“Pacta sunt servanda”: Mattia rompe il silenzio, FdI si spacca a Frosinone

Lo scontro nel Direttivo di Frosinone di Fratelli d'Italia. Da un lato Mattia e dall'altro Tagliaferri. Uno scontro che rischia di terremotare l'amministrazione Mastrangeli

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Pacta sunt servanda”  è un’espressione latina che significa “i patti devono essere rispettati“. È un principio fondamentale del Diritto, sia Civile che Internazionale: sottolinea l’importanza di onorare gli accordi e le obbligazioni assunte. E se vale nel Diritto, a maggior ragione vale in politica. A qualsiasi latitudine.

Lo sa bene il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia:  farà di tutto per far onorare quel patto a coloro che l’hanno sottoscritto con lui. E non c’è il minimo dubbio su questo.

Il passo di lato chiesto a Mattia

Aldo Mattia (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

Il patto venne sottoscritto qualche mese fa, quando a Frosinone non si riusciva a  trovare la sintesi  tra la componente FdI che fa capo all’onorevole Aldo Mattia e quella che fa riferimento all’ex Coordinatore cittadino ed oggi presidente della partecipata dal Ministero della Cultura AlEs SpA Fabio Tagliaferri, per celebrare un Congresso unitario nel Capoluogo (cosi come chiesto in tutta Italia da Giorgia Meloni). Per arrivare all’elezione della Segreteria del circolo di Fratelli d’Italia, venne chiesto ad Aldo Mattia di fare un passo di lato e come contropartita gli venne assicurato che nell’arco di poco tempo avrebbe espresso una sua figura di riferimento nella Giunta del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli.

Quella cambiale consegnata a Mattia è stata il necessario via libera per la celebrazione del Congresso in modo unitario e per l’elezione a Coordinatore cittadino dell’assessore  FdI Alessia Turriziani. (Leggi qui: Si all’intesa anche a Frosinone: Turriziani Coordinatrice, Simoni assessore).

Sono passati poco meno di quattro mesi da quella stretta di mano virtuale e nessuno dei sottoscrittori di quel titolo di credito politico si è ricordato di onorarlo.

Il memorandum di Mattia

Alessia Turriziani

Se ne è ricordato però l’onorevole Aldo Mattia e lo ha fatto presente, anche se non direttamente ma in una forma politica molto sottile, durante l’ultimo direttivo del circolo cittadino di FdI. Per capire , bene, cosa è successo realmente venerdì sera, bisogna partire per forza di cose da qui.  

Nel corso della riunione dei Fratelli d’Italia il clima è stato tutto fuorché cameratesco. L’onorevole Aldo Mattia ha sollevato due obiezioni di rilievo sulla gestione del Partito e sulla qualità delle deleghe assessorili, innescando una vera e propria deflagrazione interna: cinque componenti, compreso Mattia, hanno abbandonato la sala. E con loro anche l’idea di una serata pacifica.

Sullo sfondo due posizioni chiare e allo stato inconciliabili. Quella di Fabio Tagliaferri e della sua componente, molto più filo governativa, che non vede di buon occhio un azzeramento della Giunta e che è disponibile ad arrivare fino al termine della consiliatura con una maggioranza trasversale, con componenti di centrodestra e di centrosinistra. Di fatto quella attuale in aula dei 16 consiglieri comunali. Che però non sono sufficienti per celebrare il Consiglio comunale in prima convocazione: ne servono 17.

Tagliaferri con Mastrangeli

Fabio Tagliaferri

Questo è uno dei tanti paradossi di questa travagliata consiliatura. Per iniziare i lavori d’Aula serve il  supporto, fondamentale e strategico, del Gruppo dell’ex sindaco Pd Domenico Marzi. Che, con la presenza dei suoi in Consiglio comunale e con il voto di astensione (quando serve)  consente di approvare tutte le delibere.

Marzi in questo momento è necessario a Mastrangeli come il wi-fi nelle zone dove non c’è copertura telefonica. Impossibile farne a meno. La posizione di Tagliaferri è la stessa del sindaco. Lo hanno capito anche le poltrone del Consiglio.

Dall’altra c’è la posizione più barricadera dell’onorevole Aldo Mattia. Che, da un lato, spinge per un azzeramento o rimpasto di Giunta, al fine di reclamare un suo assessore di riferimento nell’esecutivo. Mentre dall’altro fa un ragionamento squisitamente politico. Vorrebbe rimettere le cose a posto riportando gli equilibri politici interni così come stavano nel 2022. Mattia propone un confronto con Forza Italia, Lega e Lista Mastrangeli per ridefinire una maggioranza “vera” reale e soprattutto naturale: quella del centrodestra tradizionale di governo, nazionale e regionale.

Oggi e soprattutto in prospettiva Frosinone 2027, quando si tornerà a votare per eleggere sindaco e consiglio Comunale

La coalizione innaturale

Domenico Marzi e Riccardo Mastrangeli

Per Mattia quella attuale, con “pezzi” di centrosinistra e con Domenico Marzi diversamente maggioranza, è una coalizione innaturale. Un vulgata riferisce una ulteriore chiave di lettura: dentro FdI è già iniziata anche la volata per essere il candidato sindaco del centrodestra. Con buona pace di Mastrangeli e nonostante il suo 56% di gradimento da parte dei cittadini, comunque difficile da ignorare per chiunque. Ora per allora. 

Mastrangeli, in ogni caso, rischia adesso di fare la fine del vaso di coccio in mezzo ai due vasi di ferro. Non a caso, per la seduta del 31 luglio sull’assestamento di Bilancio, il primo cittadino ha imposto la presenza obbligatoria a tutta la sua maggioranza: altro che ferie estive o legittimi impedimenti. Nessuno può chiamarsi fuori in questo momento. Quando il gioco si fa duro…

Se Fratelli d’Italia voleva mandare un messaggio di unità, ha scelto un metodo piuttosto creativo: dimostrare che all’interno del Partito il dibattito è vivo. Persino troppo. 

Mastrangeli dovrà fare da mediatore, prestigiatore e forse anche terapista di gruppo per mantenere salda la sua maggioranza. Non c’è pace tra gli ulivi.