L’ex sindaco accusa i consiglieri leghisti di boicottare l’opposizione a Formia: “Un piede in due scarpe e il cappello in mano”. Elogia persino Cardillo Cupo: “Almeno è coerente”. Il PD condivide ma temporeggia.
La pazienza, si sa, non è infinita. E quella di Paola Villa si è esaurita in riva al mare, sull’onda lunga dell’ultima domenica d’estate nel sud pontino. L’ex sindaco di Formia ha scelto il sole di settembre per sganciare un siluro politico destinato a far esplodere – o quantomeno frantumare – la fragile coesione delle minoranze consiliari.
Nel mirino della professoressa di scienze naturali, oggi capogruppo di “Un’Altra Città-M5S”, c’è il gruppo consiliare della Lega. Il j’accuse è pesante: “Si comportano meglio degli struzzi – ha attaccato – ma con il loro silenzio stanno impedendo a chi è stato votato per fare opposizione di svolgere il proprio compito. Di fatto sono diventati una protesi della maggioranza Taddeo-Cardillo Cupo”.
Protesi della maggioranza

Ma che c’azzecca la Lega con le altre opposizioni del cosiddetto Campo progressista? Nulla, o quasi. È la domanda che rimbalza tra i banchi del consiglio comunale di Formia e che Paola Villa, senza troppi giri di parole, trasforma in una requisitoria politica. Nel suo mirino ci sono i consiglieri del Carroccio: Antonio Di Rocco, Amato La Mura e Nicola Riccardelli. Per l’ex sindaco, il loro comportamento non lascia spazio a dubbi: “Si sono trasformati in una protesi della maggioranza. E nemmeno troppo discreta. Del loro silenzio dovrebbero rendere conto, prima a se stessi e poi ai cittadini che li hanno mandati in aula per fare opposizione, non da tappezzeria”.
È un’accusa durissima, che fotografa con parole al vetriolo il malessere crescente all’interno delle minoranze. Per Villa, l’inerzia della Lega equivale a una complicità. E da l suo punto di vista, in una città che arranca tra bilanci in affanno, cantieri nel mirino e ospedali in attesa, chi tace — o finge di opporsi — finisce per avallare.
L’origine del tutto

Ma dove nasce tutto questo livore politico? Lo scorso maggio Paola Villa, i consiglieri del Pd Luca Magliozzi ed Alessandro Carta con il capogruppo di “Guardare oltre” Imma Arnone proposero un Ordine del Giorno da discutere in Consiglio comunale, Conteneva le più disparate tematiche: dalla gestione della municipalizzata Futuro Rifiuti zero al progetto della strada Pedemontana, da una verifica sulla correttezza di alcuni lavori pubblici finanziati dai fondi del Pnrr alla circostanza (all’epoca) che la Giunta deliberasse con la metà dei suoi componenti. Dalla paralisi in cui si è trovato il Coises (il Consorzio Pubblico sulla Gestione delle Politiche Sociali) di cui il Comune è ente capofila alla manutenzione ordinaria della città passando per il futuro dell’ospedale “Dono Svizzero” in attesa della realizzazione del Policlinico del Golfo.
Non se ne fece nulla essenzialmente per una ragione: per convocare in via straordinaria il consiglio comunale di Formia servono – secondo il suo Regolamento – “almeno cinque firme” ed a maggio – come ora – le minoranze di centrosinistra ne hanno a disposizione quattro. La Lega – che siede altrettanto all’opposizione – non sottoscrive e non partecipa. Così, i 4 voti Prog sono insufficienti per fare opposizione sugli argomenti cardine della città. Nemmeno è possibile spostare il dibattito nelle Commissioni consiliari: si riuniscono solo se la maggioranza ha premura di acquisite il parere – laddove richiesto – su una propria delibera.
Nel dimenticatoio

L’estate e le vacanze hanno spedito nel dimenticatoio questa conflittualità esistente da tempo nelle minoranze. È stata acuita da quando i consiglieri Villa, Arnone, Magliozzi e Carta hanno chiesto ed ottenuto un’audizione presso la segreteria del prefetto di Latina lamentando la scarsa agibilità democratica nel Consiglio comunale di Formia. E l’uso distorto dei social dell’ente, utilizzati – secondo i quattro Consiglieri – per demonizzare e attaccare anche e soprattutto sul piano personale gli stessi rappresentanti delle opposizioni
Il Gruppo consiliare della Lega non è andato a quell’incontro. Fornendo una doppia e (contradditoria) versione: di non essere stato informato e di ritenere “inutile” quell’audizione.
Per questo l’ex sindaco Villa ha deciso di rompere gli indugi. Perché qualcosa è successo dallo scorso primo settembre in poi. C’è stato il tentativo di riallacciare un dialogo: su whattsapp, nella chat dei consiglieri di opposizione, il capogruppo Dem Luca Magliozzi ha fatto da apripista coinvolgendo il consigliere leghista Riccardelli. Ecco la risposta ricevuta: “Ciao Luca, buon pomeriggio. Ne parliamo un pò tra di noi , e proporremo anche noi qualche odg”.
A bussare per chiedere la firma mancante è stata la stessa professoressa Paola Villa rivolgendosi al collega Amato La Mura. Più stringata e promettente è stata la risposta ricevuta: “Ok”.
Tempo perso

Che si stesse perdendo tempo è stato chiaro dopo la trasmissione alle minoranze della documentazione per l’approvazione del rendiconto sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, adempimento da approvare entro la fine di settembre. Paola Villa il 13 settembre ha lanciato – sempre su whattsapp – un altro siluro sui Consiglieri leghisti.
Lo ha fatto scrivendo:”...Naturalmente nessuna risposta per la richiesta sulla firma dell’odg su questo gruppo ( tranne che per i soliti). Ovviamente sempre a “intostare acqua” e far credere di essere opposizione. Qualcuno dovrebbe avere più dignità politica e innanzitutto ammettere che non ha alcun interesse di “dar fastidio” a Taddeo, Cupo & Company. Qualcuno dovrebbe avere più dignità politica e interessarsi di quanto stia accadendo sul nostro territorio. Oggi è arrivato il solito documento al bilancio e quindi tutto slitta…Beh se questo voi lo chiamate “fare politica” vi faccio i miei migliori auguri, intanto resto a godermi la mia libertà e la mia dignità. Buona giornata”
A fare il resto sono state le dichiarazioni rilasciate dall’ex primo cittadino domenica sera: “Quando io ho guidato il comune di Formia l’allora Gruppo della Lega si è inventato l’impossibile contro di me, anche sull’autorizzazione dei totem pubblicitari sui marciapiedi di via Vitruvio….C’è una via Rotabile che è diventata una gruviera e la Lega non interviene e, a causa del suo comportamento ostruzionistico, impedisce a noi altri di farlo . Nessun commento su cantieri discutibili aperti nelle frazioni di Maranola, Trivio e Castellonorato. Il comune di Ventotene esce dall’assemblea dei soci della Frz, vi aderisce in silenzio quello amico di Santi Cosma e Damiano ed il Consiglio comunale non ha la possibilità di esprimersi perché qualcuno ha deciso di stare con un piede in due scarpe”.
Di Rocco nel mirino

L’attacco più feroce l’ex sindaco di Formia l’ha rivolto al capogruppo del Carroccio Antonio Di Rocco, capo della segreteria particolare sino ad un mese fa dell’assessore regionale alla cultura Simona Baldassarre. E poi chiamato dal sottosegretario al Mef e vice segretario nazionale della Lega Claudio Durigon a guidare il suo staff.
“Negli sgoccioli del mio mandato proposi la pubblicizzazione del servizio della sosta a pagamento ed il consigliere, strappandosi quasi le vesti, definì la soluzione una iattura per il comune. Attendo al varco Di Rocco quando tra un mese scadrà l’appalto con l’attuale concessionario, la K City. È una società che si è dimostrata magnanima con la conferma delle assunzioni della precedente società appaltatrice. Lo prevede la legge…”
L’affondo politico è al color bianco: “Questi della Lega mi sembra che stanno con il cappello in mano. Sono in attesa di ricevere qualcosa ma rivedessero le loro aspettative. Quasi quasi… – ha concluso Paola Villa – devo elogiare l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo per la sua linearità politica. Sappiamo come è fatto, presiede il Consiglio comunale nell’ambito di un accordo politico tra i Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il comportamento politico della Lega ha subito una metamorfosi che necessita di una consulenza di uno psicoanalista”.
Il freno Dem

Lo strappo – perché tale è – di Paola Villa ha trovato reazioni tiepide da parte del Partito Democratico. Se i Dem avessero condiviso il contenuto, avrebbe atteso un’altra settimana prima di rompere. È chiaro che nelle minoranze non c’è un pensiero comune: perché allora dovrebbe esserci un’azione comune?
Al tempo stesso, la Lega rischia l’isolamento anche con l’asse Forza Italia – Fratelli d’Italia. Infatti, il sindaco di Formia ha ricompattato la sua Giunta nominando recentemente tre assessori e nessuno di loro è di osservazione leghista.
Il Carroccio formiano, totalmente al seguito del sottosegretario Claudio Durigon, è nato sulle macerie dell’Udc. Tra meno di due anni si vota per il rinnovo del Consiglio comunale di Formia e nessuno della Lega ha deciso di camminare sulle proprie gambe. Nessuno ha preso esempio dall’uomo che rese l’Udc il fulcro della politica nel Golfo: l’ex sindaco e senatore centrista Michele Forte. Dava del “tu” alla politica ed aveva un portafoglio gonfio di voti. Tanti voti.



