Cosa c'è dietro alla foto che vale più di mille mozioni: i due Pizzutelli, un pranzo e una scossa alla politica cittadina.
Il selfie lo hanno scattato mentre sono ad un tavolo della trattoria Savo sulla Monti Lepini a Frosinone. È sufficiente per agitare gli equilibri politici all’interno dei Poli del centrosinistra e del centrodestra. A tavola sereni, tutt’altro che nascosti, ci sono Angelo e Anselmo Pizzutelli. Stessi cognomi, storie politiche diverse, ruoli agli antipodi. Ed è un pranzo dirompente. Per il semplice fatto che sia avvenuto.
Il primo Pizzutelli (Angelo) è il capogruppo dimissionario del Partito Democratico, volto storico del centrosinistra frusinate, l’uomo che da anni ad ogni èelezione è o il più votato in assoluto o il più votato del centrosinistra. L’altro Pizzutelli (Anselmo) è consigliere eletto nella lista civica del sindaco Riccardo Mastrangeli (civico d’indicazione leghista) ma da tempo in rotta col primo cittadino. Il loro pranzo pre-pasquale è tutto fuorché casuale.
Non si nascondono, non temono gli sguardi. Al contrario: sembrano dire “prendete nota”. Perché è evidente che qualcosa si muove e non nei canali consueti. A Frosinone le regole stanno cambiando. Le alleanze pure.
Angelo Pizzutelli, l’eterno candidato mancato

Angelo Pizzutelli è il classico esempio di politico che fa un passo indietro per il bene della coalizione: formazione Socialista. Ha rinunciato più volte alla candidatura a sindaco ma ogni volta ha trainato la coalizione. E non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni: la poltrona da consigliere provinciale come tappa obbligata verso quella da primo cittadino. Ora, dopo l’ennesimo passo indietro e con un Pd in stato confusionale, il momento potrebbe essere arrivato. Ma non necessariamente sotto le insegne del Partito Democratico. (Leggi qui: Frosinone, cosa c’è dietro alla mossa di Angelo Pizzutelli).
Nelle sue ultime dichiarazioni c’è già una base di programma elettorale: mobilità, trasporti, pendolari, infrastrutture. E soprattutto: coinvolgimento pieno del Consiglio comunale. Un messaggio chiaro: basta giochi di palazzo, serve un progetto che metta la città davanti agli schieramenti.
Anselmo Pizzutelli, il dissidente con radici profonde

Dall’altro lato del tavolo, Anselmo Pizzutelli. È il capogruppo della lista civica del sindaco Mastrangeli ma con il sindaco ha rotto da due anni. Finora si è mosso più come tecnico che come politico ma adesso qualcosa è cambiato.
La presenza accanto ad Angelo non è una provocazione: è un segnale. Perché se un giorno i due Pizzutelli dovessero presentarsi insieme alle urne, metterebbero insieme preferenze, esperienza, visione e radicamento. Un mix che nessuna coalizione oggi può permettersi di ignorare.
Mastrangeli e il silenzio che pesa

E il sindaco? Riccardo Mastrangeli per ora osserva in silenzio. Ma è un silenzio che pesa. Non risponde nemmeno alle sollecitazioni di Franco Carfagna, capogruppo di Fratelli d’Italia, il primo Partito della sua coalizione. Sul tema della mobilità urbana – Bus Rapid Transit, parcheggi, ascensore inclinato – Mastrangeli non arretra di un millimetro. Anzi, blinda la sua linea e tiene il punto.
Intanto però, metà dell’ex coalizione di centrosinistra che nel 2022 sostenne l’ex sindaco Dem Domenico Marzi oggi lo sostiene in Aula. Il Pd è all’opposizione ma vive una fase di stallo. Il Psi sogna una corsa autonoma. E in mezzo a questo caos, la città resta a guardare.
Verso il 2027: nulla è scontato

La foto dei due Pizzutelli a tavola potrebbe diventare quella da appendere nella stanza delle decisioni future. Perché quello scatto non immortala solo un pranzo, ma un’idea che aleggia sempre più forte: e se la prossima sfida fosse trasversale? Una coalizione civica, mista, orizzontale. Senza simboli ingombranti, ma con facce riconoscibili e un’agenda concreta.
Angelo Pizzutelli lo dice chiaramente: la città è di tutti, e sui temi strategici non esistono maggioranze o opposizioni. È una chiamata al confronto, ma anche una scommessa personale. Se sarà lui a guidarla, lo diranno i prossimi mesi. Ma chi pensa che la partita del 2027 sia già scritta, forse dovrebbe dare un’occhiata a quella foto. E iniziare a riscrivere gli schemi.



