Oltre il restyling: la vera sfida di Isola del Liri per il 2044

Calo dei residenti, giovani in fuga e boom di b&b: l’analisi dei dati e le strategie del nuovo Piano Urbanistico per invertire la rotta. Così Isola del Liri prova a trasformare il centro storico da guscio vuoto a motore dello sviluppo.

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

Presentare un Piano Urbanistico a una città non è mai un compito semplice: si parla di regole, mappe e prospettive a lungo termine che spesso ai cittadini appaiono astratte. È per questo che durante l’incontro al Teatro Stabile — organizzato dall’amministrazione comunale di Isola del Liri e dal gruppo di lavoro guidato dal professor Simone Ombuen — la presentazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG) e della “Carta Sociale del Paesaggio” è stata accompagnata dal progetto di restyling di Corso Roma.

Il lavoro sul Corso è stato mostrato come primo esempio concreto di come il nuovo Piano cambierà il volto della città.

Il primo banco di prova: i lavori su Corso Roma

Il rendering dei lavori su Corso Roma ad Isola del Liri

Al di là dei cantieri imminenti su Corso Roma (che vedranno una nuova pavimentazione in pietra, niente più dehors e una diversa gestione dei parcheggi), il cuore della sfida sta nei numeri presentati dagli urbanisti. I dati mostrano un quadro sociale e demografico che richiede interventi urgenti e su questo si sta lavorando. Cosa significa?

Accanto a mattoni, volumi, metri quadri, c’è un’analisi che dice dove sta andando la città: o meglio i cittadini. A cosa serve? Non ha senso progettare una città diversa sul piano urbanistico se non si sa in quale direzione sta andando lo sviluppo della popolazione. Chi saranno gli abitanti di Isola del Liri tra dieci, venti e trent’anni? Quali esigenze avranno, di quali servizi avranno bisogno? Come deve trasformarsi la città per essere a misura di cittadino?

Il vero nodo politico ed economico emerso dalla presentazione del PUCG sta nei dati strutturali emersi dalle analisi dello studio di piano. Il quadro conoscitivo e le proiezioni dell’Agenda per lo Sviluppo Urbano Sostenibile delineano per Isola del Liri uno scenario al 2044 estremamente complesso. La demografia svela un comune segnato da un invecchiamento accentuato, con un’età media di 48 anni e un indice di vecchiaia al 232%, a fronte di una proiezione che prevede entro il 2044 la perdita di ulteriori 1.887 residenti (un calo del 18,1%), appesantita da una contrazione delle donne in età riproduttiva vicina al 27% e dalla fuga costante di circa 70 giovani laureati all’anno.

Il suolo consumato

A queste dinamiche demografiche si intreccia il grande tema urbanistico del consumo di suolo e della gestione del patrimonio edilizio esistente. Tra il 2006 e il 2024 il suolo consumato a Isola del Liri è salito al 20,32% del territorio comunale (325,30 ettari), portando l’indicatore pro-capite a oltre 306 metri quadri per abitante in un periodo di forte contrazione della popolazione residente.

Cosa significa? “Suolo consumato“ è la quota di territorio che ha perso la sua natura originaria (agricola, boschiva, naturale) perché è stata coperta da costruzioni, strade, capannoni, parcheggi, edifici: in pratica, cementificata o comunque resa impermeabile.

A Isola del Liri, tra il 2006 e il 2024:

  • Il 20,32% di tutto il territorio comunale è ormai suolo consumato. È un quinto abbondante dell’intero Comune (campagne, centro urbano, periferie, tutto compreso).
  • In termini assoluti, sono 325,30 ettari: più o meno l’estensione di 450 campi da calcio.
  • Il dato più significativo è quello pro-capite: dividendo il suolo consumato per il numero di abitanti, si superano i 306 metri quadri a testa (una casa di media grandezza, moltiplicata per ogni singolo residente).
Il Corso di Isola del Liri

Il punto critico sta nel fatto che questo indicatore pro-capite non è salito solo perché si è costruito di più, ma anche perché la popolazione è calata. Quando il numero di abitanti scende ma la superficie cementificata resta uguale (o cresce comunque), il rapporto suolo-consumato/abitante peggiora due volte: sale il numeratore (più cemento) mentre scende il denominatore (meno persone). È il classico caso di un territorio che continua a occupare spazio anche mentre si spopola: un consumo di suolo che non risponde più a un bisogno abitativo crescente, ma prosegue comunque.

Case vuote e la metamorfosi turistica

Parallelamente, le rilevazioni sul patrimonio abitativo indicano un raddoppio delle abitazioni non occupate nell’ultimo decennio (salite a 1.611 unità). Ed anche un progressivo e drastico svuotamento del centro storico, dove la quota di residenti occupanti edifici è crollata dal 16,7% del 1991 al 1,7% del 2021.

Una delle schermate del Piano

A questo si affianca una profonda mutazione nell’uso e nella funzione del patrimonio immobiliare. Se da un lato le abitazioni storiche occupate da residenti sono crollate, dall’altro la vocazione del centro si è rapidamente convertita all’accoglienza turistica extra-alberghiera, con le strutture ricettive brevi e B&B schizzate da appena 4 a ben 47 attività registrate. In piccolo, è lo stesso fenomeno che sta avvenendo a Roma, Firenze e nelle grandi città turistiche: la popolazione cala, le case abitate fino a poco tempo fa dalle persone anziane rimangono vuote e gli eredi le mettono a reddito trasformandole in B&B.

Un boom che da un lato sostiene l’economia dei servizi, ma dall’altro rischia di accelerare la patrimonializzazione turistica a discapito della residenzialità stabile nel cuore del borgo. È su queste contraddizioni di fondo che il nuovo PUCG si gioca la sua reale efficacia. Per evitare quello che è successo nelle grandi città: se tutte le case diventano residenze turistiche restano pochi tetti per chi vuole abitare e gli affitti schizzano alle stelle.

I pilastri del piano

Il parcheggio Trito di Isola del Liri

Il nuovo PUCG nasce infatti proprio per provare a invertire questa rotta. Il Piano prevede interventi su più fronti: l’adeguamento alle norme paesaggistiche regionali, la riduzione delle altezze dei palazzi in alcune zone, la sistemazione della viabilità e la realizzazione di opere importanti.

Tra queste ci sono la nuova caserma dei Carabinieri, i nuovi uffici INPS e l’area di sosta per la ASL. A questo si aggiunge la scommessa del “Parco delle Energie”, un’opera di rigenerazione destinata a riconvertire l’antica archeologia industriale delle cartiere lungo l’asse del Liri in un corridoio ecologico e di produzione rinnovabile, allineando il comune alle severe direttive europee sul ripristino della natura.

Oltre la forma: la vera sfida

La presentazione del Piano Regolatore

Parlare dei lavori pratici su Corso Roma è servito a dare un’idea immediata del cambiamento ai commercianti e ai cittadini presenti in sala ed alla città in generale. Tuttavia, l’efficacia reale del lavoro della giunta Quadrini non si misurerà soltanto sull’impatto estetico di una strada sistemata.

La vera partita del Piano Regolatore si giocherà sulla capacità di ripopolare il centro storico, fermare la fuga dei giovani e creare le condizioni per far rinascere l’economia locale. Senza queste risposte, anche la piazza più bella rischia di rimanere soltanto un guscio vuoto.