Venerdì in Consiglio comunale ad Anagni si dovrebbe fare chiarezza sulle intenzioni della multinazionale danese. Segnali incoraggianti arrivano dal versamento della società al Comune dei fondi previsti per implementare la manutenzione in diverse zone della città. Intanto in municipio gli addetti dell'azienda ritirano le carte per i lavori di ampliamento dell'ex stabilimento Catalent
Resta. Nessuno ha mai detto che se ne andrà. Non ora, non in questa fase, non fino a quando avrà ancora in pancia i contratti ereditati da Catalent e da Bristol Mayers Squibb. Lo stabilimento Novo Nordisk di Anagni per i prossimi anni continuerà ad infialare e blisterare medicinali: non è mai stato in discussione. Ma al tempo stesso non c’è più certezza del maxi piano da 2,5 miliardi di euro per realizzare in Ciociaria il polo europeo dei farmaci dimagranti. E questo richia di avere ripercussioni rapide proprio sul Comune di Anagni. (Leggi qui ).
La certezza potrebbe arrivare nel prossimo Consiglio comunale programmato venerdì mattina alle 9. Un’assise che verterà soprattutto su un punto: l’approvazione di una sostanziosa variazione di bilancio in entrata di 3,7 milioni di euro. Soldi che saranno utilizzati con ogni probabilità per implementare il programma di manutenzione di diverse zone della città.
Il punto è che i soldi che arriveranno sono stati versati dalla multinazionale del farmaco subentrata da qualche tempo alla Catalent per il progetto di ampliamento della struttura.
Indiscrezioni incoraggianti

Trapelano dettagli interessanti come quello secondo il quale i referenti della Novo Nordisk proprio qualche giorno fa sono arrivati in Comune per ritirare tre borse piene di tavole e documenti relativi, appunto, ai piani di espansione della struttura. Quelli per i quali, come detto, appena venerdì scorso è stata bonificata la cifra di 3,7 milioni di euro.
E quindi in molti hanno pensato: se il denaro è arrivato allora vuol dire che, al di là di tutto, il progetto è ancora in piedi. Lo farebbe capire anche un altro dettaglio: sembra che sia già a buon punto il progetto per la creazione della mensa della struttura che verrà realizzata proprio con una parte dell’investimento da 2,5 miliardi di euro annunciato nei mesi scorsi e dichiarato di strategico interesse nazionale da parte del Consiglio dei Ministri.
I timori di un disimpegno dell’azienda
In mezzo c’è stata la tempesta finanziaria, la crisi legata alla guerra dei dazi messa su dall’amministrazione statunitense, il taglio a livello globale di circa 9000 dipendenti complessivi, l’abbattimento del valore del titolo in borsa.

E, per quanto riguarda Anagni, la sospensione della produzione del Wegovy, il farmaco anti obesità che sembrava dover essere il punto di partenza per la rinascita di tutto il settore. Con conseguente mancato rinnovo dei contratti per una settantina di lavoratori della struttura.
Tutte mosse che avevano fatto tremare, oltre ai sindacati, anche la classe politica locale. Prima era convinta di aver vinto alla lotteria ed ora timorosa di fronte alla eventualità di dover spiegare che il sogno della multinazionale si era dissolto all’alba.
I soldi versati tengono viva la speranza

Chiariamo: la decisione di Novo Nordisk di bonificare al comune di Anagni 3,7 milioni di euro non significa per forza che la crisi è rientrata e che le cose andranno tutte a posto. Anche perché per la multinazionale danese 3,7 milioni di euro rappresentano una cifra irrisoria rispetto alle potenziali del gruppo ed agli investimenti previsti.
Resta il fatto che, almeno a giudicare da quello che verrà ratificato in Consiglio venerdì, l’investimento sembra ancora in piedi. Una speranza sulla quale puntano in molti.

















