Il responsabile di Anagni del Pd traccia un bilancio della politica cittadina e non fa sconti a nessuno a partire dall'Amministrazione Natalia: "Solo una macchina del consenso, nessuna visione e progettualità". L'esponente dem critica Luca Santovincenzo e non risparmia neppure il proprio Partito
A fine 2025 e con un 2026 denso di prospettive per la città e non solo, Francesco Sordo, segretario del Partito Democratico di Anagni, non risparmia nessuno. Delinea un quadro politico cittadino frammentato e privo, a suo dire, di una bussola comune. Sordo adotta la strategia della “sferzata bilaterale”.
Da un lato mette nel mirino l’amministrazione del sindaco Daniele Natalia, accusata di essere una “macchina del consenso” senza visione strategica, capace solo di sommare interventi isolati e di gestire il potere fine a se stesso. Dall’altro, il segretario dem non usa giri di parole per stigmatizzare l’atteggiamento dell’opposizione civica, in particolare quella guidata da Luca Santovincenzo (LiberAnagni).
Sordo boccia senza appello l’idea di un’alternativa che pretenda di “ignorare i Partiti”, definendola un errore tattico e politico, che rischia di favorire proprio chi si vorrebbe spodestare. Un’analisi che non risparmia nemmeno le dinamiche interne al PD, segnate da personalismi e voglia di contare più a titolo personale che collettivo. Un errore che il principale partito d’opposizione non può più permettersi.
“Nessuna visione, solo macchina del consenso”
Come giudica l’azione della maggioranza dopo l’approvazione di bilancio e DUP?

“Il Documento Unico di Programmazione dovrebbe rappresentare il cuore della visione amministrativa di una città. In realtà, questo centrodestra cittadino ci consegna ancora una volta un documento vuoto. L’amministrazione Natalia si conferma per ciò che è sempre stata: una macchina del consenso, non una squadra di governo. Un’amministrazione che mette insieme azioni scollegate, prive di una strategia e di una visione”.
Sordo rincara la dose. “Non c’è un’idea di sviluppo, non c’è una direzione: c’è solo la volontà di mantenere il potere e alimentare il consenso. Lo si vede chiaramente nelle opere pubbliche. Alcuni interventi possono anche essere utili o condivisibili ma restano episodi isolati, non sono parte di un progetto di città”.
Il segretario del Pd pone l’accento sulla mancanza di una politica culturale. “Il vero grande assente è tutto ciò che riguarda il futuro: la valorizzazione culturale, la messa a sistema delle risorse e delle potenzialità del territorio. Una città che avrebbe bisogno di un cambiamento profondo e radicale viene invece amministrata senza visione, senza coraggio e senza prospettiva”.

“Di tutto questo non c’è traccia, né in questo Documento Unico di Programmazione né in quelli degli anni precedenti. Ed è proprio questa continuità nell’assenza di idee a certificare, politicamente e amministrativamente, il fallimento di questa compagine di governo. Se avessero messo prima le idee e gli interessi di Anagni, non sarebbero diventati l’equipaggio che ha imbarcato a bordo l’intero consiglio comunale”.
Forti critiche sui lavori per i parcheggi
Qual è la sua opinione sul recente cambio di viabilità legato alla partenza dei progetti per i due parcheggi sulla Circonvallazione?
“C’è ben poco da essere soddisfatti. Pur riconoscendo che Anagni ha bisogno di parcheggi, ciò che sta accadendo oggi è inaccettabile per metodo e contenuti. Scelte che incidono così profondamente sulla città non possono essere calate dall’alto. Devono essere condivise non solo con i tecnici, ma soprattutto con i cittadini. In passato, su progetti simili come il parcheggio sotto piazza Cavour, l’amministrazione di centrosinistra presentò le proprie decisioni alla città, ascoltando critiche e osservazioni”.

Per Sordo le decisioni non sono state condivise e perciò regna il caos. “Oggi questo confronto è completamente assente. Il problema non è solo la mancanza di coerenza politica, di chi allora si oppose e oggi fa finta di nulla, ma il fatto che Anagni non si senta più una comunità. Il piano della viabilità sta generando confusione e disagio, perché manca una visione complessiva e partecipata”.
“Nel frattempo assistiamo alla crescita degli interessi privati nella gestione dei beni pubblici, con costi sempre maggiori per i cittadini, all’aumento delle tasse e tariffe, alla latitanza di politiche all’altezza delle potenzialità della città e delle sue periferie”.
“Lavoriamo per l’unità”. Stoccata a Santovincenzo
Come si sta preparando il centrosinistra alle prossime comunali? C’è la speranza di un fronte unitario? E con quale candidato?
“Per quanto riguarda noi, il lavoro è già avviato. Voglio ringraziare il Movimento 5 Stelle, Possibile, Sinistra Italiana e tutte le forze che fin da subito si sono sedute a un tavolo comune. Non era affatto scontato, dopo i disastri delle ultime elezioni. Abbiamo già messo in campo idee e iniziative e condividiamo una visione chiara su temi cruciali: i beni comuni, una ricchezza enorme di questo Comune troppo spesso privatizzata o abbandonata; l’ambiente, la centralità delle periferie, le politiche sociali, la disabilità, il trasporto sostenibile, la viabilità”.

Il leader dem della città è fiducioso sulla creazione di un “campo largo”. “Questo è già un passo avanti importante. Gli anagnini si sentono maltrattati, non considerati, dobbiamo rimettere al centro le persone. Ora però viene il lavoro più difficile: fare una coalizione e allargare il confronto alle forze civiche, sane e disponibili della città. Su questo vedo segnali positivi, ma anche elementi molto preoccupanti”.
Sordo non risparmia critiche a Luca Santovincenzo della lista “LiberAnagni”. “Trovo sbagliata, e lo dico apertamente, l’idea espressa dal consigliere Luca Santovincenzo in un post di “ignorare” i partiti. Ed è un errore pensare che si possa costruire un’alternativa senza dialogo. Al contrario, io rinnovo l’invito a sedersi insieme e confrontarsi seriamente, per capire se ci sono le condizioni per costruire un progetto comune. Da parte mia la disponibilità c’è sempre stata e c’è tuttora. Anche pubblicamente se necessario. Invito LiberAnagni a scegliere un luogo e un’ora. Io ci sarò”.
No ai personalismi, serve costruire un’alternativa
Per dialogare bisogna essere in due ma anche forti. Qual è lo stato di salute del Pd?
“Il Pd ad Anagni ha superato le 200 adesioni e questo è positivo. Però il suo gruppo dirigente non è esente dai soliti personalismi, e da una logica di conta che guarda più ai nomi e ai ruoli che alla forza di una proposta collettiva. È una logica che negli anni ci ha fatto molto male. Però vedo che i miei compagni di strada insistono: prima la mia rendita di posizione e poi il Partito. A volte per interesse, altre volte per mero orgoglio credo.

Obiettivo primario è costruire un’alternativa credibile al centrodestra. “L’interesse deve essere costruire un’alternativa al centrodestra che ha immobilizzato Anagni e di cui la città è stanca. Serve un passo indietro da parte di tutti, dentro ma anche fuori il Partito Democratico, nei rapporti tra partiti e forze civiche. Bisogna mettere da parte l’egocentrismo e smettere di ambire a contare internamente. Bisogna contare tra la gente”.
“Sa quanto tempo abbiamo perso per esserci avvitati dentro queste logiche, nel congresso provinciale che finalmente si svolgerà? Dobbiamo ribaltare la prospettiva. Se partiamo dal “noi” e non dall’“io”, non sarà difficile costruire una coalizione forte, un progetto credibile e individuare, nei tempi giusti e con i mezzi adeguati, il profilo migliore per rappresentarlo”.
L’obiettivo di Sordo
Quello di Francesco Sordo è, insomma, un guanto di sfida lanciato in due direzioni opposte, ma con un unico obiettivo: rompere l’immobilismo. Se a Natalia contesta la gestione del potere come “fine”, a Santovincenzo ricorda che l’autosufficienza civica è un’illusione che rischia di diventare complicità con lo status quo.

Tra le righe, però, emerge la sfida più complessa: quella interna a un Partito democratico che deve ancora decidere se essere il motore del cambiamento o restare ostaggio di ambizioni personali. La palla ora passa ai tavoli della coalizione: Anagni saprà rispondere all’invito di Sordo o si ritroverà, ancora una volta, a contare i cocci di un’opposizione divisa?



