Insieme Fiorletta Sindaco in Movimento”, dove convivono due anime opposte: quella del Movimento 5 Stelle e quella civica di centrodestra.

Alle elezioni comunali del 2023, il Movimento 5 Stelle non si era presentato con un simbolo autonomo, preferendo confluire nella civica del sindaco. Quella lista ha eletto due consiglieri: Gianni Bernardini (espressione dei 5 Stelle) e Ugo Galassi (civico moderato con orientamento di centrodestra). La convivenza, sin dall’inizio complessa, è esplosa nell’ultimo Consiglio comunale.

Palestina, mozioni contrapposte (nella stessa maggioranza)

Il casus belli: una mozione a sostegno del riconoscimento dello Stato di Palestina, presentata da Bernardini. Una proposta che ha generato non consenso, ma confusione. A fronte della sua mozione, è arrivata una controproposta di Maurizio Berretta, consigliere civico di centrodestra ed anche lui di maggioranza come Bernardini: un ordine del giorno per promuovere iniziative umanitarie a sostegno delle popolazioni civili.

Il risultato? Due mozioni contrapposte presentate da membri della stessa maggioranza. Nessuna sintesi cercata. Nessuna mediazione trovata. In Aula è andata in scena una imbarazzante conta interna: Bernardini ha incassato l’appoggio decisivo del sindaco Fiorletta e dell’ex vicesindaco Luigi Vittori. Ma non quello di Galassi, suo stesso compagno di lista. Anzi: Galassi, Berretta e Angelo Picchi (vicino al Pd) hanno votato contro la mozione del capogruppo Bernardini, sostenendo invece quella – poi bocciata – di Berretta. (Leggi qui: Ferentino, la guerra di Gaza e la Palestina fanno litigare la maggioranza).

Il M5S chiede chiarezza

Apriti cielo. Il referente cittadino del Movimento 5 Stelle, Manuel Caruso, ha chiesto formalmente a Galassi di uscire dal gruppo consiliare: “Non si può restare nello stesso gruppo e votare contro il proprio capogruppo”, il succo del ragionamento. La richiesta ha un sottotesto politico: se Galassi dovesse uscire, il M5S chiederebbe anche un assessore in Giunta in quota Bernardini, oggi rappresentato dall’assessora Piera Dominici, fedelissima proprio di Galassi.

La replica: “Chi ha preso 60 voti non detta legge”

Maurizio Berretta

La risposta dei tre consiglieri – Galassi, Berretta e Picchi – è arrivata secca e sarcastica: “Inaccettabile che un segretario cittadino che ha preso 60 voti inviti a dimettersi chi ne ha presi quasi 400”, hanno scritto. E ancora: “Sulla Palestina nessuno è contrario. Ma la proposta di Bernardini è arrivata in modo frettoloso, senza il minimo confronto. Il sindaco ha dovuto votare per senso di responsabilità, ma si è trattato di un momento imbarazzante per tutta la maggioranza”.

I tre, ora, valutano la costituzione di un gruppo autonomo all’interno della maggioranza. In pratica, diventerebbero il primo gruppo numericamente parlando, con margini per rivendicare incarichi pesanti in amministrazione: un assessorato chiave o – come sussurra qualcuno – la presidenza del Consiglio comunale, oggi in mano a Claudio Pizzotti ma più volte criticato proprio da Berretta.

E ora?

Piergianni Fiorletta

Se Galassi uscisse ed andasse a costituire un Gruppo distinto da quello che oggi condivide con Bernardini, a Ferentino si raggiungerebbe la quota di ben sette Gruppi composti da un solo consigliere comunale. La maggior parte dei quali senza rappresentanti in giunta o Presidenza del consiglio. A completare la maggioranza resterebbero altri due Gruppi composti da due consiglieri ciascuno. (Leggi qui: Ferentino, maggioranza in frantumi: lo spettro del rimpasto in Giunta).

Ferentino è politicamente in ebollizione. L’equilibrio della maggioranza si regge su equilibri politicamente sempre più evanescenti: il collante capace di tenere insieme tutto questo è solo la figura del sindaco Piergianni Fiorletta. Ma per realizzare il programma di Fiorletta è sempre più chiaro che occorressero uomini di spessore diverso. La “maggioranza larga” pensata dal sindaco rischia di trasformarsi in una maggioranza liquida, dove ognuno fa per sé. E dove ogni mozione è un banco di prova. Anche quando parla di Palestina.