Piange il telefono sulla linea delle nuova Giunta

Dopo la grande vittoria, ora il grande freddo. Salera s'impantana sulla giunta. Ai suoi storici collaboratori ed ex assessori neanche un colpo di telefono

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Doveva essere una Giunta – lampo, costruita senza troppe difficoltà sulla base di una vittoria tanto ampia quanto solida. Lo storico 60% di consenso ottenuto al primo turno dal sindaco di Cassino Enzo Salera sta imponendo invece un giro di riflessione in più del previsto.

Il varo del nuovo esecutivo era previsto già per il weekend o al massimo oggi. Per tutta la giornata invece Enzo Salera è rimasto impantanato nelle riunioni con le varie liste. È partito alle 16.30 con il Pd, la lista più problematica e infatti non c’è ancora la fumata bianca. Fino a sera ha continuato gli incontri. Deve sciogliere gli ultimi nodi entro domani. La data è segnata in rosso sul calendario per una ragione tecnica. Quale?

Entro il 30 giugno il Consiglio comunale deve approvare le nuove tariffe Tari e delle altre imposte cittadine; prima però deve insediarsi e giurare; prima ancora deve essere definita la Giunta che stabilisca le tariffe da portare in Aula. A naso si prevede la seduta di insediamento – giuramento – elezione del Presidente d’Aula entro sabato 22 giugno; entro fine mese la seduta per le tariffe.

Un uomo solo al comando

Enzo Salera (Foto © Stefano Strani)

Contrariamente al passato, Enzo Salera sta definendo la giunta da solo. Vuole definirla da solo. Senza un confronto con i suoi fedelissimi, con la sua squadra storica. Neanche un colpo di telefono al suo già vice sindaco Francesco Carlino, tanti saluti al coordinatore della campagna elettorale Danilo Grossi. Per loro non c’è spazio in giunta: lo prevedono i paletti fissati prima del voto, niente posti per chi non si è candidato. Ma in questo caso c’è di più: li ha completamente ignorati.

Così come non ha minimamente pensato di voler coinvolgere anche solo per un parere il suo ex assessore Luigi Maccaro, che di Servizi Sociali si occupa da oltre 30 anni. Nessuno dei tre rilascia dichiarazioni: tanto basta per far trasparire la freddezza che si è venuta a creare con la sua ex squadra.

Gennaro Fiorentino

Enzo Salera adesso è solo: intende far valere il suo peso su tutte le decisioni che verranno prese. In primis l’assessorato che andrà in quota al sindaco: blindato Gennaro Fiorentino, a lui sarà affidata la delega ai Lavori Pubblici. Per la lista ‘Salera sindaco’ confermate le due donne: Maria Concetta Tamburrini proseguirà nel lavoro svolto finora alla Pubblica Istruzione mentre Gabriella Vacca dovrà raccogliere la difficile eredità di Danilo Grossi alla Cultura. E tra i corridoi c’è già chi mormora: “Sarà interessante vedere il cartellone degli eventi estivi e quello invernale per il teatro, non ha le competenze di Grossi“.

Nessuno, però, vuole rilasciare dichiarazioni ufficiali. C’è un clima di freddezza inaspettato dopo quella che è stata una vittoria senza precedenti. “La festa per la vittoria? Difficile festeggiare con questo clima che si respira in Municipio” rivelano le stesse fonti. 

Il toto giunta aggiornato

ASSESSOREDELEGACHI LO SURROGA
Maria Concetta Tamburrini IstruzioneMercedes Galasso
Gabriella VaccaCultura ed eventiGiovanna Grossi
Gennaro FiorentinoLavori Pubblici
Pierluigi PontoneManutenzioneFausto Salera
Francesca CalvaniServizi Sociali1^ non eletta
Gino Ranaldi
(o Fabio Vizzacchero)
Polizia Locale
Affari Legali
Fabio Vizzacchero
Ornella Rodi
(o Giuseppe Capizzi)
Commercio Giuseppe Capizzi

E torniamo al toto giunta:  per la lista ‘Partecipiamo Cassino‘ confermato l’ingresso in giunta di Pierluigi Pontone, continuerà il suo lavoro alla Manutenzione. Conferma pure per Francesca Calvani che raccoglierà la difficile eredità di Luigi Maccaro ai Servizi Sociali.

Gino Ranaldi

C’è come l’impressione che Enzo Salera stia disegnando una giunta che eviti le frizioni caratteriali registrate nei cinque anni precedenti. Il caso più emblematico è quello del Pd che potrebbe esprimere in giunta Fabio Vizzacchero e Pietro Capizzi, primi due dei non eletti, in quanto tra gli eletti nessuno è intenzionato ad entrare nell’esecutivo. L’unico tra i quattro che potrebbe eventualmente accettare è Gino Ranaldi che, però, dimettendosi da consigliere comunale, perderebbe anche il seggio in consiglio provinciale. Guai a fare il nome dell’ex vice Francesco Carlino che pure di voti ne ha portati circa 300 a Ranaldi. Ha il peccato originale di non essersi candidato.

Nemmeno nello staff

Paola Polidoro

Il principale Partito di centrosinistra esprimerà quindi due uomini fedeli al sindaco, tenendo conto più che altro dei voti riportati alle elezioni. Tanto basta agli esclusi per iniziare a marcare le distanze. Il silenzio di queste ore in merito alle scelte che sta compiendo il sindaco per la composizione della giunta è sufficiente a far pensare che nessuno di loro entrerà nello staff, anche se dovesse eventualmente arrivare una richiesta.

E le carenze, in particolar modo per quel che riguarda la comunicazione, iniziano a farsi vedere da subito: questa mattina il primo cittadino ha incontrato gli altri candidati a sindaco. Ad eccezione di Giuseppe Sebastianelli, tutti hanno preso parte all’iniziativa in Municipio. Ma a darne notizia non è stato il sindaco, così come fece 5 anni fa con post e foto sulla sua pagina facebook, bensì la candidata Paola Polidoro. Che ha spiegato: “Noi saremo presenti per realizzare il meglio per la città seguendo l’attività amministrativa anche fuori dal Consiglio e proponendo le iniziative e le progettualità che hanno caratterizzato il nostro percorso. Massima attenzione alle azioni amministrative, non ci fermeremo, anzi, continueremo a farci portavoce di ogni cittadino“.

Manca la chiave

Enzo Salera

Una scelta legittima alla quale però manca la chiave di lettura politica. Enzo Salera è stato il primo a parlare dal primo momento di una vittoria ottenuta grazie alla squadra. Impossibile che abbia compiuto un’inversione di rotta così radicale in poche ore.

Meno credibile è che sia stato colto da una sindrome renziana che l’abbia portato ad intestarsi tutto il risultato. La definizione degli assetti aiuterà a capire: se l’operazione è limitata al perimetro di Cassino oppure c’è una visione più ampia, collegata ai grandi cambiamenti in atto all’interno del Partito Democratico regionale.