Critiche diffuse e continue all’amministrazione, ma nessuna strategia comune. L’opposizione si muove su più fronti senza coordinarsi, mentre Mastrangeli resta l’unico riferimento solido in vista delle Comunali.
L’opposizione a Frosinone da qualche tempo corre, si agita, alza la voce, critica. Ma non marcia. E soprattutto non marcia unita. È questa, in estrema sintesi, l’istantanea che emerge dal dibattito politico nel capoluogo: un iperattivismo critico verso l’amministrazione Mastrangeli diffuso, costante, puntuale, quasi febbrile. Che però continua a consumarsi in ordine sparso.
E mentre i consiglieri di opposizione incalzano la giunta, il sindaco lavora, osserva e, soprattutto, valuta quello che potrebbe essere lo scenario con il quale confrontarsi tra dodici mesi nella corsa a fare il sindaco del capoluogo. Lui ci sarà sicuro ai nastri di partenza. Per gli altri, al momento, solo ipotesi.
Pizzutelli che parla alla pancia

Il fronte di opposizione più strutturato è evidentemente, per numeri, quello del Partito Democratico.
Il consigliere Dem record di preferenze Angelo Pizzutelli torna a battere sul tema della mobilità urbana, terreno su cui l’amministrazione si gioca una fetta consistente della sua credibilità. Nel mirino, le scelte sul trasporto, sulla viabilità e sul convitato di pietra: il BRT. Sempre lui, più divisivo del gruppo WhatsApp delle mamme della scuola.
La proposta di Pizzutelli all’amministrazione Mastrangeli è chiara, quasi un manifesto politico alternativo: mettere da parte il BRT e convergere sul potenziamento del trasporto pubblico locale. Una linea che prova a spostare il dibattito dall’infrastruttura, ritenuta inutile, alla sostenibilità. Di fatto, una battaglia che parla alla pancia di chi resta imbottigliato ogni giorno nel traffico del capoluogo.
Opposizione su tutti i fronti, ma senza coordinarsi

La maggioranza viene incalzata anche dal consigliere della lista del Sindaco Anselmo Pizzutelli, che chiede — rivolgendosi anche al Prefetto — un rafforzamento dello storico presidio dei Carabinieri allo Scalo, segnalando una crescente domanda di sicurezza in una delle aree più sensibili della città. Un segnale che non è solo amministrativo ma anche politico: la sicurezza resta uno dei temi più mobilitanti.
Sul versante civico, la coppia Teresa Petricca e Giovanbattista Martino del gruppo FutuRa non lascia praticamente nulla fuori dal perimetro della critica: BRT, scuola Pietrobono, centro storico, discarica di via Le Lame, fino ai dossier più divisivi come forno crematorio, piste ciclabili e rifiuti.
Rivendicano anche la «primogenitura» politica delle contestazioni sul Bus Rapid Transit, quasi a voler marcare una leadership tematica nell’opposizione. Della serie: «noi lo dicevamo quando gli altri ancora prendevano le misure».
La riunione del Gruppo

Nel frattempo, il neo segretario cittadino dem Stefano Pizzutelli ha riunito i consiglieri del PD — Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi — per iniziare a costruire una strategia in vista delle comunali del prossimo anno.
Il tema dirimente è capire se dentro il Gruppo esistano aspirazioni di candidature credibili e condivise per la corsa a sindaco. Il PD sa che non può arrivare all’appuntamento elettorale al buio: deve decidere se la spinta propulsiva deve venire dall’interno, o se bisognerà guardare fuori. Tradotto: se bisogna convergere sul candidato sindaco del PSI Vincenzo Iacovissi.
Due blocchi paralleli e un paradosso
Tutto questo generale attivismo — dove però il «tutto» non fa mai rima con «insieme» — certifica una circostanza oggettiva: la campagna elettorale per le elezioni del 2027 è già iniziata. Il dato politico più rilevante, però, è un altro. Più si va avanti, più l’area alternativa a Mastrangeli sembra dividersi in due blocchi distinti. Un’area di centrosinistra più radicale, ancora alla ricerca di una sintesi vera tra PD e PSI — e non è detto che la trovi. E un’area moderata e trasversale, dove convivono pezzi di Forza Italia, FutuRa e Lista Mastrangeli, e che potrebbe rappresentare il naturale approdo anche per l’ex sindaco Domenico Marzi.

Appare difficile, infatti, immaginare che Marzi possa sostenere l’anno prossimo un candidato sindaco espressione diretta del PD. Molto più plausibile un’operazione civica larga, capace di parlare anche ai delusi del centrodestra. Due rette parallele destinate a non incontrarsi. Almeno per come si stanno mettendo le cose.
Il risultato è un paradosso politico evidente: mai come oggi l’opposizione all’amministrazione Mastrangeli è attiva, presente, rumorosa. Ma proprio questa moltiplicazione delle iniziative individuali finisce per indebolirne l’impatto complessivo. Più l’opposizione si muove, più Mastrangeli appare fermo e solido. E in politica, come negli scacchi, non vince chi muove di più, ma chi muove meglio.
Manca un’iniziativa condivisa, manca una protesta unitaria, manca una visione comune. Manca, soprattutto, un progetto alternativo di governo della città riconosciuto da tutti.
Come diceva lo scrittore francese Paul Claudel: «L’ordine è il piacere della ragione, ma il disordine è la delizia dell’immaginazione». Il sindaco si gode la «delizia» del disordine altrui. Fino a quando l’opposizione sarà un coro di solisti, Mastrangeli resterà il direttore d’orchestra di una città che, pur tra mille difficoltà, non vede ancora un’alternativa solida all’orizzonte.



