Ceccano, trasparenza e “patti”: il regolamento passa unanime, l’acqua divide. E tra video di Conti e foto con Aversa riparte il chiacchiericcio
Il Patto: cittadini e Comune “insieme”
Partiamo dalla scena più nitida: unanimità. Il Consiglio comunale di Ceccano ha approvato il regolamento che disciplina i Patti di collaborazione tra Comune e cittadinanza attiva per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa di beni e aree verdi comuni. Una scelta che l’Amministrazione del sindaco Andrea Querqui rivendica come “seria e condivisa”, costruita anche con il lavoro in Commissione Patrimonio (due passaggi tra novembre e gennaio) e con un ringraziamento non rituale al presidente Mariano Ranieri ed ai componenti: Emiliano Di Pofi, Mariano Cavese, Ginevra Bianchini, Manuela Maliziola.

L’assessore Alessandro Ciotoli la incornicia con la Costituzione in mano: l’articolo 118, quarto comma, quello che parla di sussidiarietà e di iniziativa dei cittadini per attività di interesse generale. E la lega alla scuola “Labsus” ed al lavoro del professor Gregorio Arena, che da anni ha fatto circolare in Italia il modello dell’“amministrazione condivisa”. Qui il messaggio politico è chiaro: non è una bandierina, è una cerniera. Uno strumento “cucito addosso” alla città, nato – dice Ciotoli – da un confronto collegiale che ha rafforzato il testo.
E poi la frase che fa discutere (e infatti resta in testa): «Un modo per costruire felicità». Non quella da manifesto, ma quella “concreta”, fatta di luoghi vissuti, comunità attiva, appartenenza. Con un elenco di principi che sembra un decalogo di buon governo: fiducia reciproca, trasparenza, responsabilità, inclusione, sostenibilità, autonomia civica, prossimità. E un invito esplicito: lo spazio è aperto a cittadini, associazioni, scuole, comunità.
L’acqua in chiaro

Subito dopo, il Comune cambia registro ma resta sullo stesso tema: servizi essenziali e trasparenza. L’Amministrazione rende pubbliche le analisi Acea Ato5 sulla qualità dell’acqua potabile (Secondo semestre 2025) e promette che lo farà “ogni volta” che riceverà i risultati.
Nel comunicato vengono spiegate le 5 Zone di Distribuzione (ZDF) che servono Ceccano e soprattutto viene messo in evidenza ciò che, qui, pesa sempre più di ogni altro parametro: l’arsenico. La nota del Comune sottolinea che i valori rilevati risultano sempre inferiori al limite di 10 µg/L, con il dettaglio tecnico del trattamento di dearsenificazione attivo nell’area Pozzi Fabrateria Vetus. E ribadisce la conformità ai limiti del D.Lgs. 18/2023, l’assenza (o conformità) dei principali indicatori microbiologici, i controlli su sorgenti, pozzi, serbatoi e rete, oltre al monitoraggio anche su PFAS, pesticidi e interferenti endocrini.
Il sindaco Andrea Querqui la mette sul piano politico: “non è un gesto straordinario, è ciò che un’amministrazione responsabile deve fare”.
La replica di Liburdi

E qui entra la contro-scena. Il presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, Rino Liburdi, prende quel comunicato e lo rigira come un guanto. Dice che quella “trasparenza” è singolare, che i dati erano già pubblici da sempre sul sito Acea e che basta digitare il Comune nella sezione dedicata. E aggiunge la stoccata più pesante: il dubbio se certi comunicati nascano “in malafede e con furbizia” oppure per una “superficialità che lascia senza parole”. Poi avverte: l’opposizione non rinuncia al ruolo ricevuto dagli elettori e spera che esistano cittadini, anche di quelli che hanno votato l’amministrazione, che “non vogliono essere presi in giro”.
Tradotto: il Comune rivendica la scelta di “mettere in chiaro” un tema sensibile; l’opposizione sostiene che sia un “copia-incolla” della normalità, spacciato per novità. In mezzo, resta una domanda politica che pesa: pubblicare è trasparenza, o è trasparenza anche spiegare cosa cambia davvero per i cittadini?
I video, l’asfalto e la foto che fa chiacchierare

Nel frattempo, mentre si litiga sulle parole, Ceccano fa ciò che le riesce meglio: commentare le immagini. Da un lato l’assessore Giulio Conti, che qualche giorno fa si è affidato a un video per mostrare l’avanzamento dell’asfalto a Colle Leo Basso, cioè nel suo storico bacino di voti: cronaca da cantiere, con inquadratura sugli operai.
Dall’altro, una foto che non è passata inosservata: Querqui, Conti e Paolo Aversa (minoranza) nello stesso scatto. E a Ceccano una foto non è mai solo una foto: è un “segnale”, è un “forse”, è materiale da bar, in tutti i sensi. Qualcuno ci legge un Aversa che “strizza l’occhio” all’amministrazione; qualcuno ci vede già un film proiettato troppo in avanti, con il finale scritto alle prossime comunali.
Forse è presto. Ma intanto la pellicola gira: e in politica il chiacchiericcio è spesso la prima forma di previsione.



