A Frosinone i Piloni diventano terreno di scontro politico. Il sindaco Mastrangeli rivendica il successo dell’operazione, mentre FI e FutuRa sollevano dubbi su autorizzazioni e agibilità. Sullo sfondo si muovono già gli equilibri in vista del 2027.
Il boom di richieste e la narrazione del rilancio
A Frosinone i Piloni diventano molto più di un intervento urbanistico. Diventano un caso politico. Da una parte c’è il sindaco Riccardo Mastrangeli, che rivendica il risultato e lo trasforma in narrazione. Oltre 40 manifestazioni di interesse arrivate al Comune per utilizzare gli spazi sotto le arcate. Un numero che, per l’amministrazione, certifica la bontà dell’operazione di recupero e rilancio del centro storico.
E non è solo comunicazione istituzionale. Il sindaco rilancia anche sui social, con un video su TikTok. Un segnale chiaro: l’operazione Piloni è diventata un simbolo politico della sua amministrazione.

Ma mentre la maggioranza festeggia, dall’altra parte dell’aula si muove qualcosa di diverso. Non è una critica estemporanea. È una linea politica precisa che prende forma e si consolida. I consiglieri Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo, espressione di FutuRa e Forza Italia, non si accontentano dei numeri. Chiedono carte, atti, certificazioni.
E soprattutto fanno capire una cosa: non si fermeranno finché non avranno risposte formali, protocollate e definitive. Perché, nella loro lettura, il punto non è quante richieste siano arrivate. Il punto è un altro. Quegli spazi sono davvero utilizzabili?
Il nodo tecnico che diventa politico
Il cuore della contestazione è tutto qui: l’agibilità dei locali sotto i Piloni. I consiglieri pongono un problema preciso: esistono tutte le autorizzazioni necessarie?
In particolare:
- pareri dei Vigili del Fuoco
- conformità igienico-sanitaria
- certificazioni per l’utilizzo degli spazi

Una questione già sollevata formalmente a dicembre con una richiesta di chiarimenti agli uffici comunali. La risposta è arrivata. Il dirigente ha illustrato gli interventi effettuati: sicurezza strutturale, aspetti idrogeologici, requisiti igienico-sanitari, predisposizione degli impianti.
Ma c’è un passaggio che cambia tutto. Non sarebbe stata richiesta l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Motivo: nel progetto originario quei locali non erano destinati all’utilizzo.
Un dettaglio che diventa politico. Perché oggi quegli stessi spazi sono stati messi a bando pubblico e presentati come uno degli strumenti per il rilancio del centro storico. E infatti nella stessa comunicazione degli uffici compare una frase chiave: «Eventuali utilizzi con destinazioni diverse potranno essere oggetto di successivi approfondimenti tecnici». Tradotto dal burocratese: l’agibilità operativa non è ancora blindata. Ed è su questo che Forza Italia e FutuRa costruiscono il caso politico.
La loro posizione è netta: «La questione non è se i Piloni siano un’opportunità, ma se gli spazi messi a bando siano realmente utilizzabili». E ancora: «Il rilancio urbano deve poggiare su basi solide e verifiche tecniche chiare».
Il centro storico tra cantieri e consenso

Nel frattempo, mentre sui Piloni si accende lo scontro, l’amministrazione Mastrangeli apre un altro cantiere simbolico nel cuore della città. È quello del campanile della cattedrale di Santa Maria, il punto più alto di Frosinone con i suoi 40 metri di altezza.
I lavori sono partiti ieri. Un intervento da 1,6 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, che prevede consolidamento strutturale e restauro conservativo. Alla base della torre verrà effettuata un’operazione definita “chirurgica”: materiali speciali e tiranti stabilizzatori per mettere in sicurezza la struttura. Poi si passerà al recupero del rivestimento esterno, dell’orologio e delle parti ammalorate. Tempi dichiarati: entro dicembre, anche se l’impresa punta a chiudere entro l’estate.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli rivendica il risultato: «Entriamo finalmente nella fase concreta di un percorso avviato con grande impegno. Per quasi cinquant’anni su questo campanile non è stato fatto nulla». E l’assessore Angelo Retrosi chiarisce la cornice politica: «È parte di una strategia di rigenerazione del centro storico, insieme all’assessorato guidato da Rossella Testa».
È qui che il quadro si completa. Perché mentre l’amministrazione mette a terra cantieri e investimenti, l’opposizione contesta la solidità amministrativa delle operazioni. Due letture opposte. Stessa partita.
Il centro storico e la partita elettorale

La vicenda dei Piloni non è isolata. E quella del campanile non è scollegata. Si inseriscono dentro una partita molto più grande: il rilancio del centro storico di Frosinone. Un tema aperto da anni. Un tema su cui residenti e commercianti continuano a segnalare criticità: viabilità, sicurezza, decoro urbano. Non a caso è stata avviata anche una raccolta firme.
Il messaggio è chiaro: servono interventi strutturali, non operazioni spot. E proprio su questo terreno si giocherà una parte della prossima campagna elettorale. Il PSI e il candidato sindaco Vincenzo Iacovissi hanno già iniziato a muoversi, piantando le prime bandierine politiche sul tema. Perché il centro storico sarà uno dei campi decisivi del confronto elettorale.
E i Piloni, da intervento urbanistico, rischiano di diventare il simbolo di due visioni opposte.
L’asse FI–FutuRa e lo scenario 2027

Ma il dato politico più interessante è un altro. Dietro la vicenda dei Piloni si consolida un asse politico preciso: quello tra Forza Italia e FutuRa. Non nasce oggi ma oggi diventa visibile. Si è visto alle elezioni Provinciali, dove i voti di FutuRa hanno contribuito all’elezione di Pasquale Cirillo. E si vede oggi, nella battaglia politica sui Piloni. Un’alleanza che guarda avanti. Perché se questo asse reggerà nei prossimi mesi, è destinato a pesare anche nelle elezioni comunali del 2027.
E qui emerge un altro elemento. È sempre più difficile immaginare Forza Italia a sostegno di una ricandidatura di Riccardo Mastrangeli. Anche in presenza di eventuali interventi regionali. Perché c’è un dato politico che pesa: il silenzio del senatore Claudio Fazzone, dominus azzurro nel Lazio, che in quasi tre anni non è mai intervenuto per ricomporre lo strappo con il sindaco.
Pensare oggi a una riconciliazione appare complicato. Molto complicato. Quasi impossibile. FutuRa e Forza Italia potrebbero ritrovarsi a sostenere lo stesso candidato sindaco. Contro l’attuale primo cittadino.
Due linee, una sola partita

Il quadro, alla fine, è questo. Da una parte Riccardo Mastrangeli, che accelera sul rilancio e costruisce consenso anche sul piano comunicativo.
Dall’altra l’asse FI–FutuRa, che scava nelle carte e trasforma i Piloni in un caso politico-amministrativo destinato a durare.
Due linee. Due strategie. Una sola partita. E vale per entrambe la frase di Winston Churchill: «Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di continuare».



