Da Pontecorvo a Cervaro, passando per Boville, Patrica e Ripi, il voto amministrativo premia continuità, civismo e amministratori percepiti come affidabili. Gli elettori confermano chi governa bene e bocciano le rendite di posizione. Ma soprattutto dimostrano di saper votare, mettendo in ridicolo le discussioni sul limite ai mandati e le coalizioni trasversali
Quarantamila elettori, quarantasette sezioni, nove comuni. Il voto amministrativo in provincia di Frosinone ha restituito un quadro coerente con una tendenza che si ripete ovunque quando i bilanci comunali sono in ordine e la gestione è percepita come solida: la continuità vince. I sindaci uscenti — o i loro delfini diretti — hanno prevalso quasi ovunque. Le eccezioni ci sono e raccontano storie di usura politica e di ricambio generazionale.
Belmonte Castello: il vicesindaco prende il testimone

Carlo Medagli diventa sindaco di Belmonte Castello con il 61,33% dei voti (322). Dieci anni fa era stato il vicesindaco dell’uscente Antonio Iannetta (76 anni e nove esperienze da sindaco accumulate nel corso di una carriera che trova pochi eguali nella storia amministrativa ciociara) che oggi si è fermato a 203 voti.
Medagli, 64 anni, sposato e padre di due figli, ha proposto un progetto alternativo, di rinnovamento, nel segno della discontinuità. «Ripartiamo da sopra il Comune: cerchiamo di rimettere un po’ in ordine tutte le cose che non andavano, per gestire meglio e puntare a centrare qualche finanziamento in più»
Ha dedicato la vittoria al fratello «Che ora non c’è più ed era uno dei più convinti sostenitori. Ma la dedico soprattutto a tutto il popolo di Belmonte: è stata la vittoria di tutti i cittadini».
Boville Ernica: le primarie funzionano

Benvenuto Fabrizi, quarant’anni, vince a Boville Ernica con il 49,29% (2.709 preferenze). Era il vicesindaco nell’amministrazione uscente di Enzo Perciballi, che aveva guidato il comune per due mandati prima di essere sfiduciato nei mesi scorsi.
La particolarità di questo caso è nel metodo: Fabrizi è stato individuato attraverso le primarie. In un contesto in cui le primarie vengono spesso evocate e raramente praticate, Boville Ernica le ha fatte davvero. E il candidato scelto dai cittadini ha vinto.
Cervaro: il testa a testa avvincente

Una delle sfide più emozionante della giornata si è consumata a Cervaro, dove il sindaco uscente Ennio Marrocco — civico di centrodestra — ha resistito all’assalto del suo ex assessore Luigi Gaglione, ventotto anni, civico di centrosinistra. Per alcuni tratti dello spoglio Gaglione era in vantaggio. Poi Marrocco ha ripreso la testa e il distacco si è consolidato, concludendosi 2.165 a 1.809. Per Marrocco è il quarto mandato da sindaco, il secondo consecutivo del secondo round.
«La città ha premiato la continuità – ha commentato Marrocco – ha premiato la lealtà e anche l’impegno che abbiamo manifestato nel corso di questi cinque anni e mezzo. Abbiamo realizzato tante opere e credo che siano state percepite dalla comunità: l’elettore anche su questo ha potuto giudicare esprimere un voto».

Questa elezione è la storia classica del giovane sfidante che ci va vicino ma non sfonda — e del sindaco uscente che tiene, per poco ma tiene. Gaglione è uno dei risultati del movimento giovanile del Pd e del movimento universitario Primavera Studentesca. Marrocco non sottovaluta il risultato del suo avversario «è la vittoria del popolo è la vittoria di tutti i cittadini anche di coloro che non mi hanno votato. Il mio primo impegno sarà quello di tendere la mano a tanti giovani che hanno girato lo sguardo da un’altra parte. Cercherò di recuperare questo divario».
Fontana Liri: il ricambio all’insegna del fair play

A Fontana Liri si chiude un’era. Il dottor Giuseppe Battista vince con 925 voti battendo il sindaco uscente Gian Pio Saracco — 882 voti — al termine di un testa a testa lungo e combattuto. Quarantatré voti di distacco, dieci anni di amministrazione Dem che si chiudono.
Ma sarà un passaggio all’insegna del fair play. «Ho già sentito il sindaco Sarracco e mi sono complimentato con lui per il risultato importante che comunque ha raggiunto. Ci ho tenuto a precisare che desidero un rapporto di collaborazione e di confronto costante per gli interessi della nostra collettività».
Le priorità dei primi 100 giorni. «Innanzitutto bisognerà vedere in che condizioni si trova l’ente, anche da un punto di vista finanziario. La priorità penso sia sotto gli occhi di tutti i cittadini: la pulizia del paese. E poi la valorizzazione del parco Solfatara che deve diventare il fiore all’occhiello di questo paese, visto che quotidianamente vengono tante persone dai paesi limitrofi. Quindi è dovrà essere il nostro bigliettino da visita».
Guarcino e Patrica: terzi mandati per due sindaci solidi

Urbano Restante a Guarcino e Lucio Fiordalisio a Patrica conquistano entrambi il terzo mandato. Fiordalisio con il 78,63% dei voti — 1.520 preferenze — ottiene il risultato più netto della giornata. Sono i casi in cui la comunità esprime una fiducia che va ben oltre il consenso ordinario: quasi quattro votanti su cinque a Patrica hanno scelto di confermare il sindaco uscente.
«La cittadinanza – ha detto Lucio Fiordalisio – ci ha dato ancora una volta fiducia e quindi c’è una responsabilità maggiore. Siamo al terzo mandato e qui non c’è mai stato: per cui un grandissimo risultato. Da domani ci dobbiamo mettere immediatamente al lavoro perché sappiamo che c’è c’è tanto da fare: abbiamo criticità dentro il centro storico, qui nel borgo ci sono due o tre edifici sui quali vanno fatte immediatamente delle riflessioni. Stiamo partecipando anche a dei bandi perché noi nel frattempo abbiamo continuato ad amministrare».
Tra le opere in programma «penso ai sentieri, penso all’asfalto, alle rotatorie e quindi gli impianti sportivi: vanno assolutamente gestiti in maniera efficiente».
Rotondo al terzo mandato con la coalizione più trasversale

Pontecorvo è il comune più grande tra quelli chiamati alle urne — circa 12.000 abitanti — e merita una lettura a parte. Anselmo Rotondo conquista il terzo mandato consecutivo battendo Giacinto Carbone. Ma la vera notizia è la composizione della sua coalizione: nella stessa lista erano candidate l’ex deputata della Lega Francesca Gerardi e la dottoressa Annalisa Paliotta, che tre anni fa si era candidata alle Regionali con il Partito Democratico. Una costruzione che sfida qualsiasi logica di schieramento e che — evidentemente — funziona. È il civismo nella sua espressione più radicale: il programma conta, il Partito no.
Lo stesso Segretario Provinciale Pd, Achille Migliorelli ha detto durante lo spoglio «È evidente che una riflessione vada fatta». Pensa al risultato Anselmo Rotondo: «Ogni volta ho vinto sul filo di lana, sono abituato. Penso che la città mi abbia dato la fiducia per la terza volta perché ha riconosciuto l’impegno e la passione che abbiamo messo per la città».
Ripi: Sementilli confermato, la squadra resta in blocco

A Ripi, Piero Sementilli di Fratelli d’Italia vince il secondo mandato battendo il candidato della Lega Luca d’Arpino— circa 400 voti di distacco — e Marcello Giorgi con 80 preferenze. La particolarità di questa conferma è nella continuità totale: Sementilli si era presentato con la stessa squadra di consiglieri comunali che aveva governato nei cinque anni precedenti. Un atto di fiducia reciproca tra sindaco e squadra che gli elettori hanno premiato.
«È sicuramente una grandissima soddisfazione – spiega Sementilli – . È passata bene l’idea di progettualità e di programmazione che è stata messa in piedi in questi anni e che poi ha portato anche tanti risultati, tanti lavori che sono ancora in piedi».
A Trevi nel Lazio Francesco Graziani diventa il nuovo sindaco con 625 voti, battendo Silvio Grazioli — 545 preferenze — in un confronto ravvicinato che ha tenuto il Comune in tensione fino allo spoglio finale.
La lettura complessiva

Nove comuni, una tendenza chiara: mettere un limite di due mandati consecutivi per i sindaci è stata una sciocchezza. Infatti, una volta abolito il limite per i Comuni sotto i 15mila abitanti gli elettori hanno dimostrato con chiarezza disarmante di saper votare. A Belmonte Castello, Boville Ernica, Fontana Liri, Trevi nel Lazio, gli elettori hanno detto no ai sindaci che chiedevano il terzo mandato: è quasi il 50% del campione chiamato al voto domenica e lunedì.
Allo stesso modo, la riflessione sulle coalizioni spurie appare sempre più priva di fondamento. Lo dimostra il risultato di Pontecorvo dove sarebbe stato molto difficile allestire una coalizione più trasversale. Gli elettori hanno gli occhi più aperti di quanto si creda: Lega e Movimento 5 Stelle hanno governato insieme il Paese, se lo hanno potuto fare loro perché non si può fare a Pontecorvo, Ferentino, Veroli…? Il Governo di Mario Draghi ha raggiunto campi ancora più larghi. Se era lecito lì perché non dovrebbe esserlo sui territori?
Il dato più interessante trasversalmente è la forza del civismo: da Pontecorvo a Cervaro, le coalizioni trasversali costruite attorno a programmi e persone piuttosto che a simboli di partito continuano a dominare la scena amministrativa ciociara. È una tendenza che dura da anni. E che non accenna ad esaurirsi.



