Pd, De Angelis: “Nuova alleanza per tornare a vincere”

Il presidente del Pd del Lazio manda una serie di segnali al Partito. Sulle candidature e sulla pace interna. Sulla necessità di ricostruire l'unità del centrosinistra. I segnali al M5S ed ai Socialisti. Ma anche quelli ad uso interno.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

Segnali precisi. Per tutto il Partito Democratico. Le scaramucce su Roma e le politiche coloniali sulle Province, il ruolo di Nicola Zingaretti e quello di chi è rimasto a piedi nonostante i 15mila voti portati alle scorse regionali. La necessità di non ripetere gli errori fatti un anno fa e tornare allora a costruire un dialogo con il Movimento 5 Stelle. Ma anche con i Socialisti e tutte le forze del centrosinistra. Francesco De Angelis è il presidente del Partito Democratico del Lazio. Doveva far parte della pattuglia che puntava a Bruxelles, Il Segretario Regionale Daniele Leodori e l’ex Governatore Nicola Zingaretti erano favorevoli: poi hanno prevalso altre logiche. Lui non ha parlato.

Sabato scorso Daniele Leodori ha lanciato alcuni segnali strategici per il futuro del Partito Democratico, non solo ne Lazio. Oggi l’uomo che guida insieme a lui il Pd rompe il silenzio. E manda a sua volta altri segnali, altrettanto importanti.

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Presidente Francesco De Angelis, lei ed il Segretario Regionale Daniele Leodori siete stati eletti al termine di un Congresso senza listoni costruiti a tavolino ma ci si è contati. Il che ha definito un nuovo equilibrio: solido perché basato sui numeri. Che ora viene messo in discussione. C’è chi non esclude di rivedere la candidatura del sindaco Gualtieri su Roma e questo sta facendo vacillare gli equilibri in tutto il Lazio.
Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri

Il voto alle Europee aiuterà anche Roma: io non vedo tensioni nel Partito, Roberto Gualtieri sta facendo un ottimo lavoro, è il nostro sindaco e tutto il Pd lo sostiene con forza e convinzione”.

Nicola Zingaretti ha nel cassetto il sogno di fare il sindaco di Roma. Se supera i centomila voti e sfonda nella Capitale per voi diventa una risorsa o un problema?

Nicola è già candidato: adesso l’obiettivo è eleggerlo al parlamento Ue“.

A proposito di Europa, il suo nome non è in lista. Esattamente come non ci sono nomi di candidati pontini e delle altre province del Lazio.

I territori sono la forza del Partito Democratico. La nostra forza sta nei territori, nei nostri sindaci, nella nostra classe dirigente. A questa forza dobbiamo dare voce e rappresentanza. Bene il Segretario nazionale Elly Schlein, il suo lavoro sulle liste ha consentito di mettere in campo una squadra molto forte e soprattutto molto competitiva. Ma non bisogna ripetere gli errori del passato”.

Quindi, un errore c’è stato…

Lo dicono i numeri”.

Cosa dicono i numeri?
La riunione organizzata a Pico dal Segretario Marco Delle Cese

I numeri ci dicono però che c’è l’esigenza non più rinviabile di garantire una rappresentanza istituzionale alle province del Lazio: la destra da questo punto di vista è molto presente. Nonostante questo deficit, noi negli anni ci siamo difesi bene ma possiamo e dobbiamo fare meglio. Il Segretario Schlein sta facendo un buon lavoro: siamo sulla strada giusta”.

Daniele Leodori a Pico durante l’ultima tappa del tour di Nicola Zingaretti in Ciociaria ha detto che in Parlamento, con la morte di Bruno Astorre non c’è più un rappresentante dalle province del Lazio

Pienamente d’accordo ed in sintonia con Daniele Leodori”. (Leggi qui: I due messaggi di Leodori dal fresco di Pico).

Il Segretario Regionale ha lanciato anche un chiaro segnale a non squilibrare l’architettura nata dallo scorso congresso del Lazio.

Prima di tutto l’unità del Partito Democratico. È bene discutere al nostro interno, siamo un grande Partito ed il confronto tra le diverse sensibilità è il segno di una ricchezza. Ma non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo dell’unità del Partito Democratico. Dobbiamo lavorare insieme, uniti per dare più forza al Pd e costruire una larga alleanza di centrosinistra con la quale tornare a vincere e battere la destra. È quello che stiamo facendo: basta conte all’interno del Pd, diamo forza alle idee ed al progetto dell’alternativa”.

Presidente, quando dice “basta conte all’interno del Pd” intende conte con la lettera minuscola o Conte con la maiuscola?”
Giuseppe Conte

Conte serve, i Cinque Stelle servono, l’alternativa passa attraverso un’alleanza solida e robusta con il Movimento 5 Stelle. Le conte che non vanno bene sono le sfide interne al Partito Democratico: la vera sfida è con la Destra non tra di noi perché è la Destra che dobbiamo battere. Bene ha fatto la Segreteria Regionale a dare indicazione di sostegno ad Elly Schlein ed a Nicola Zingaretti, sono la nostra testa di lista. Altrettanto bene ha fatto a lasciare libertà di scelta sulla terza preferenza. Ognuno, per la terza, si sceglie il suo candidato senza che ci sia alcuna indicazione di Partito”.

È sicuro che il Movimento 5 Stelle sia disponibile ad un dialogo di questo genere? Nel Lazio, la scelta di Giuseppe Conte alle scorse Regionali ha liquidato il Campo Largo nonostante i cinque anni di governo fatti insieme.

Non possiamo sbagliare una terza volta: abbiamo regalato la vittoria alla Destra prima alle Regionali e poi alle Politiche. Divisi non si vince, non si va lontano. La prossima volta non possiamo sbagliare e dobbiamo far prevalere le ragioni dell’unità. Perché se siamo uniti siamo più forti. Se siamo uniti, dicono i numeri, vince il Centrosinistra. Lasciamo stare le formule, non mi appassionano: però quello che serve è un’alleanza molto larga, forte e molto solida anche dal punto di vista della condivisione di un progetto politico e di governo. Se facciamo prevalere le ragioni dell’unità ce la possiamo fare. Ed io penso che il voto delle Europee ci aiuterà molto”.

Occorre però recuperare il dialogo con gli altri Partiti del Centrosinistra. Con i Socialisti non parlate da tempo: il Segretario Gian Franco Schietroma non fa più alleanze con voi nemmeno alle comunali, sostenendo che non si costruisce in 10 minuti ciò che non si è voluto costruire in 10 anni.
Vincenzo Iacovissi e Gian Franco Schietroma

I rapporti con gli altri Partiti del centrosinistra sono decisivi. Dobbiamo superare le divisioni del passato e fare un lavoro per rinsaldare su basi nuove l’alleanza di Centrosinistra. Con i Socialisti e con Gian Franco Schietroma dobbiamo aprire una pagina nuova in un rapporto di pari dignità che consenta di far vivere e di esaltare una voce importante della sinistra italiana. Cosi come altrettanto importante è il rapporto con tutte le altre forze di centrosinistra. Discutiamo, sediamoci intorno ad un tavolo e costruiamo le condizioni per una nuova e ritrovata alleanza che sappia esprimere il meglio di ogni singola forza politica. Ed allo steso tempo sappia aprirsi alle forze migliori della società civile.

Prima di costruire un’alleanza con gli altri Partiti dovreste ricostruirla al vostro interno: dov’è l’ex presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, che ha portato oltre 15mila preferenze al Pd nelle scorse Regionali?
Nardella con Pompeo e De Angelis

Antonio Pompeo, sta con noi: sta con il Partito Democratico. Ieri abbiamo fatto il giro della provincia insieme, accompagnando Dario Nardella il sindaco di Firenze candidato a queste Europee. Antonio è una voce importante ed il Pd ha bisogno anche di lui. Anche questo è un segnale. Sono fiducioso, vedo forti segnali di ripresa per il Pd e per l’intera coalizione di Centrosinistra: la luna di miele per il centrodestra è già finita”.

È per la fine della luna di miele che Forza Italia ha mandato nelle ore sorse un altolà al Governatore del Lazio Francesco Rocca? (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di mercoledì 29 maggio 2024).

Forza Italia giocherà un ruolo importante, decisivo. Queste tensioni in regione sono la conferma che qualcosa non va, che qualcosa comincia a non funzionare più bene come prima nel centrodestra. Vediamo cosa succede. Noi, per quanto ci riguarda dobbiamo fare il nostro lavoro e la nostra parte: un’opposizione capace di costruire anche nel Lazio le condizioni per un alternativa forte e vincente”.

A proposito di ‘fare la nostra parte’ dopo anni avete ricostruito i quadri dirigenti della sezione di Frosinone. Lo avete fatto cambiando generazione. Chi guida oggi il Partito non c’era all’epoca delle fratture che da allora vi hanno condannato per tre volte all’opposizione in città.

Abbiamo messo in campo una nuova classe dirigente dando un bel segnale: quando ci sono i giovani c’è futuro. E quando ci sono i giovani si vince”. (Leggi qui: Il Pd ricostruisce il Circolo, Marzi prepara le valigie).

Che partita giocherete alle Provinciali dal momento che il presidente Luca Di Stefano non ha di fronte i mesi di mandato come sindaco necessari per ricandidarsi? La volta scorsa, nei fatti il Pd si è diviso su due nomi.
Foto © Stefano Strani

Noi non sappiamo se ci sarà la riforma delle Province e se ci sarà la riforma della legge elettorale provinciale: sono tutte ipotesi al momento. Ma in ogni caso un dato è certo: Luca Di Stefano sarà comunque della partita ed insieme a Luca continueremo a coinvolgere tutto il movimento civico che ha consentito al Pd ed al centrosinistra di vincere la volta scorsa con Luca Di Stefano le elezioni provinciali. Il rapporto con il civismo è decisivo ed il successo di Luca ne è la dimostrazione: su questa strada dobbiamo andare avanti anche in vista del prossimo appuntamento delle Provinciali”.

A proposito di elezioni, le prossime Comunali hanno già dato due segnali politici: a Cassino l’unità è stata determinante per la costruzione della coalizione, a Veroli i progetti amministrativi travalicano quelli politici.

Alle prossime Comunali in provincia di Frosinone voteranno il rinnovo delle amministrazioni ben 36 Comuni. I più importanti tra loro sono Cassino e Veroli e sapete qual è la novità? Che vincerà il Pd. Abbiamo fatto un ottimo lavoro a Cassino: la forza di Enzo Salera è a dir poco straordinaria, parliamo di un sindaco che ha realizzato lavori importanti come non se ne vedevano dal Dopoguerra, cambiando la città sul piano non soltanto urbanistico ma soprattutto della coesione. Vincerà le elezioni”.

Enzo Salera (Foto: Michele Di Lonardo)

A Veroli abbiamo messo in campo una candidatura giovane ma con una forte esperienza amministrativa e soprattutto un progetto molto largo che ha consentito a Germano Caperna ed al Pd di aprirsi a tante forze della società civile. Un’alleanza civica e molto larga che sono sicuro vincerà le elezioni”.

E poi vedrete anche nei piccoli comuni vinceranno i nostri candidati sindaci e vincerà il Pd. Quindi, nonostante le sconfitte politiche, il Pd resta forte e fortemente radicato nei territori. Sapete perché vinceremo? Perché abbiamo una classe dirigente valida, forte, credibile, rappresentativa. Sono loro la carta che ci ha consentito in questi anni di vincere e battere il centrodestra in provincia di Frosinone”.

Quanto le manca Bruno Astorre, l’ex Segretario Regionale venuto a mancare un anno fa?
Bruno Astorre

Bruno manca tanto, tantissimo. Manca la sua capacità di sintesi, la sua capacità di rapporto. Soprattutto i rapporti umani tra le persone. A me manca il suo sorriso, la sua allegria, la sua grande passione per la politica. Allora forza, al lavoro in questi giorni: vinciamo anche per Bruno”.