Pizzutelli ha la lista, il PD ha solo riunioni saltate

Angelo Pizzutelli ha già pronta una lista civica di trenta nomi, ma tace sulle sue reali intenzioni. Il PD, spaccato tra correnti escluse dal tavolo con Leodori, resta fermo a discutere di Campo Largo mentre Iacovissi corre già in campagna elettorale.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Angelo Pizzutelli ha già trenta nomi, una lista costruita e pronta a partire. Il Partito Democratico, che lo ha indicato candidato sindaco all’unanimità, non ha nemmeno una riunione andata a buon fine. A Frosinone, il centrosinistra 2027 comincia così: con il candidato più avanti del Partito che lo sostiene, un candidato che non parla, un Partito che si spacca su chi invitare a una riunione, un centrosinistra che nel frattempo osserva il socialista Vincenzo Iacovissi correre da solo verso il 2027.

La lista del candidato

Angelo Pizzutelli

La lista c’è: Angelo Pizzutelli ha messo in campo trenta nomi, tutti in grado di raccogliere voti in maniera trasversale, tanto a sinistra quanto a destra e soprattutto tra quella ampia fetta di elettori che non va a votare. Una lista costruita intorno all’uomo da 800 preferenze personali, il più votato nel centrosinistra da tre elezioni Comunali a questa parte nel capoluogo.

Ma c’è anche l’altra faccia della luna: quella in ombra. La lista di Angelo Pizzutelli, il commercialista “Mister Preferenze” di Frosinone, proposto dal PD alla ipotetica coalizione progressista per le Comunali 2027, non si chiama “Pizzutelli Sindaco“. Si chiama “Civica Frusna Bene Comune“. E non è detto che vada ad appoggiare il polo progressista. Tanto quanto non è detto che Pizzutelli, alla fine, scenda in campo alla testa dello schieramento.

Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica

Non parla. Non commenta. Nemmeno un accenno. Nessuna indiscrezione. Chi gli sta vicino, però, assicura che non sia affatto contento della piega che stanno prendendo le cose.

Ad esempio? Pizzutelli la lista ce l’ha, mentre il PD no. Al punto che vorrebbe da tempo una riunione del Circolo nella quale dire “Fuori i nomi, fatemi vedere chi si candida”. Ci stava andando l’altra sera insieme all’altro consigliere PD Norberto Venturi: riunione saltata all’ultimo momento perché l’area di Rete Democratica ha minacciato di incendiare (politicamente) il Circolo.

Le due componenti escluse dal tavolo con Leodori

Francesco De Angelis e Sara Battisti

Il movente, per le truppe che fanno riferimento sul territorio alla consigliera regionale Sara Battisti, all’ex segretario provinciale Luca Fantini (Rete Democratica) e al vicesegretario regionale Antonio Pompeo (Riformisti di Guerini)? La riunione avvenuta nei giorni scorsi con il segretario regionale PD Daniele Leodori, per decidere la linea sulle Comunali di Frosinone. Le due componenti non sono state invitate. Il che ha fatto scatenare la protesta della presidente del circolo Stefania Martini, degli ex segretari Marco Tallini e Andrea Palladino, del vicesegretario Marco Gallon. Una protesta che non è esplosa all’esterno solo grazie ad una telefonata di chiarimento tra Sara Battisti ed il presidente Pd del Lazio Francesco De Angelis (Area Dem). Tregua. Armata. (Leggi qui: PD Frosinone, la parabola dei sei ciechi e l’elefante).

A Pizzutelli tutto questo non piace affatto, sente puzza di bruciato: è anche per questo — assicurano — che sta rimanendo in silenzio. Il Campo Largo? A Frosinone non ce n’è traccia. Gli incontri con Anselmo Pizzutelli e i Medici per l’Ambiente — quelli con cui intelaiare un discorso su una possibile alleanza — li stanno facendo Angelo Pizzutelli e Norberto Venturi. Non il Partito.

E se alla fine l’aria non dovesse piacere, tanti saluti ai suonatori, si cambia orchestra: la musica vuole suonarla Angelo secondo il suo spartito. Non vuole rischiare di finire suonato.

Il Pd gioca a scacchi da solo e riesce pure a perdere

Se il generale romano Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore (l’uomo che tenne testa ad Annibale logorandolo con la pazienza di un monaco tibetano) fosse vissuto oggi, probabilmente avrebbe fatto un salto a Frosinone per prendere appunti dal Pd. Nel capoluogo, infatti, avrebbe scoperto una forma avanzata della nobile arte dell’attendismo infinito, una disciplina talmente raffinata da far impallidire le sue tattiche adottate durante la Seconda Guerra Punica. Il problema è che, a furia di temporeggiare, il rischio non è quello di logorare il nemico ma il PD stesso.

I Dem a Frosinone sanno già chi vorrebbero candidare a sindaco, sanno che il centrosinistra avrebbe bisogno di stare insieme per provare a vincere, sanno che le elezioni Comunali sono ormai vicine e sanno persino che il tempo a disposizione, quello vero, è oggettivamente poco. Eppure, continuano a discutere e a litigare.

Di fatto sono ancora fermi alle note a margine del congresso precedente. Ed è una impostazione veramente surreale, se si considera che mancano meno di 9 mesi al voto.

Il PSI dieci passi avanti

Vincenzo Iacovissi

Eppure il quadro per le Comunali 2027 nel capoluogo, oggi, è cristallino: l’unità del centrosinistra, come da tradizione, è andata a farsi benedire anche a questo giro. Il PSI e il candidato sindaco Vincenzo Iacovissi sono almeno “dieci passi avanti” rispetto al PD, con una candidatura in campo da quasi un anno, con una coalizione già strutturata, con le Primarie delle idee già avviate e con i manifesti di Iacovissi sorridente affissi per Frosinone. Di fatto in piena campagna elettorale.

In una situazione del genere, in qualsiasi altro Comune d’Italia sarebbe lecito aspettarsi la struttura locale del Partito Democratico, con il coltello tra i denti (metaforicamente parlando), schierata sul campo e pronta a far valere tutta la sua autorevolezza e peso elettorale. Non a Frosinone.

La Segreteria cittadina continua nell’arte millenaria dell’accademia politica. Si riunisce l’organismo di Partito, si comincia a discutere, si scontrano le correnti interne, come l’altra sera. E per non replicare “Casamicciola” a Frosinone, si rinvia la riunione. Discussioni infinite sui massimi sistemi, si tracciano con i perimetri teorici del “Campo Largo”, per stabilire la grammatica delle alleanze. Ancora? Il cosiddetto Campo Largo, a Frosinone però, non può essere costruito semplicemente sommando sigle nazionali. Non si fa copia e incolla, non funziona così. Servono persone, liste civiche, consiglieri che stanno all’opposizione, pezzi di società cittadina, comitati di quartiere. Ma soprattutto una sintesi politica. Chi la fa?

Il paradosso Pizzutelli

Angelo ed Anselmo Pizzutelli

L’ulteriore paradosso è rappresentato da Angelo Pizzutelli, che è stato indicato dal PD all’unanimità come candidato sindaco. Perché ha esperienza amministrativa, enorme consenso elettorale, radicamento nel capoluogo. La scelta è stata ribadita fino alla noia dal Partito e a tutti i livelli.

Eppure, sulla candidatura di Pizzutelli si registrano sottili tentativi di sabotaggio interno. Non è un caso che lo stesso Pizzutelli, sulla sua candidatura, non abbia mai pronunciato una sola parola. Ha capito perfettamente l’aria che tira: troppi distinguo, troppe resistenze sotterranee, troppi giochi di posizionamento. Soprattutto troppe guerre tra correnti, che a parole tutti dicono di aver superato. Ma che nei fatti esistono, eccome.

La lista civica l’ha preparata e registrata. È pronto a schierarla. Ma è chiaro perché non intenda farlo. Non si fida. Non vede le condizioni per fidarsi. Del suo Partito Democratico. Non di una componente ma di tutte. In queste condizioni, esporsi senza una vera copertura politica, sarebbe quasi un suicidio politico per Angelo Pizzutelli. Che però ingenuo non è. E, infatti, tace e per il momento non avvia nemmeno una bozza di campagna elettorale.

Il tempo che paga chi arriva tardi

Roberto Vannacci (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

A meno di un anno dalle elezioni, il candidato sindaco del centrosinistra, o del Campo Largo, dovrebbe girare per i quartieri del capoluogo come la Madonna Pellegrina, accumulando consensi, suggerimenti, strette di mano e sorrisi, come quelli che sfodera il generale Vannacci, ogni volta che esce un sondaggio di Youtrend sulle intenzioni di voto degli italiani. Invece si sta assistendo ad una perenne e surreale opera di autocombustione interna.

Per questo torna alla mente una frase di Norberto Bobbio: «In politica, il tempo è una variabile decisiva: chi arriva tardi, paga». Il PD sta arrivando tardi su tutto: sui dossier sensibili della campagna elettorale, sulla candidatura, sulla coalizione, sui contenuti. Questo ritardo, o questo illogico attendismo da partita a scacchi in solitaria, rischia di costare parecchio caro al Partito Democratico per le prossime comunali.

Mastrangeli osserva, e intanto amministra

Mentre il PD resta avvitato sulle proprie contraddizioni, il sindaco Riccardo Mastrangeli può permettersi il lusso di una campagna elettorale a basso consumo energetico. Semplicemente raccontare tutto quanto fatto in questi anni di governo della città, e osservare il PD che si fa male da solo. E la settimana, in questo senso, offre materiale in abbondanza.

La mappa degli accessi alla stazione (Clicca per ingrandire)

Da domani apre un nuovo varco pedonale alla stazione, collegato alla rotatoria tra via Monteverdi e via Refice, che si aggiunge agli accessi già esistenti da piazza Kambo e dall’ex Frasca e resta comunque affiancato da quello carrabile di via Verdi. «Avevamo assunto un impegno preciso con i cittadini e oggi lo manteniamo», ha dichiarato Mastrangeli, inquadrando l’opera nel più ampio processo di riqualificazione dello scalo ferroviario.

(Foto © Paolo Peticca)

In Prefettura invece è stato firmato il protocollo che istituisce il Tavolo dei Sindaci del Fiume Sacco, promosso dal Comune e destinato a coinvolgere, oltre a Frosinone, altri 14 centri del bacino, la Prefettura, Regione, ARPA, Provincia, ASL, Consorzi di bonifica e Ministero dell’Ambiente, con il compito di monitorare il fiume e coordinare gli interventi contro l’inquinamento. «Per un problema che supera i confini comunali serviva una regia comune», ha detto Mastrangeli, citando anche l’ex discarica di via Le Lame, per cui è già partita la caratterizzazione. (Leggi qui: Fiume Sacco, nasce il Tavolo dei Sindaci con Frosinone capofila).

Non è un caso, infine, che in assenza di interlocutori critici “divergenti” nell’opposizione, sia un consigliere di maggioranza — Claudio Caparrelli — a tenere banco sull’unico fronte scomodo della settimana: quello della scuola. Caparrelli ha incrociato il XXVI rapporto Ecosistema Scuola 2026 di Legambiente, che colloca Frosinone tra le città con più edifici scolastici a fonti rinnovabili e più scuole in Zone 30 (citando come buona pratica la nuova primaria di Madonna della Neve), con le proteste degli studenti del liceo Severi nella sede di via Verdi, assegnata dalla Provincia: aule insufficienti, dubbi sulle vie di fuga, palestra inadeguata, al punto da sfociare in una mobilitazione studentesca.

«Oggi vediamo una Frosinone che, sul fronte scolastico, rischia di procedere a due velocità», ha dichiarato Caparrelli. «Il Comune viene portato da Legambiente come esempio nazionale… contemporaneamente, per una scuola superiore affidata alla competenza della Provincia, studenti e famiglie denunciano condizioni che richiedono interventi immediati». E ancora: «Non vogliamo alimentare uno scontro istituzionale, ma pretendiamo risposte concrete… Il modello deve essere quello indicato dall’Amministrazione Mastrangeli: programmare, investire e consegnare agli studenti scuole sicure, moderne e sostenibili».