I numeri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la cultura nel Lazio ridisegnano gerarchie e ambizioni: Roma domina, Viterbo cresce, Frosinone insegue. Nella provincia la Città Martire prima tra i centri medi, mentre Sora, Alatri e Anagni restano distanti
Un Pnrr al bivio
Il rilancio della cultura italiana attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a meno di quattro mesi dalla sua conclusione formale, entra nella fase più delicata. Oltre 4,2 miliardi di euro distribuiti su nove misure strategiche rappresentano un investimento senza precedenti. Ma tra l’ambizione di una modernizzazione strutturale e la realtà dei territori si è aperto uno scarto preoccupante.

Secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Openpolis, pubblicato in queste ore, le scadenze europee sono state rispettate sul piano formale. Tuttavia, il dato sull’avanzamento finanziario accende un campanello d’allarme: al 30 novembre 2025 il Ministero della Cultura ha speso solo il 27,4% delle risorse disponibili.
Non è un dettaglio tecnico. È il cuore della questione. Perché il PNRR non si misura sulle delibere approvate, ma sui cantieri aperti e sui pagamenti effettuati. La distanza tra fondi assegnati e fondi effettivamente spesi racconta una difficoltà amministrativa che rischia di trasformare un’occasione storica in una promessa incompiuta.
Il Piano non è un blocco monolitico: è un mosaico di interventi con velocità differenti. Alcuni comparti avanzano, altri arrancano. Ma la fotografia complessiva restituisce un’Italia che corre a più velocità, con differenze territoriali marcate e capacità amministrative disomogenee. Il tempo stringe. E la fase finale sarà decisiva: senza un’accelerazione concreta, la cultura rischia di diventare l’anello debole della grande partita del PNRR.
Regioni a doppia velocità
L’analisi territoriale rivela un Paese profondamente frammentato. Se si guarda alla capacità di attrarre investimenti, il Lazio si conferma il cuore pulsante del Piano con oltre 620 milioni di euro assegnati, seguito dalla Campania (466 milioni) e dalla Sicilia (318 milioni). Ma avere fondi assegnati non significa saperli spendere.

La classifica cambia radicalmente se si considera l’avanzamento finanziario effettivo. Le regioni più “virtuose” sono la Lombardia (39,9%), la Liguria (35,8%) e l’Emilia-Romagna (33,7%). Qui la macchina amministrativa mostra una maggiore reattività nel trasformare progetti in pagamenti concreti.
Il Mezzogiorno, invece, è in evidente affanno. Nonostante la riserva del 40% delle risorse destinata al Sud, la capacità di spesa resta bassa. La Campania ha speso appena l’11,4%, seguita da Basilicata (14%) e Molise (15%). L’unica eccezione è la Sardegna, con il 29,8%, sopra la media nazionale.
Il PNRR Cultura procede dunque a velocità variabile. L’efficienza energetica di cinema e teatri è il comparto più avanzato (58,4%), segno che gli interventi tecnici su edifici esistenti sono più gestibili dei grandi restauri complessi. I Parchi e Giardini Storici viaggiano al 50,1%, pur frenati inizialmente dalla carenza di figure professionali specializzate. Diverso il quadro per la sicurezza dei luoghi di culto: appena il 5,5% di avanzamento, vero tallone d’Achille del Piano.
Grandi città e piccoli comuni, un solo Pnrr

A livello comunale, la concentrazione delle risorse segue una logica inevitabile: i grandi poli attraggono più fondi. Roma, Napoli, Matera e Firenze assorbono la quota maggiore di finanziamenti diretti. Roma, con oltre 409 milioni di euro e 210 progetti finanziati, è il baricentro nazionale, trainata da interventi come il rilancio di Cinecittà e la digitalizzazione del patrimonio.
Città |
Fondi PNRR |
Progetti |
|---|---|---|
Frosinone |
€ 2.403.819,89 |
4 |
Latina |
€ 164.964,00 |
3 |
Viterbo |
€ 10.230.269,42 |
25 |
Rieti |
€ 4.644.918,60 |
7 |
Roma |
€ 409.810.617,74 |
210 |
Nel Lazio, il quadro è articolato. Viterbo registra oltre 10 milioni di euro per 25 progetti, Rieti circa 4,6 milioni per 7 interventi, Frosinone poco più di 2,4 milioni per 4 progetti. Latina si ferma a 164 mila euro.
Ecco i dati organizzati in tabella:
Città |
Fondi PNRR per la Cultura |
Progetti Finanziati |
|---|---|---|
Cassino |
€ 1.507.150,00 |
4 |
Sora |
€ 150.000,00 |
1 |
Alatri |
€ 427.133,76 |
2 |
Anagni |
€ 239.000,00 |
2 |
Ceccano |
€ 69.522,00 |
1 |
Ferentino |
€ 150.000,00 |
1 |
Isola del Liri |
€ 1.010.000,00 |
1 |

In provincia di Frosinone, i numeri sono contenuti ma significativi: Cassino (1,5 milioni), Isola del Liri (1 milione), Alatri (427 mila euro), Anagni (239 mila), Ceccano (69 mila), Ferentino (150 mila), Sora (150 mila). Il Piano Borghi, una delle misure simbolo, coinvolge oltre 2.500 comuni ma soffre la complessità amministrativa dei piccoli enti, che rallenta rendicontazioni e pagamenti.
Il rapporto Openpolis mette a nudo una verità scomoda: la capacità amministrativa è il vero fattore discriminante. Senza una semplificazione radicale e un supporto concreto ai territori più fragili, il rischio è che il PNRR Cultura non riduca i divari, ma li amplifichi.
L’occasione è storica. Ma il tempo, ormai, non concede più alibi.



