Il Congresso del Pd di Cassino si chiude con una mozione unitaria: Lorenzo Vita segretario, Fernando Cardarelli presidente, Walter Bianchi e Francesco Torrice vicesegretari, tutti eletti per acclamazione dopo mesi di tensioni interne tra le correnti.
Il risultato finale smentisce i pronostici della vigilia. Il Circolo del Partito Democratico di Cassino arriva al Congresso unito, con uno schema condiviso e, di fatto, blindato: Lorenzo Vita segretario, Fernando Cardarelli presidente, Walter Bianchi e Francesco Torrice vicesegretari. Una mozione talmente compatta da non aver bisogno nemmeno del voto: tutti eletti per acclamazione.
Una situazione quasi inimmaginabile appena due mesi fa, quando le due principali anime del Partito, AreaDem e Rete Democratica, erano ancora alle prese con un confronto interno che sembrava essersi arenato. Fossilizzato. Al palo.
Poi, quasi all’improvviso, è arrivata la svolta. Le due anime di AreaDem, quelle che fanno riferimento rispettivamente alla Presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo (orientata verso il presidente Pd del Lazio Francesco De Angelis) ed al sindaco Enzo Salera (orientato verso se stesso) hanno messo sul tavolo una sintesi che voleva essere soprattutto una direzione politica: basta guardarsi dentro, è il momento di aprirsi.
Il percorso verso l’unità

Da qui la proposta di Lorenzo Vita alla guida del circolo. Giovane ma già immerso nelle dinamiche politiche cittadine grazie all’esperienza maturata come presidente dell’Anpi e come cronista politico, prima per Ciociaria Oggi e poi per Alessioporcu.it. Una proposta che Vita nelle settimane scorse ha accettato ponendo però una condizione precisa, che ha rallentato l’iter perché occorreva tempo per costruirla: «Accetto solo se il Congresso sarà unitario».
Da quella richiesta è nata la proposta a Rete Democratica di una vicesegreteria da condividere con l’area “Parte da Noi“, che fa riferimento all’ex assessore Danilo Grossi. Un’intesa che, nel giro di poche settimane, ha trasformato un Congresso che sembrava destinato a essere terreno di confronto tra le diverse anime del Partito in una prova di compattezza.
Le parole di Vita

«Fuori da questa sala c’è un mondo che non aspetta i nostri Congressi. C’è un mondo che ci chiede risposte», ha detto Vita nella sua relazione. Un passaggio nel quale il neo Segretario ha richiamato anche le difficoltà legate a Stellantis, per poi indicare una priorità precisa per il circolo cassinate: «Stare nel mondo, non guardarlo da fuori». Perché, ha spiegato, «un Partito che non parla con la società rischia di parlare soltanto con sé stesso. E quando accade questo, nella politica prende il sopravvento l’io sul noi». E ancora: «Se smettiamo di ascoltare, perdiamo qualcosa di più importante di un voto. Perdiamo fiducia. E senza fiducia non esiste politica».
Non è mancata nemmeno una stoccata alle dinamiche interne che, negli ultimi anni, hanno spesso caratterizzato la vita del Pd cassinate: «Ecco perché questo non è più il tempo di essere tutti dei generali. È il tempo di essere militanti. Di tornare a guardare fuori». Nel ricordare l’esperienza politica che ha portato Enzo Salera alla guida della città, Vita ha richiamato «una squadra che ha saputo mettere davanti i progetti per la città alle ambizioni personali».
Poi la chiusura, quasi come una dichiarazione d’intenti per la nuova fase del Circolo: «Il Partito Democratico non è solo la sua Storia. Non è solo la sua tradizione politica. Il Partito Democratico è ciò che sarà e ciò che ha il coraggio di diventare. E facciamo sì che torni a essere ciò che deve essere: una comunità, una speranza, una casa».
I presenti e le altre voci

Presenti, tra gli altri, tutti gli amministratori dem di Palazzo De Gasperi: dal sindaco Enzo Salera alla presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo, dal capogruppo Fabio Vizzacchero al vicesindaco Gino Ranaldi, passando per Giuseppe Capizzi, Ornella Rodi, Riccardo Consales, Gabriella Vacca, Iole Falese e Rosario Iemma.
Presente anche la consigliera regionale e presidente provinciale del Pd Sara Battisti, che ha parlato di un Partito in una fase di crescita e «pronto per governare con Elly Schlein». Sul territorio, ha denunciato «l’assenza di risposte efficaci da parte del governo nazionale e regionale sulla vertenza Stellantis» e «l’ingiustizia dell’esclusione della provincia di Frosinone dalla ZES Unica: l’utilizzo del parametro del reddito pro-capite su scala regionale rischia infatti di falsare la realtà penalizzando le nostre imprese locali rispetto ai territori vicini».

Il segretario provinciale Achille Migliorelli ha invece parlato di una «fase nuova» e della capacità del Partito Democratico di «rinnovarsi per affrontare le sfide reali dei territori». Concetto ribadito anche da Danilo Grossi: «Oggi è una festa per noi. Puntiamo su una figura capace che conosce a menadito questo territorio e le sue realtà». Sulla stessa linea il consigliere provinciale Luca Fardelli: «Abbiamo lavorato per stare tutti insieme».
E così, alla fine, quello che sembrava un Congresso destinato a misurare ancora una volta i rapporti di forza interni si è trasformato in qualcosa di diverso: un Congresso unitario, con una nuova Segreteria e un messaggio politico preciso. Il Pd di Cassino prova a chiudere una stagione di confronto interno e a rimettere al centro il rapporto con la città.
E se il buongiorno si vede dal mattino… per il Pd di Cassino c’è aria di nuova Vita.



